Il “Campo solare Enrico” è pronto per la 25a edizione

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Come ogni anno, uno degli appuntamenti che caratterizza la nostra estate e quella della nostra Parrocchia è sicuramente la settimana del “Campo Solare Enrico”, giunto quest’anno alla 25a edizione. Nel corso degli anni il campo ha sempre saputo rinnovarsi senza mai perdere quello che in tutti questi anni ha trasmesso e regalato: la gioia dello stare insieme e del trascorrere una settimana all’insegna del divertimento, dell’allegria, della riflessione e della preghiera.
In tanti anni i volti dei protagonisti sono cambiati e i bambini di allora sono cresciuti diventando a loro volta animatori con un unico obiettivo: offrire ai partecipanti un’occasione di crescita personale e un luogo in cui incontrare i propri amici per giocare e divertirsi. Il campo, che quest’anno si terrà dal 20 al 25 agosto, prevede una settimana all’insegna di preghiere, canti, scenette, giochi, laboratori e tanto divertimento grazie ad una squadra di animatori sempre più affiatata ed unita e grazie anche all’aiuto di alcuni volontari del Paese. Il sabato, giornata conclusiva del grest, viene celebrata la Santa Messa in memoria del piccolo Enrico a cui è dedicato il nostro campo a cui segue la grande festa finale.
25 anni non sono pochi e proprio in occasione di questo importante traguardo abbiamo pensato di festeggiarlo nel migliore dei modi cercando di riunire tutti gli animatori e i volontari attraverso un racconto di storie e ricordi di chi vi ha partecipato.
L’appuntamento è per sabato 25 agosto a partire dalle ore 18.30 con la Santa Messa conclusiva a cui seguirà un momento conviviale; dalle ore 20 festeggiamenti del 25° con foto, video e testimonianze da condividere tutti insieme.
Durante la serata sarà inoltre inaugurata presso la sala polivalente (di fianco al teatro parrocchiale) una mostra fotografica che ripercorrerà la storia del campo; la mostra rimarrà aperta e visitabile fino al mese di ottobre in occasione della nostra fiera paesana. Un pensiero e un ringraziamento particolare va sin d’ora ai nostri parroci Don Mario Turati e Don Hervè Olivier per essere guide costanti e presenti per ognuno di noi e per supportarci nella realizzazione di questi appuntamenti.
Ricordiamo infine per chi volesse partecipare che il “Campo Solare Enrico 2018” si svolgerà presso i locali della Parrocchia di Santa Sofia di Canaro ed è aperto a tutti i bambini e ragazzi nati tra il 2004 e il 2012 compresi; le modalità di iscrizione sono 2: attraverso la compilazione della cedola presente nel depliant oppure online collegandovi al sito internet ggpcanaro.altervista.org .
Le iscrizioni dovranno pervenire entro domenica 5 agosto 2018.
Gli Animatori

Il Vescovo Pierantonio racconta la sua esperienza in Mozambico

Al ritorno dalla visita alla missione che la nostra Diocesi, insieme alla Diocesi di Vicenza, ha aperto nell’Arcidiocesi di Beira in Mozambico, desidero condividere alcune considerazioni.

Innanzitutto mi piace sottolineare la straordinaria esperienza di comunione tra le tre chiese coinvolte in questo progetto missionario: Adria-Rovigo, Vicenza e Beira. Una missione condivisa tra due Diocesi è un’esperienza nuova e pertanto è stato molto importante che i due vescovi delle diocesi a cui appartengono i tre preti «fidei donum» si siano recati assieme a incontrare i missionari e a visitare le comunità in cui lavorano. Abbiamo potuto verificare che condividere l’impegno missionario non risponde solo ad esigenze di carattere pratico, ma esprime la realtà profonda del vissuto ecclesiale che è la comunione.
Una seconda riflessione riguarda la natura della missione: non è solo donare ma anche ricevere. Recandomi in Mozambico, ho avuto conferma di quanto possa essere utile anche per la nostra chiesa polesana il confronto con la chiesa di Beira. In questo anno pastorale abbiamo riflettuto molto sulla ministerialità e del ruolo dei laici: ebbene a Beira questa non è solo una bella idea, ma una realtà collaudata. La vita delle comunità cristiane infatti non dipende solo dal ministero del presbitero, ma anche da una serie di servizi («ministeri») affidati ai laici. In ogni comunità infatti c’è un animatore, che ha il compito di coordinare gli altri ministri laici e di tenere i rapporti con il presbitero-parroco. C’è chi è incaricato della catechesi, della liturgia, della carità, della amministrazione delle offerte che vengono raccolte, ecc. C’è anche chi ha il compito di tenere un momento di preghiera in occasione della sepoltura dei defunti (i funerali con la messa, come avviene da noi, sono molto rari).

Mi ha molto colpito poi la condizione di grande povertà in cui vive gran parte della popolazione e la percezione di un paese che non ha prospettive di sviluppo, nonostante l’abbondanza di materie prime. In Mozambico si tocca con mano il dramma dell’Africa, che attraverso il fenomeno migratorio coinvolge anche noi. Vista dall’Africa anche l’immigrazione assume una prospettiva molto diversa: si comprende che al di là delle motivazioni individuali c’è un enorme problema di sperequazione tra il Nord e il Sud del mondo e che finché non cercheremo di ripianarlo non sarà possibile governare i flussi migratori.

Un particolare apprezzamento vorrei esprimere all’impegno e alla sensibilità di don Giuseppe Mazzocco, che, assieme a don Maurizio e a don Davide di Vicenza, si è inserito con entusiasmo e generosità in questa nuova avventura missionaria.

Alla luce di quanto ho visto, mi sembra importante tenere viva nella nostra Diocesi l’informazione e lo scambio con la missione di Beira. Potrà poi essere utile programmare qualche visita che abbia degli obiettivi precisi (finalizzata cioè a progetti di collaborazione), avendo attenzione a non creare disagi all’attività dei missionari. Un sostegno molto importante, che ci verrà chiesto nel prossimo futuro, riguarda le strutture per le comunità affidate ai nostri preti, strutture che al momento quasi mancano del tutto. Ad esempio la parrocchia San Predro Claver, di cui è parroco don Giuseppe Mazzocco, ttualmente per la sua attività può contare solo un vecchio magazzino trasformato in cappella provvisoria. Oltre al sostegno economico, potrebbe essere di grande aiuto l’opera, anche per brevi periodi, di volontari esperti nel settore dell’edilizia e dell’impiantistica, con cui affiancare la mano d’opera locale. Gli spazi di impegno quindi non mancano: a noi il compito di crescere nella collaborazione missionaria per fare esperienza dell’universalità della chiesa.

+Pierantonio Pavanello
Vescovo

Dottor Clown in Palestina, lo hanno raccontato a Radio Volontariato

di Csv Rovigo

“Portiamo leggerezza”. Da dodici anni l’associazione Dottor Clown porta semplicemente questo nelle corsie dell’ospedale di Rovigo: leggerezza e un sorriso per aiutare a superare la malattia e la noia del ricovero. In aprile, tre volontari rodigini hanno “esportato” la loro leggerezza in una delle terre più sofferenti al mondo.
Nella nuova puntata di Radio Volontariato Diego e Sara raccontano la loro missione in Palestina, al seguito del team di Dottor Clown Italia, dove hanno portato sorrisi in ospedali, orfanotrofi e scuole. “Eravamo parte di un gruppo di 22 persone dall’Italia, ma anche dalla Spagna e dall’India – racconta Diego – Con loro abbiamo incontrato i colleghi al Caritas Baby Hospital in Cisgiordania, in cui si curano le leucemie infantili”.
Un’esperienza emozionante, ma anche piena di interrogativi, che i “nasi rossi” rodigini hanno affrontato con il loro bagaglio di esperienza e strumenti per entrare in relazione con gli altri: “Il potere del naso rosso e il linguaggio non verbale consentono di mettersi in contatto con le persone, superando anche le difficoltà a comunicare”, racconta Sara, che in questa occasione era alla sua prima missione all’estero.
I Dottor Clown si sono mossi attraverso territori contesi, colpiti dalla violenza e occupati militarmente da oltre cinquant’anni, eppure il clima che hanno trovato è stato di serenità e accoglienza: “Ciò che ho colto soprattutto – racconta Diego – non è stata la tensione, ma la voglia di creare ponti, anziché alzare muri”.
La puntata è in onda su Radio Kolbe nella seconda metà di giugno. Condotta da Francesco Casoni e Marco Dall’Ara del Centro servizi volontariato di Rovigo, si può ascoltare il giovedì alle 11.00 e alle 21.15, il sabato alle 21.00 e il mercoledì alle 17.05 sulle frequenze 91.200 e 94.500.

 

Il Vescovo in Mozambico a trovare la missione diocesana

 

Un viaggio di dieci giorni per conoscere la missione che le diocesi di Vicenza e quella di Adria-Rovigo stanno condividendo in quel di Beira, in Mozambico. Questo l’intento che ha portato il nostro Vescovo Pierantonio assieme al Vescovo della dicoesi Berica Mons. Beniamino Pizziol ad incontrare i religiosi missionari Vicentini e il nostro Sacerdote Don Giuseppe Mazzocco in terra africana.
Ad accoglierli all’aeroporto oltre ai religiosi anche il Vescovo di Beira Mons. Claudio Dalla Zuanna, missionario Deohniano anch’egli proveniente dalla provincia di Vicenza.
Emozionante l’incontro dei Pastori diocesani con la comunità mozambicana, che da subito hanno preso contatto con la realtà missionaria.
Dieci giorni possono essere pochi per entrare in contatto con il territorio e soprattutto nella relazione con le persone , ma possono bastare per sentire già la nostalgia e il cosiddetto “mal d’Africa”.
I Vescovi si sono impegnati e non poco in questo viaggio e il nostro Mons. Pavanello ha addirittura amministrato la Santa Cresima ad alcuni ragazzini , come ci viene raccontato da Don Giuseppe Mazzocco nella descrizione al nostro giornale e come è ben visibile dalle foto che andiamo a proporvi in queste due pagine speciali.
Nei prossimi numeri il Vescovo Pierantonio avrà modo di raccontarci la sua esperienza missionaria in questi luoghi così visibilmente poveri e abbandonati, dove nonostante tutto la gente crede ancora in un mondo e in un futuro migliore.

La Dr.ssa Patrizia Granata lascia la Scuola Sichirollo

La Dirigente dott.sa Patrizia Granata lascerà l’incarico all’inizio del nuovo anno scolastico 2018-2019. Vicepresidente del CNIS (coordinamento nazionale insegnanti specializzati) dell’Università di Padova, ha ideato e avvierà da settembre 2018, in collaborazione con la dott.sa Lucangeli, una nuova esperienza di scuola.
La Scuola Sichirollo, scuola di eccellenza nel campo dell’innovazione didattica,  ringrazia la dott.sa Granata e la accompagna con sentimenti di stima e affetto nel suo nuovo cammino.
La Scuola continuerà la sua strada mantenendo viva la professionalità e la passione che da sempre la caratterizzano, con il supporto della Fondazione San Giovanni Bosco, della Diocesi e della Provincia veneta dei Frati Cappuccini.

L’Andos fa il bilancio della stagione

di Thomas Paparella

Come ogni anno l’Associazione A.n.d.o.s di Rovigo ha ricevuto presso la direzione dell’Azienda Ulss 5 i giornalisti per informarli del bilancio che ha avuto l’iniziativa “Donne…il seno di poi”. Ad aprire la conferenza è stato il Direttore Sanitario dell’Ulss 5 il Dottor Edgardo Contato che ha sostenuto il lavoro che Ulss 5, Comune, Provincia e Andos hanno messo in campo e continuano a mettere in campo da anni contro la lotta del tumore al seno.
«L’ospedale di Rovigo è un centro d’èlite importante e riconosciuto anche a livello regionale per lo screening al seno. Io che ho lavorato anche in rinomati ospedali Emiliani vi posso dire che Rovigo non ha nulla da invidiare, addirittura è migliore». Ha proseguito poi il Dottor Contato «Tutto questo lo si deve anche al rafforzamento avuto con il reparto di Chirurgia del Dottor Facci e dell’Oncologa Primario la Dottoressa Oliani, stiamo inoltre cercando di aumentare la condivisione anche attraverso i privati per quanto riguarda lo screening». In seguito è intervenuta l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Rovigo, la Dott.ssa Patrizia Borile: «Mi associo a quanto detto dal Dottor Contato, soprattutto per il grande lavoro che sta svolgendo nel nostro territorio una realtà come l’Andos che ha come obbiettivo la persona e niente di più, e grazie a tutte quelle persone volontarie che si fanno in quattro per il bene comune. Come Amministrazione Comunale non possiamo che lodare l’impegno e il lavoro che da tantissimi anni svolge l’Andos». Non poteva mancare all’incontro la Presidente Provinciale dell’Andos, la Signora Anna Maria Cavallari Monesi che ha dapprima ringraziato le istituzioni e tutte le realtà che hanno contribuito a questo grande lavoro che ha aiutato a sensibilizzare lo screening del tumore al seno, in seguito ha voluto ricordare lo sforzo partito tanti anni fa e che continua ad avere ottimi risultati, sperando di continuare ad aumentare l’attenzione a questi casi.
Dello stesso punto di vista il Dott. Fabio De Grandis e il Dott. Antonio Gandolfi che sono i riferimenti medici dell’associazione e tengono sopratutto sotto controllo i numeri di questa importante iniziativa. «Negli ultimi anni c’è un grosso aumento di controlli che sta aiutando a monitorare alcuni casi scoperti per tempo e c’è inoltre un aumento di chi continua a controllarsi con grande attenzione».
L’invito infine è quello della tradizionale iniziativa dell’ “Ottobre Rosa”che è sempre l’inizio di una nuova stagione per la sensibilizazzione allo screening.

Nella foto: da sinistra il Direttore Sanitario dell’Ulss 5 Edgardo Contato, la Presidente dell’Andos Rovigo Anna Maria Monesi e l’Assessore
Patrizia Borile

Rifugiamoci 2018: Oggi è la giornata del Rifugiato

Il 20 giugno si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento annuale voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo. Da più di 10 anni in questa occasione anche a Rovigo la rete di enti e associazioni coinvolte nell’accoglienza propone iniziative per raccontarsi e per incontrare la città.

Il fenomeno migratorio è estremamente complesso, così come lo è la realtà socio politica nella quale ci muoviamo; tutto ciò richiede continui adattamenti e un pensiero critico che si nutre di informazioni e di esperienze. Questi sono i due aspetti che Rifugiamoci ha sempre cercato di coltivare poiché mai, nonostante i tanti cambiamenti e i momenti di difficoltà, è venuto meno il desiderio di trovare un’occasione per raccontare cosa significa operare nel quotidiano cercando di ridurre le distanze e per far conoscere il diritto sancito della richiesta di asilo.

Sarebbe però sterile parlare di accoglienza nei termini di una semplice azione. La parola porta infatti in sé la necessità di una maggiore pienezza; oggi più che mai è necessario infatti domandarsi: come desideriamo che l’accoglienza sia realizzata?

Le iniziative che in queste due pagine raccontiamo e gli eventi in programma con Rifugiamoci 2018 sono possibili risposte a questa domanda, tentativi di riportare l’accoglienza ad una dimensione di normalità, di umanità, di condivisione.

Desideriamo che l’accoglienza sia più che un’azione; desideriamo che sia una RELAZIONE, compiuta da persone verso altre persone, con tutte le difficoltà e le ricchezze che ciò comporta. Desideriamo che sia qualcosa che riguarda l’intera collettività, non i soli addetti ai lavori, perché le persone che arrivano nella nostra città raccontano qualcosa del futuro che condivideremo. Desideriamo che l’accoglienza sia uno spazio di incontro, anche critico, ma costruttivo.

Rifugiamoci non è una semplice giornata, è un’opportunità, una dichiarazione di disponibilità all’incontro sottoscritta da tutti noi.

Don Daniele Peretto: Una vita da prete e amministratore de “la Settimana”

di Gianni Azzi

Mons. Daniele Peretto è entrato nella luce di Dio nella mattinata di sabato 16 giugno presso l’ospedale civile dove era ricoverato da qualche giorno. Era di Arquà Polesine; figlio di Oddone e di Brancalion Gisella.
Nato a Rovigo il 1 febbraio 1929 ed entrato in Seminario diocesano giovinetto, ove compiva il cammino di formazione e di studio, prima di essere ordinato prete. Dalla Famiglia, dalla Parrocchia e dalle Associazioni ebbe una forte formazione cristiana. Con l‘arciprete canonico Aniceto Montacciani vi erano stati dei cappellani dello spessore di mons. Mario Michielotto con lo stimolo del quale si edificava il “Patronato”, ma tutto l’ambiente paesano odorava dell’opera e del ricordo di Mons. Giacomo Sichirollo. La guerra e l’alluvione gli imposero sacrifici che segnarono anche la sua salute.
Il 27 giugno 1954 S.E. mons. Guido Maria Mazzocco lo ordinava prete nella chiesa di S. Agostino, che era la cappella del Seminario. Celebrava la prima Messa solenne ad Arquà e fu grande festa per l’intero paese e in particolare per il sestriere di S. Antonio ove risiedeva la Famiglia Peretto.
Il 12 luglio 1954 fu nominato aiuto cancelliere della Curia di Rovigo, incarico che lasciava nel febbraio 1955 per un periodo di cura nella Casa della FACI ad Arco di Trento.
Ritornava in famiglia nel giugno 1956 e nell’ottobre successivo diveniva Direttore del Caenazzo di Badia Polesine. Il primo ottobre 1962 veniva nominato vicario sostituto di Roverdicrè. Il 4 giugno 1964 lasciava Roverdicrè per un ulteriore periodo di cura. Completamente ristabilito, il 22 gennaio 1965 approdava all’Ospedale civile di Lendinara come cappellano. Porta la data del 9 ottobre 1969 la sua nomina a collaboratore dell’Ufficio diocesano “Onarmo–Emigrazione”. Il 15 ottobre 1972 era nominato consulente ecclesiastico del Movimento Apostolico Ciechi. Fu per qualche tempo confessore dei Seminaristi e pro-vicario urbano. Collaboratore della parrocchia cittadina di San Francesco dal 1969, assistente dei gruppi di Volontariato Vicenziano, dal 1980. Dal 16 febbraio 1981 ha ricoperto l’impegno di economo de “la Settimana”.
Il 31 marzo 1983 era nominato canonico onorario del Duomo e il 24 maggio 1984 Rettore della Rotonda.
Dopo il raggiungimento dei 60 anni di Messa si ritirava alla Casa del Clero diocesana, ove trascorse questi ultimi anni. Don Daniele ha coniugato il suo ministero con i vari incarichi ricevuti lasciando un caro ricordo del suo servizio. Il suo animo sacerdotale si apriva alla paternità negli anni del suo servizio nella Chiesa del Cimitero cittadino “in uno speciale ministero della consolazione”. Il suo amore alla Madre di Dio trovava ampio spazio nelle celebrazione nel tempio cittadino dedicato a “S. Maria del Soccorso”.

 

Il valore della persona. Il pensiero del direttore Don Bruno Cappato

Eccoci al momento buono della verifica della direzione del nuovo governo. L’episodio della nave lasciata in bilico sul mare, nell’oscurità di un indefinibile e minaccioso destino, ci invita a riflettere con attenzione.
Siamo in una compagine che allea anime diversissime; da una parte un movimento, dall’altra un partito organizzato. Il movimento ha di per sè una logica maggiormente adattabile, al di là dei proclami. E’ certo che la responsabilità delle scelte è di chi firma determinate decisioni, ma anche dell’alleato di governo.
Se la democrazia è garanzia di libertà, è certo però anche che non può essere la sarabanda di tutte le prese di posizione possibili. Deve pur incarnare e sostenere dei valori che fondano la vita democratica e libera dei cittadini. Sposando come si sta facendo proclami e slogan, andiamo solo fuori strada. Nel problema dell’immigrazione, il fatto più importante da considerare è che si hanno davanti delle persone non delle merci e anche questi come tutti – uomini e donne – devono essere considerati dotati di una dignità da salvare e promuovere. Nella legalità e nel rispetto degli ordinamenti e delle leggi che un paese si è dato.
In questo quadro affiora la insostituibile funzione della politica intelligente che sa mediare, che sa costruire cammini di pace e di concordia aiutando i deboli e difendendo il bene di tutti. La vera politica, quella che davvero serve il paese, rispetta le persone e costruisce reti di rapporti che con pazienza stabiliscono regole, costruiscono trattati e pongono in movimento strategie rispettose per risolvere gradualmente i problemi.
Ma la gente sulla piazza grida, alza la voce e chiede di rispedire a casa gli stranieri. E’ proprio da queste voci che arrivano i voti, però sono espressioni ragionevoli? Se parliamo di cristianesimo diciamo che la prospettiva è ben chiara. Se parliamo di civiltà – nel senso positivo del termine – anche qui la prospettiva è in sintonia con il cristianesimo. Ci sarebbe da chiedersi allora: se questa è la linea che una parte vasta della popolazione sostiene e promuove, che educazione ha ricevuto?
Abbiamo avuto un partito che si definiva cristiano; come ha educato il popolo? Abbiamo avuto un comunismo che vantava la difesa dei poveri e dei deboli, cosa ha insegnato su questo piano ideale?

Nave Aquarius: Centro Astalli, “no a trattative politiche o dispute tra governi sulla vita dei migranti”

“Mettere in salvo vite è atto di umanità che non può essere oggetto di trattative politiche o dispute tra governi”. Lo scrive in una nota il Centro Astalli in riferimento alla vicenda della nave Aquarius con a bordo 629 migranti, tra cui 123 minori non accompagnati, 11 bambini e 7 donne incinte, alla quale sono stati chiusi i porti per lo sbarco da Malta e dal ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini. Il centro dei gesuiti “esprime seria preoccupazione per le condizioni” delle persone a bordo. Quindi, la richiesta di “una rapida soluzione che permetta di prestare le cure necessarie ai migranti soccorsi”. “Atti dimostrativi che hanno conseguenze serie sulle già precarie condizioni di donne, bambini e uomini, non risolvono nulla in assenza di politiche di lungo termine che prevedano via legali d’ingresso – si legge nel comunicato – Al contrario, vanno ad aumentare il rischio di morte in mare di innocenti in cerca di salvezza”. Infine, la richiesta a “tutti gli attori coinvolti” di “rispettare e applicare la normativa nazionale e le convenzioni internazionali in materia di soccorso in mare”.

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