“la Settimana” . L’editoriale di Don Bruno Cappato

Gennaio è tempo per mille cose. Auguri a parte e scongiuri connessi, c’è da dire che sul piano finanziario per ogni famiglia ci sono le bollette da pagare di luce, acqua e gas e – miracolosamente – ogni anno le tariffe di queste prestazioni salgono e rincarano. Chissà perché…
Ebbene tra le voci che in modo sofferto abbiamo richiamato, vorremmo dire anche che in questo mese si dovrebbe riservare un pensiero anche per realtà che attengono alla cultura, all’informazione corretta e così via. E noi che diffondiamo un giornale come la Settimana che ha ben 117 anni di vita vorremmo che nel conto delle possibili spese potesse trovare uno spazio ed un riconoscimento.
Per tantissimi motivi.
Perché è il giornale della nostra famiglia diocesana, perché porta una informazione sulle grandi tematiche che il mondo cristiano affronta, perché si vengono a conoscere le ottime iniziative di altre comunità parrocchiali e mille altre cose. Chi conosce senza pregiudizi il nostro giornale credo debba ammettere lo sforzo di buona volontà nella comunicazione che cerca di fare ogni settimana.
Ma ecco che invece avvertiamo tante e tante difficoltà. In molte parrocchie che sono sempre state il punto di riferimento per il nostro settimanale si lamenta che mancano laici volonterosi che aiutino i parroci a diffondere il giornale e, ancor di più, si lamenta il fatto che il giornale arriva sempre in ritardo.
La Settimana viene portata in posta ogni mercoledì e dunque anche le poste evidentemente hanno difficoltà in alcuni luoghi a giungere in tempo utile. Se un parroco non ha il giornale prima della domenica, come fa a diffonderlo? Poi vediamo che anziani affezionati lettori con il volgere della vecchiaia si vedono in difficoltà a leggere e allora a malincuore rinunciano al settimanale.
La Settimana è nata  più di un secolo fa per avvicinare la gente, per accostarsi alle situazioni concrete di povertà e di difficoltà nelle quali si trovavano le famiglie. Oggi continua su questa stessa strada perché vuol essere attenta alle parrocchie, alla loro vita. Molte cose sono cambiate e abbiamo visto irrompere le nuove tecnologie. La Settimana si può leggere online; anche questo è un piccolo segno di un cammino verso il futuro che si cerca di fare.
La nostra è una piccola diocesi ed ha da molti anni due vie di comunicazione, il giornale e Radio Kolbe. Vorremmo timidamente chiedere di aiutare il giornale a vivere.
Non ci sono solo difficoltà, comunque. Abbiamo a Rovigo richieste del giornale alle edicole, abbiamo parrocchie dove bravissime persone generose fanno promozione del settimanale, abbiamo collaborazioni e riconoscimenti che vengono da più parti e, una cosa che commuove è sentire i missionari o gli emigrati polesani che ti dichiarano la loro simpatia con una unica frase: “Quando il giornale arriva lo leggiamo tutto!”

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