Disperazione e speranza. Dall’Africa alle coste del Mediterraneo

tratto da pag. 13 de “la Settimana” del 23 Aprile 2017

di Padre Tony Senno – Saveriano

P. TONY SENNO RITRATTO

In questi tempi di “spostamenti improvvisi” – ormai mi sento “migrante” anch’io – non ho molta voglia di scrivere. Ma il legame amichevole che ho con voi, e gli eventi che mi hanno personalmente coinvolto in questi ultimi mesi, mi spingono a condividere qualche aspetto della mia nuova esperienza ed attività varie che sto cercando di portare avanti a Taranto fra i “Migrantes”.
E poiché siamo a Pasqua, ho anche un’altra ragione per contattarvi ed è questa: «Se Cristo non fosse risorto, io non avrei mai affrontato le fatiche dell’apostolato», come mi ricorda S. Paolo.
Aggiungo anche altre “ragioni” che, in qualche modo, sono legate alla Pasqua:
S. Francesco d’Assisi dice ai suoi fratelli: «Ma non sapete che tutto è nato perché ho creduto in Cristo, in Cristo risorto?» Ecco perché in questi giorni illuminati dal sole primaverile (almeno qui a Taranto), riprendo con gioia – il cammino inatteso della della Risurrezione di Cristo, cammino intrapreso dai due di Emmaus.

Mercanti di morte
Il cammino verso Emmaus è molto simile a quello drammatico di tanti Migrantes che si avvicinano un po’ trepidanti ai nostri luoghi d’incontro e ci chiedono se possono unirsi a noi (al centro Migrantes), alle nostre preghiere, ai nostri canti, alle nostre riflessioni biblico-spirituali… al nostro cammino verso la Risurrezione.
In varie occasioni di “incontro” con I Migrantes, mi ritorna in mente una affermazione di S. Vincenzo de Paoli che mi fa compagnia in questi giorni orientati verso la Pasqua: ‘I poveri sono i miei padroni, perché io credo in Cristo; e Cristo ci giudicherà sull’amore, perché Cristo è risorto’.
Spero e prego perché questi incontri con i Migrantes non finiscano nella “tomba” per opera di numerosi “mercanti di morte” che si aggirano intorno ai luoghi di accoglienza “come leoni pronti a sbranarli”.

Ho incontrato Cristo
Fortunatamente non tutti sono ‘leoni pronti a sbranare’ i Migrantes! Infatti, a volte mi capita d’incontrare persone che mi dicono: ‘Padre, io non conosco nulla della cultura africana, ma come io ho incontrato Cristo, grazie ad alcune persone innamorate di Lui, ora desidero farlo conoscere anche ai Migrantes. Passo fare qualcosa per loro?’
Cari amici, i gesti di carità eroica, di servizio gratuito e di umile presenza sono tanti a Taranto; e si aggiungono ad altri gesti di accoglienza sparsi in tutta la nostra bella penisola italiana.
La maggioranza dei “migrantes” proviene dall’Africa inglese e francese sud-sahariana. Quelli che approdano quotidianamente nel territorio della Puglia con le “carrette del mare” sono a migliaia ogni mese. E il flusso migratorio non sembra diminuire per nulla. Anzi, queste “carrette”, cariche di esseri umani dal volto triste e sfigurato dal pianto, dalla fame, dal dolore, sembrano aumentare giorno dopo giorno senza interruzione.

L’Africa viene qui
La situazione si fa sempre più drammatica. Chiesa e autorità amministrative locali chiedono alle Congregazioni Missionarie, presenti nel territorio pugliese di dare una mano mettendo a loro disposizione strutture e qualche membro che conosce la lingua inglese e francese, il Creolo e magari anche qualche dialetto tribale dell’Africa occidentale, come il sottoscritto.
Il mio Superiore – Padre Rosario, vecchia conoscenza dei tempi di Salerno – non ci ha pensato un minuto! Appena sono rientrato dagli USA (per motivi di salute), mi propose subito di rimanere in Italia. All’inizio non ci volevo credere né accettare. Pur avendo problemi di salute (fui bloccato in Casa Madre per quasi 3 mesi, a Parma, per cure), pensavo che, dopo qualche tempo, avrei ricuperato e sarei stato pronto a rientrare in Sierra Leone.
Dio volle che ricuperassi piuttosto in fretta, ma l’idea di ritornare in Africa fu subito rifiutata dai miei Superiori e mi sentii dire: «Caro padre Tony, ora è l’Africa che viene a noi. Per questo ti chiediamo di metterti a disposizione degli Africani che arrivano a Taranto».
In quell’istante, pensai subito a una frase di Gandhi che con onestà (quasi paolina) dice: «Bisognerebbe arrivare a capire perché il Cristianesimo ha prodotto tanta e tanta gente che ha amato i poveri» (oggi, Gandhi direbbe “migrantes” invece di “poveri”).
«Ma perché tanta gente, oggi come in passato, si dovrebbe occupare dei poveri, qui», mi chiesi io?
La risposta, penso, è una sola: «Tutto questo è possibile perché Cristo è Risorto?»
Buona e Santa Pasqua!

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