“… Non ho paura, perché sono nelle mani di Gesù!” . Rovigo saluta il grande dono di Deddy.

E’ mancato all’affetto della sua famiglia e di tutte le persone che l’hanno conosciuto, Deddy Nikuze, ragazzo burundese di quattordici anni, figlio di Viola e Nestor.

Dopo tutti i tentativi da parte della sua famiglia per curare la sua malattia, la Famiglia Missionaria della Redenzione, assieme ad altre persone sensibili, conoscendo il suo caso, che richiedeva cure specialistiche, l’hanno portato in Italia, dove è arrivato il 22 novembre 2009 e ha ricevuto l’attenzione e le cure dei medici, soprattutto dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze.
Quello che ci ha colpito maggiormente della vita di Deddy è stata la sua forza di volontà nel voler superare le difficoltà della malattia: aveva un fortissimo desiderio di vivere, di avere amici, di andare a scuola e imparare come gli altri. Aveva risultati sorprendenti, grazie alla sua memoria veramente notevole. Questa forza di volontà veniva dalla sua fede in Gesù, fede che lo ha accompagnato nei momenti forti della sua esperienza in Italia, attraverso la preghiera, soprattutto il rosario, la partecipazione alla santa messa, sempre quando poteva, e la preparazione fedele ai sacramenti. Infatti, nella sua parrocchia di Borsea ha vissuto con intensità la partecipazione alla messa di prima comunione e ha continuato il cammino di formazione cristiana alla cresima, sempre presente in parrocchia alla domenica come chierichetto. Il sacramento della confermazione lo ha fatto sentire ancor più impegnato ad essere vero missionario, apostolo di gioia e testimone dell’amore di Dio per i più piccoli. In questi anni ha avuto anche la grazia di incontrare papa Benedetto XVI e papa Francesco, che lo hanno guardato con particolare affetto.
Un ragazzo straordinario, una vita segnata dalla sofferenza e dalla sopportazione paziente di tutte le difficoltà, una grande devozione alla Madonna: teneva sempre con sè il rosario e lo pregava con le sorelle. Stretto era anche il suo legame con padre Achille. La sua preghiera della sera era un segno commovente del suo abbandono fiducioso nelle mani di Dio.

2 - DEDDY E PAPA
Deddy nel 2013 mentre incontra Papa Francesco. Nel 2009 incontrò anche il Papa emerito Benedetto XVI

 

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