“Testa o Cuore ?” L’ arte del discernimento. Intervista a Padre Gaetano Piccolo SJ

tratto da pag. 19 de “la Settimana” del 9 Luglio 2017

di Thomas Paparella

Nell’ultimo anno è stato uno degli scrittori più seguiti, il suo libro “Leggersi dentro- con il Vangelo di Matteo” ha venduto moltissime copie ed è alla quarta edizione. Altrettanti lettori seguono il suo blog, “Rigantur Mentes”, dove ogni venerdì propone una meditazione sul Vangelo domenicale. Stiamo parlando di Padre Gaetano Piccolo, Gesuita, attualmente Professore di Filosofia alla Pontificia Università Gregoriana di Roma, ma con un passato anche a Padova che lo ha visto Direttore dell’Istituto Filosofico Aloisianum. Ora in vista del “Sinodo dei Giovani”, in programma il prossiGaetano Piccolo 1mo anno, ha prodotto un piccolo volume per i ragazzi dal titolo “Testa o Cuore? L’arte del discernimento”.

Padre Gaetano, qual è stata la motivazione che ti ha spinto a scrivere qualcosa per i giovani?
Devo confessare che la concomitanza con il Sinodo dei giovani è stata del tutto casuale: due anni fa ero stato invitato dai miei confratelli di una parrocchia di Roma a proporre degli incontri per i giovani sul discernimento.
Nasceva così il percorso Testa o Cuore? Cinque incontri ispirati agli Esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti. Siccome i miei amici d’infanzia mi prendono sempre in giro per i libri di filosofia illeggibili che scrivo, mi sono preso la rivincita e ho deciso di trasformare il percorso di Testa o Cuore? in un libretto, in modo che potesse servire ad altri animatori per riproporre una tematica che, come Papa Francesco dice, è fondamentale per tutti e in particolare per i giovani.

Cosa viene proposto in questo piccolo volume ?
Il libretto contiene cinque passi che possono essere percorsi da soli o in gruppo. Il primo passo invita a scoprire la ricchezza del proprio mondo interiore, a riconoscere i venti che soffiano sulla barca della nostra vita. Si tratta di riconoscere e integrare il proprio mondo affettivo, scoprendo la differenza tra le emozioni, ovvero le nostre risposte immediate agli stimoli esterni, e i sentimenti, che rivelano già l’interpretazione che ci stiamo facendo delle cose.
Dentro questo mondo affettivo, i desideri hanno un compito privilegiato, ci mettono in moto, ci spingono a cercare. E ai desideri è dedicato perciò il secondo passo. La scoperta di questa interiorità è possibile però solo se ci fermiamo e ci prendiamo del tempo (è il terzo passo) per dedicarci alla preghiera. La preghiera ignaziana è il luogo in cui prendiamo consapevolezza di quello che ci abita e lo mettiamo davanti a Dio.
Gli ultimi due passi riguardano specificamente quelle che sant’Ignazio chiama le regole del discernimento: non si tratta di regole matematiche, ma di una sapienza antica che ci aiuta a distinguere il grano dalla zizzania, quello che ci aiuta a vivere e quello che ci blocca, quello che viene dallo Spirito buono e quello che viene dal Nemico.

Nel libro scrivi che prima della Preghiera è sempre importante condividere i propri desideri a Dio, pensi che i giovani abbiano perso il gusto di desiderare ?
La parola desiderio contiene la parola sidus che in latino vuol dire stella: come ha detto Alessandro D’Avenia, senza desideri la vita diventa un dis-astro! I giovani esprimono oggi un grande bisogno di comunicare il proprio mondo affettivo, ma paradossalmente non hanno gli strumenti per poterlo fare, perché nessuno glielo ha insegnato. Davanti a una poesia, a scuola non ci chiedono mai cosa proviamo! Ci chiedono di conoscere l’autore, la metrica, la terribile versione in prosa che uccide la poesia, ma nessuno ci chiede cosa sentiamo. In questo tempo abitato dalla precarietà, i giovani fanno fatica a immaginarsi un futuro, fanno fatica a trovare esempi belli da imitare, non riconoscono nei padri ciò che vorrebbero essere, per questo, credo, fanno fatica ad ascoltare i loro desideri.

Papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù di quest’anno ha chiesto ai ragazzi di non essere dei “giovani-divano”, pensi che questo messaggio del Pontefice si riferisca a un momento storico in cui “addormentarsi” diventa facile ?
Di recente una mia amica, giovane mamma, si lamentava del fatto che il figlio passa gran parte del tempo sul divano a giocare alla playstation! Mi sembra un’immagine eloquente di giovani che non hanno voglia di vivere, che si difendono da un mondo di cui hanno paura. Sono giovani fermi. Il Papa contrapponeva questa immagine alla solerzia di Maria che si mette in cammino, seppur giovanissima, da sola, attraversando la montagna, per andar a far visita alla cugina in un momento di necessità. I giovani hanno enormi risorse, ma spesso non sono aiutati a riconoscerle. I genitori tendono a difenderli e a proteggerli in maniera non sana. Vedo in giro molti genitori spazzaneve, che liberano la strada dei figli dai ogni ostacolo e trasmettono loro un’idea falsa della realtà. Per questo, credo sia importante trovare il modo di aiutare i giovani a prendere consapevolezza di cosa desiderano, cosa può renderli felici, di cosa sentono la mancanza.

Cosa ti aspetti dal sinodo giovanile del prossimo anno?
Vorrei che la Chiesa si accorgesse veramente di cos’è il mondo giovanile. Spesso le comunità ecclesiali hanno una percezione falsata del mondo giovanile, perché si limitano a curare i giovani che rispondo alle loro attese.
Ma la stragrande maggioranza dei giovani non è quella che frequenta i nostri gruppi o le nostre attività. Vorrei perciò che la Chiesa allargasse i propri orizzonti e imparasse ad ascoltare un linguaggio che ormai non risuona più nei nostri ambienti. Siamo spesso pieni di pregiudizi verso i giovani, ci fanno paura. Eppure sono certo che resteremmo sorpresi se riuscissimo a entrare in contatto con la profonda sensibilità, ma anche con la sofferenza, che abita i giovani di oggi.

Durante l’anno proponi anche delle settimane di discernimento e spiritualità per giovani e meno giovani, dove sarai impegnato quest’estate?
Come ogni estate mi dedico al ministero degli Esercizi spirituali, settimane di silenzio e preghiera dedicate proprio alla scoperta del proprio mondo interiore. Le scelte importanti richiedono tempo. Quest’estate sarò impegnato a Roma sia all’inizio di agosto che all’inizio di settembre, mentre a fine agosto sarò ospite della casa di Esercizi gestita dai Gesuiti a Bologna.

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