Perchè “Start&go” ? Lo abbiamo chiesto a Don Fabio Finotello. Domenica 1° Ottobre

tratto da pag. 11 de “la Settimana” dell’ 1 Ottobre 2017

Locandina pastorale giovanile

di Thomas Paparella

Il 29 Settembre ci sarà ufficialmente l’inizio dell’anno pastorale con l’incontro di tutti gli operatori diocesani al Teatro Don Bosco, e in maniera significativa anche i giovani daranno il “via” della loro nuova stagione Domenica 1 Ottobre. Quest’anno la commissione di Don Fabio Finotello ha deciso di radunare tutti gli animatori ed educatori diocesani per partire con più stimoli.
Abbiamo raggiunto Don Fabio perchè ci potesse rispondere alle domande rigurdanti questa nuova partenza della Pastorale giovanile.
D – Caro Don Fabio, rispetto agli anni passati si è deciso di partire con un incontro generale, per tutta la diocesi, cosa sarà sostanzialmente “Start&go”?
R- Start&Go è, come dice il termine stesso, uno stop tecnico utile a una ripartenza più serena. È anzitutto un’occasione per ragazzi ed educatori delle nostre parrocchie in cui fare anzitutto memoria dei tanti doni ricevuti nel tempo estivo: per questo chiediamo ad ogni parrocchia partecipante di inviarci a giovani@diocesiadriarovigo.it una foto “da grest”, una foto da esperienze in trasferta e una foto di un’esperienza vissuta in parrocchia. In seconda battuta poi Start&Go sarà una opportunità per migliorare le nostre “luci di posizione” che ci aiutino a capire dove siamo e dove possiamo andare nel nuovo anno pastorale, sia attraverso gli incontri invernali delle Notti Giovani, sia nella formazione giovanile primaverile, sia in attesa di Festagiovani2018. Consigliamo di accompagnare i ragazzi dalla II Superiore in poi (evitando insomma i più giovanissimi ancora cresimandi) insieme ai loro educatori, che vivranno un momento specifico. Infine Start&Go facilita le parrocchie a riprendere contatto con i ragazzi e le ragazze del proprio gruppo in vista della partecipazione a questo momento: il pretesto è un buon espediente per “riconvocarsi” e anzi invitiamo i gruppi parrocchiali a usare la successiva serata della domenica stessa per condividere anche la cena fra di loro, per gruppo.
D – Domenica 1 Ottobre sarà presentato anche il programma dell’anno, vuoi dirci qualcosa in anteprima ?
R-Cercheremo di dare senso soprattutto al percorso di coinvolgimento dei giovani nel Sinodo dei Vescovi che la Chiesa sta loro dedicando: la partecipazione a una esperienza giovanile cristiana e parrocchiale rappresenta infatti sempre più oggi una chiamata a un movimento giovanile “internazionale”, per esprimerci in termini “laici”; è cioè, in termini più nostri, è esperienza veramente “cattolica” cioè universale. Tale orizzonte allargato è ciò che vorremmo vivere anche nella nostra terra nelle modalità che andremo a spiegare. In fondo il Polesine è terra ricca di legami con tutto il mondo per la sua storia – anche dolorosa – di emigrazione di ieri e di oggi. Tale orizzonte allargato è anche ciò di cui abbiamo bisogno.
D- Sappiamo che la Commissione della Pastorale Giovanile si è allargata, qual è la sua opinione riguardo la nostra realtà?
R-La Commissione di Pastorale Giovanile ha già ribadito ormai più volte che sopravvivono e fruttificano soltanto le realtà giovanili che si sono sapute aprire a orizzonti territoriali vasti, che si sono relazionate con altre parrocchie e con la stessa Diocesi, quelle realtà giovanili -bisogna anche dire – che non abbiamo affossato in sterili miopie pastorali eredi dei campanilismi d’altri tempi.
D – Il 2018 è l’anno del Sinodo dei giovani, se vuoi spiegare di cosa si tratta e come lavorerà la Commissione.
R-Il Sinodo chiama a mettere potentemente in rapporto i giovani delle nostre Comunità perché vale anche per le iniziative pastorali la dura legge evangelica secondo cui “chi vorrà salvare la propria vita (da solo) la perderà”. Ormai solo le realtà giovanili connesse si salvano: potremmo dire che per fare pastorale giovanile dobbiamo assumere ancor più profondamente il nostro essere “cattolici”, cristiani nel mondo ma non del mondo, amanti dell’umanità intera, cittadini umili e rispettosi nella grande Casa del Creato. Il Sinodo è un grande stimolo in questo senso.

 

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