Come votare Domenica: la dinamica della nuova scheda elettorale

La scheda: Colore giallo per il Senato, rosa per la Camera. Nella sezione ‘elezioni’ del sito del Dipartimento per gli Affari interni e territoriali sono stati pubblicati i fac-simile delle schede elettorali.
Due le schede consegnate ai cittadini che si recheranno alle urne per le elezioni politiche: una di colore giallo per il Senato della Repubblica (per gli elettori che hanno compiuto 25 anni), l’altra di colore rosa per la Camera dei Deputati per i cittadini con 18 anni.
La nuova legge elettorale si basa su un sistema misto: per un terzo maggioritario, per due terzi proporzionale. Le schede elettorali riflettono questo sistema. I modelli infatti contengono il nome del candidato nel collegio uninominale nel rettangolo posto in alto.
Nella stessa scheda, nella parte sottostante – dedicata ai colleghi plurinominali – sono riportati 04cil contrassegno di ciascuna lista o coalizione di liste collegate al candidato del collegio uninominale.
Nei collegi plurinominali, accanto ai simboli sono riportati i nominativi dei candidati contenuti in rettangoli contigui. Le schede sono, come prevede la norma, di carta consistente e sono fornite a cura del ministero. Le dimensioni delle schede possono variare sulla base delle liste che concorrono alla competizione elettorale in una data circoscrizione/collegio.
Quest’anno, per la prima volta all’interno della scheda è inserito un tagliando antifrode.

Il voto Nelle schede si troveranno i nomi dei candidati all’uninominale con sotto i simboli dei partiti che li sostengono, affiancati dalle liste (bloccate e rese note a titolo meramente informativo) dei candidati prescelti dai partiti stessi per il proporzionale.
Si potrà votare o solo il partito preferito (nel qual caso il voto si estende anche al candidato all’uninominale da questo sostenuto) o sia il candidato all’uninominale sia il partito preferito. Con riferimento a questa seconda ipotesi, però, va fatta un’importante precisazione: non è consentito il voto disgiunto. Ciò vuol dire che non si potrà votare un partito e poi il candidato all’uninominale sostenuto da un partito diverso.

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