Un dopo voto surreale

di Elena Lattanzio

Tanto tuonò che piovve, stelle, per l’esattezza cinque, dal Nord, dal Centro, dalle Isole, dalla Penisola e, in particolare dal Sud, copiosissime. Irresistibile quel reddito di cittadinanza, che come miele ha attirato i più fragili economicamente, disperati, quasi sull’orlo di una crisi di nervi.
Queste categorie con un disperato atto fideistico, hanno prestato ascolto alle sirene di quello che volevano sentirsi dire, o meglio promettere.
Una sorta di libri di sogni che si raccontano ai bambini per farli addormentare.Si addormentare, perché è cosa buona e giusta che dormano, per non disturbare il genitore, o meglio il manovratore. Promesse che sono un capolavoro di irresponsabilità, perché non ci sono i soldi per finanziare questi redditi dati a pioggia per non fare nulla, intaccando così, da una parte la Dignità della persona che si realizza con un Lavoro e dall’altra sottraendo risorse da destinare ai servizi, già scarsi, per tutti i cittadini.Si scrive reddito di cittadinanza e si legge assistenzialismo, che ha da sempre mortificato il Sud, e si vuole continuare a farlo invece di sfruttare quelle potenzialità che il Territorio già possiede con un piano per lo sviluppo turistico, una governance efficiente e preparata e la ricostruzione delle filiere dell’economia del mare.
Territorio la cui stessa salvaguardia, attraverso una riqualificazione energetica ed efficientamnto energetico delle periferie, delle case private dei cittadini beneficiati da misure di super ammortamento, potrebbe stimolare una economia depressa, senza trascurare una differenziata dei rifiuti che da problema, possono trasformarsi in una risorsa.
Occorrono pertanto investimenti per nuovi posti di lavoro per dare impulso all’Economia e creare, quindi, vera ricchezza per far ripartire il Sud e con esso il Paese tutto, perché un Sistema Paese a due velocità è, al contempo, immorale ed antieconomico.
Per distrarre tantissimi elettori da quelle sirene anzidette, non sono bastate le accuse di incompetenza, quelle vieppiù ampiamente dimostrate a Roma e Torino, i mancati rimborsi al partito, o meglio al Movimento che fa più scic.
Niente ha potuto infrangere quella volontà di rottura, quel vaffa gigantesco urlato a squarciagola dalle viscere più profonde che non conoscono ragione, se non quella di attaccare alla giugulare una politica, bisogna riconoscerlo, sempre più autoreferenziale e incartata su se stessa. Le accuse all’allora DC prima, e Forza Italia dopo, di raccogliere voti da tutti, voti che, come il denaro, non olet, le possiamo rivolgere anche a questi moderni soloni dell’onestà, onestà, o suona un delitto di lesa maestà?
All’indomani del voto, dicono i luogotenenti dei vincitori, pur con varie sfumature, “devono” venire a parlare con noi. Più che una Democrazia ciò riecheggia una Dittatura, che si ferma al linguaggio, per ora.
Ma non avevano ripetuto come un disco rotto che mai e poi mai alleanze?
Ma stanno pian piano uscendo dal mondo dei sogni per entrare nella real politique e capire che anche con un trenta per cento, seppure ragguardevole, non si va da nessuna parte; ed ecco allora prontissimi i soccorritori dei vincitore, che di certo non mancheranno e non saranno probabilmente i migliori compagni di strada, ma quelli più fluidi e impermeabili. Ridateci la Seconda Repubblica, o meglio ancora la Prima.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...