Il 2 Giugno delle Famiglie. Tanti laboratori per tutti

Da anni si dice che la chiesa è chiamata a diventare missionaria, capace
di evangelizzare soprattutto chi è lontano, ma facciamo fatica a capire come questo, che rischia di rimanere uno slogan, possa essere declinato nella concretezza della nostra vita parrocchiale ed ecclesiale. C’è chi pensa che forse andrebbero inventate chissà quali nuove iniziative, che facciano stare al passo con il cambiamento avvenuto, attività attraenti verso i giovani, le famiglie etcc..In realtà non si tratta tanto di passare ad attività nuove che scalzino o si aggiungano alle “vecchie” a cui siamo stati abituati, ma di vivere la pastorale ordinaria, quello che già facciamo, in un’ottica di maggiore accompagnamento, come ci suggerisce “Amoris Letitia”. Attraverso la pastorale ordinaria, il Signore ci offre già la possibilità di incontrare tante persone che sono fuori dal nostro cerchio e che spesso si trovano a vivere situazioni particolari e delicate della loro vita, che sono come delle “fessure” dentro alle quali possono inserirsi il Signore Gesù e la sua buona notizia!!!
Per molti di loro però non basta un incontro sporadico o frettoloso ma è importante costruire e mantenere una relazione continuativa e personale di accompagnamento. Proviamo a fare qualche esempio concreto.
Quando avviene un lutto in paese, il parroco incontra i familiari e poi celebra il funerale ma dopo la messa, nella maggior parte dei casi i contatti si chiudono. In realtà la fase più importante è proprio il dopo, perchè magari in diversi di questi famigliari sono sorte domande per la morte del loro caro: preti e laici che continuino ad accompagnarli potrebbero aiutarli ad evangelizzare questa loro domanda. Lo stesso dicasi per un battesimo: il parroco o una coppia preparano i genitori, quindi si celebra il battesimo. Si rivedono poi al catechismo in prima elementare o al limite si reinvitano per qualche celebrazione che ricordi il battesimo. Si potrebbe continuare a seguirli, andarli a trovare ed educare cristianamente quella domanda di battesimo?
Altro esempio, In parrocchia col catechismo tantissimi genitori chiedono ancora i sacramenti per i loro figli, e con loro abbiamo una potenziale possibilità di contatto che rischia di essere sprecata. Al di là degli incontri programmati in parrocchia per loro e che vede una partecipazione per lo più risicata, è possibile accostare personalmente qualche famiglia e accompagnarla nei vissuti che sta attraversando? Basta il dialogo con un messaggino sul gruppo di whatsapp ( o la mail) oppure si può instaurare una relazione personale e continuativa con loro, interessandosi di quello che stanno vivendo, delle fatiche che attraversano ecc…? Gli esempi potrebbero continuare anche sui fidanzati, i giovani etc…
Potremo dire con un’immagine che in parrocchia con la pastorale ordinaria facciamo tanti sforzi perché si accenda
una fiammella nelle persone ma se manca un accompagnamento successivo personale, il rischio è di uno spegnimento. Certo occorrono preti e soprattutto laici che accolgano la chiamata, non semplicemente di offrire un servizio ma di instaurare veri rapporti di accompagnamento con dedizione e costanza.
La festa delle famiglie diocesana vuole mettere in evidenza che la prospettiva di accompagnare è proprio ciò che fa la differenza e rende veramente missionaria una parrocchia e una chiesa. Il laboratorio ci aiuterà ad entrare dentro a questo stile e spirito.

Don Chrisitan

NOTA SUI LABORATORI
I laboratori toccano momenti e vissuti significativi della vita di una famiglia. Vogliono suscitare l’esperienza di una comunità fatta di tante famiglie che si mettono in relazione con altre famiglie che stanno attraversando questi momenti. C’è l’idea di una chiesa che è scambio, solidarietà, comunione e reciprocità, perché ogni famiglia può farsi accompagnatrice e al tempo stesso essere accompagnata in situazioni che sta vivendo.
E’ consigliato che a ciascun laboratorio partecipi sia chi sta vivendo quella situazione (e quindi avrebbe bisogno di essere accompagnato) ma anche chi desidera o sta già accompagnando quel vissuto in altri (accompagnatore), cosicché si crei uno scambio tra chi dà e chi riceve.

Ecco la lista dei laboratori:

1. I GIOVANI CHE SCOPRONO L’AMORE, il mondo dei primi amori e degli innamorati
2. CHI SCEGLIE DI ANDARE A CONVIVERE, giovani che decidono di iniziare una vita insieme
3. CHI PROGETTA UN MATRIMONIO CRISTIANO, fidanzati o conviventi che scelgono di consacrare al Signore la loro unione
4. CHI VIVE I PRIMI ANNI DI MATRIMONIO chi si muove nei primi anni da sposo, fondamentali per il futuro della coppia
5. CHI ACCOGLIE IL DONO DI UN FIGLIO chi riceve il dono di un glio con un nuovo equilibrio da creare nella coppia
6. CHI NON PUÒ AVERE FIGLI chi è chiamato ad accogliere per scoprire una diversa fecondità
7. CHI VIVE I PRIMI ANNI DA GENITORE chi vive le s de dell’educare un glio n dall’inizio
8. CHI INIZIA ALLA VITA CRISTIANA UN FIGLIO, chi entra nel percorso dell’educazione alla fede del proprio glio
9. CHI VIVE LA MALATTIA, chi in famiglia si deve confrontare con la malattia propria o di altri famigliari
10. CHI VIVE L’ADOLESCENZA DEL FIGLIO chi è s dato come genitore dalla tappa dell’adolescenza del glio
11. CHI VIVE LA CRISI NELLA COPPIA chi si ritrova ad affrontare una crisi con il proprio partner
12. CHI SI SEPARA DAL CONIUGE chi vive la dolora prospettiva della separazione o del divorzio. Chi, dopo la separazione, arriva a creare una nuova unione con un’altra persona
13. CHI VIVE IL LUTTO DI UNA PERSONA CARA chi si ritrova ad affrontare la perdita di un coniuge o altro familiare
14. CHI SI APRE AL SERVIZIO NELLA COMUNITÀ CRISTIANA coppie che decidono di donare un servizio alla chiesa
15. CHI SI IMPEGNA SOCIALMENTE E POLITICAMENTE sposi che desiderano vivere un impegno nella società civile o nella politica
16. CHI VIVE LA “NONNITÀ” chi ha il dono di diventare nonno e vive nuove dinamiche da educatore
17. CHI È SOLO/SINGLE chi non ha avuto la possibilità o non si è sentito chiamato ad un progetto di vita di coppia
18. I NOSTRI SACERDOTI O RELIGIOSI chi vive o vorrebbe vivere meglio il compito, che è di ogni famiglia di creare relazioni signi cative con i propri sacerdoti o religiosi.

 

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