Il valore della persona. Il pensiero del direttore Don Bruno Cappato

Eccoci al momento buono della verifica della direzione del nuovo governo. L’episodio della nave lasciata in bilico sul mare, nell’oscurità di un indefinibile e minaccioso destino, ci invita a riflettere con attenzione.
Siamo in una compagine che allea anime diversissime; da una parte un movimento, dall’altra un partito organizzato. Il movimento ha di per sè una logica maggiormente adattabile, al di là dei proclami. E’ certo che la responsabilità delle scelte è di chi firma determinate decisioni, ma anche dell’alleato di governo.
Se la democrazia è garanzia di libertà, è certo però anche che non può essere la sarabanda di tutte le prese di posizione possibili. Deve pur incarnare e sostenere dei valori che fondano la vita democratica e libera dei cittadini. Sposando come si sta facendo proclami e slogan, andiamo solo fuori strada. Nel problema dell’immigrazione, il fatto più importante da considerare è che si hanno davanti delle persone non delle merci e anche questi come tutti – uomini e donne – devono essere considerati dotati di una dignità da salvare e promuovere. Nella legalità e nel rispetto degli ordinamenti e delle leggi che un paese si è dato.
In questo quadro affiora la insostituibile funzione della politica intelligente che sa mediare, che sa costruire cammini di pace e di concordia aiutando i deboli e difendendo il bene di tutti. La vera politica, quella che davvero serve il paese, rispetta le persone e costruisce reti di rapporti che con pazienza stabiliscono regole, costruiscono trattati e pongono in movimento strategie rispettose per risolvere gradualmente i problemi.
Ma la gente sulla piazza grida, alza la voce e chiede di rispedire a casa gli stranieri. E’ proprio da queste voci che arrivano i voti, però sono espressioni ragionevoli? Se parliamo di cristianesimo diciamo che la prospettiva è ben chiara. Se parliamo di civiltà – nel senso positivo del termine – anche qui la prospettiva è in sintonia con il cristianesimo. Ci sarebbe da chiedersi allora: se questa è la linea che una parte vasta della popolazione sostiene e promuove, che educazione ha ricevuto?
Abbiamo avuto un partito che si definiva cristiano; come ha educato il popolo? Abbiamo avuto un comunismo che vantava la difesa dei poveri e dei deboli, cosa ha insegnato su questo piano ideale?

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