Nomine in diocesi. Il Vescovo “Ringrazio i presbiteri ad avere accettato una nuova esperienza pastorale”

L’avvicendamento dei presbiteri negli incarichi pastorali, sia parrocchiali che diocesani, è un momento significativo e delicato della vita di una chiesa diocesana.
Per un insieme di fattori diversi, quest’anno gli avvicendamenti coinvolgono un numero piuttosto elevato di presbiteri. Per la mancanza di nuove ordinazioni, da un lato, e per l’avanzare dell’età dall’altro, non è stato possibile limitarsi semplicemente a sostituire i precedenti titolari dei vari incarichi ma è stato necessario cercare soluzioni nuove.
Se ciò ha indubbiamente costituito una fatica in più, è stata anche un’occasione e uno stimolo per pensare all’assegnazione dei presbiteri nell’ottica di quel «nuovo volto della comunità cristiana» su cui abbiamo riflettuto durante questo anno pastorale. Di qui ad esempio la scelta di individuare alcuni preti che potessero condividere la responsabilità pastorale di una zona vasta (che in futuro potrebbe allargarsi ad altre comunità vicine). Un segnale importante è anche l’avvio di alcune nuove esperienze di corresponsabilità e di vita in comune tra preti, sia della stessa età che di età diverse.
E’ stato importante maturare assieme, vescovo e preti, alcune scelte, accettando la fatica del confronto e costruendo assieme soluzioni rispettose delle esigenze personali dei preti e delle necessità delle comunità cristiane.
Ringrazio tutti i presbiteri che hanno accettato di iniziare una nuova esperienza pastorale per la disponibilità a rimettersi in gioco per servire al meglio il Popolo di Dio. In particolare un pensiero riconoscente e carico di affetto a quanti per ragioni di età e di salute hanno lasciato il ministero di parroco rendendosi disponibili a continuare il ministero in altra forma.
Invito tutti coloro che sono coinvolti ad accogliere con fiducia i cambiamenti: anche se ci costa modificare le nostre abitudini, affrontare situazioni nuove è sempre uno stimolo a rinnovarci e a impegnarci a crescere nella corresponsabilità, sia tra preti che tra preti e laici.
A tutti preti, laici, religiosi/e chiedo di mettere al primo posto la preoccupazione di essere «discepoli missionari», cioè cristiani impegnati a seguire la Parola di Gesù e a trasmetterla con la propria vita. In particolare ai laici chiedo di stare vicino ai propri preti (a chi lascia la parrocchia come a chi arriva), accogliendo ciascuno con la propria originalità e le proprie qualità, offrendo la propria collaborazione e superando la logica del «si è sempre fatto così».

+Pierantonio Pavanello Vescovo

Avvicendamenti nel Clero diocesano

RINUNCIANO ALL’UFFICIO DI PARROCO:

Don Mario Carmignola – Parroco di Gaiba

Mons. Giancarlo Crepaldi– Parroco di Ficarolo

Mons. Vittorio De Stefani- Parroco di Santa Sofia in Lendinara, Barbuglio e Saguedo

Don Stefano Maniezzo– Parroco di Papozze (con il permesso del Vescovo si trasferisce nella diocesi di Jesi )

Mons. Nazzareno Merlo– Parroco di Grillara, Marchiona e Piano

Don Ferdinando Salvan– Parroco di Trecenta e Sariano

Don Wanni Manzin– Unità Pastorale Commenda in Rovigo

NOMINE :

Don Nicola Albertin e Don Daniele Spadon – Santa Maria Maddalena, Occhiobello e Gurzone

Don Guido Lucchiari–  San Pio X in Rovigo

Don Fabio Bolognesi– Pontecchio Polesine e Guarda Veneta

Don Claudio Ghirardello–  Trecenta, Sariano e Pissatola

Don Antonio Rossi–  Lusia e Cavazzana

Don Rossano Marangoni–  Corbola e Santa Maria in Punta

Don Graziano Giuriati – Castelnovo Bariano e San Pietro Polesine

Don Massimo Guerra –  Ficarolo, Gaiba e Salara

Don Fabio Padovan–  Marchiona-Grillara, Piano e Rivà

Don Alberto Rimbano e Don Michele Samiolo– Santa Sofia in Lendinara, San Biagio, Barbuglio, Saguedo e Molinella

Don Daniele Bragante– già Parroco di Costa di Rovigo diventa Parroco anche di Villamarzana e Gognano.

NOMINE A VICARIO PARROCCHIALE

Don Nicola Brancalion– Vicario Parrocchiale di Adria Cattedrale

Don Nicola Renesto– Vicario Parrocchiale dell’Unità Pastorale di Castelmassa

NOMINE UFFICI PASTORALI

Mons. Giulio Bernardinello– Direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro, giustizia e pace e salvaguardia del creato.

Don Luca Borgna– Educatore del Seminario diocesano e incaricato per la Pastorale Vocazionale diocesana

Don Enrico Turcato– Direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale Giovanile

DIVENTANO COLLABORATORI PASTORALI

Don Luca Borgna– Collaboratore nella Parrocchia di Villadose

Don Mario Carmignola– Collaboratore nel Vicariato di Badia Polesine

Mons. Giancarlo Crepaldi– Collaboratore nella Parrocchia di Polesella

Mons. Vittorio De Stefani– Collaboratore nella Parrocchia di Adria Cattedrale

Don Ferdinando Salvan– Collaboratore nell’Unità Pastorale di Ficarolo, Gaiba e Salara

Mons. Valerio Valentini– Collaboratore nella Parrocchia di San Pio X in Rovigo

NUOVE UNITA’ PASTORALI

Costa di Rovigo- Villamarzana- Gognano

Ficarolo-Gaiba-Salara

Marchiona-Grillara-Piano-Rivà

Santa Sofia-San Biagio di Lendinara-Barbuglio-Saguedo-Molinella

 

 

 

L’estate insieme è… San Bortolo

Cambiano tempi, cambiano le mode e cambia addirittura il modo di chiamare le animazioni estive: da oratorio a centro estivo si è passati a “Grest” che non è un termine inglese ma l’acronimo di Giovani, Ragazzi ed Estate. A Rovigo, a San Bortolo, c’è un’animazione che da oltre 30 anni ha sempre mantenuto la sua denominazione: “Estate Insieme” e, badate bene, non è solamente una questione terminologica ma è il segno che una serie di valori custoditi dai vari animatori, che si sono succeduti negli anni, hanno attraversato il tempo e sono giunti fino ai giorni nostri. Questi valori vengono trasmessi e vissuti ogni giorno dai tanti bambini (quest’anno in media 150 a settimana) e animatori che affollano il cortile del campanile, i campi di via Fermi (offerti dalla Polisportiva) e il parco IRAS. La giornata tipo abbraccia sia il mattino fino al tardo pomeriggio con possibilità di pranzare nella mensa della Scuola materna “Elisa Merlin”. Le attività della mattina sono di tipo sportivo (calcio, beach volley, hockey, canoa, rugby, atletica) e sono seguite da istruttori qualificati per consentire agli animati un primo approccio con lo sport. Al pomeriggio viene lasciato spazio ai laboratori creativi tra i quali spiccano teatro, danza e cucina; inoltre vi è anche là possibilità di eseguire i compiti per casa guidati da alcuni animatori. Non manca di certo il momento della preghiera in chiesa guidato, quest’anno, dai nuovi parroci: don Christian e don Andrea. A questo si aggiungono i grandi giochi e le varie uscite in piscina a Palazzo Rosso, al mare ed un’attività particolare che sarà proposta durante il mese di Agosto in collaborazione con Alberto Cristini. Ho avuto la possibilità di rivolgere qualche domanda alla coordinatrice Chiara Garnieri che qui riporto:

Chiara cosa si prova ad essere responsabile di “Estate Insieme” da ormai 7 anni?
Sento tanta responsabilità che però viene condivisa con gli animatori maggiorenni ed è supportata dalla comunità parrocchiale; tutto questo mi aiuta molto e non mi fa sentire sola
Che effetto ti fa vedere gli animati diventare aiuto -animatori e animatori?
Vuol dire che sono diventata vecchia! (risata)! Sto scherzando! È una sensazione meravigliosa ed è il segno che, in questi anni, si è intrapreso un bel percorso insieme seminando tanto entusiasmo
Perché una famiglia dovrebbe decidere di mandare il proprio figlio all’Estate Insieme di San Bortolo?
Perché oltre alla varietà di attività sportive al tempo pieno e alla mensa interna , che sono indubbiamente i punti di forza, essere inseriti nella nostra animazione, di tipo parrocchiale, oltre ad apprendere valori fondamentali come l’amicizia ed il rispetto c’è anche la possibilità di intraprendere un percorso che, nel tempo, conduce a diventare prima aiuto-animatori e poi animatori imparando così a prendersi cura degli altri
Cosa ti porterai a casa dell’esperienza di quest’anno?
Sicuramente i momenti di preghiera, animati e cantati, arricchiti da tanti simboli per insegnare anche ai più piccoli a pregare.

Presentata l’animazione e intervistata la coordinatrice non mi resta che augurare … buona ESTATE INSIEME a tutti!

Christian Rosa

Il “Campo solare Enrico” è pronto per la 25a edizione

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Come ogni anno, uno degli appuntamenti che caratterizza la nostra estate e quella della nostra Parrocchia è sicuramente la settimana del “Campo Solare Enrico”, giunto quest’anno alla 25a edizione. Nel corso degli anni il campo ha sempre saputo rinnovarsi senza mai perdere quello che in tutti questi anni ha trasmesso e regalato: la gioia dello stare insieme e del trascorrere una settimana all’insegna del divertimento, dell’allegria, della riflessione e della preghiera.
In tanti anni i volti dei protagonisti sono cambiati e i bambini di allora sono cresciuti diventando a loro volta animatori con un unico obiettivo: offrire ai partecipanti un’occasione di crescita personale e un luogo in cui incontrare i propri amici per giocare e divertirsi. Il campo, che quest’anno si terrà dal 20 al 25 agosto, prevede una settimana all’insegna di preghiere, canti, scenette, giochi, laboratori e tanto divertimento grazie ad una squadra di animatori sempre più affiatata ed unita e grazie anche all’aiuto di alcuni volontari del Paese. Il sabato, giornata conclusiva del grest, viene celebrata la Santa Messa in memoria del piccolo Enrico a cui è dedicato il nostro campo a cui segue la grande festa finale.
25 anni non sono pochi e proprio in occasione di questo importante traguardo abbiamo pensato di festeggiarlo nel migliore dei modi cercando di riunire tutti gli animatori e i volontari attraverso un racconto di storie e ricordi di chi vi ha partecipato.
L’appuntamento è per sabato 25 agosto a partire dalle ore 18.30 con la Santa Messa conclusiva a cui seguirà un momento conviviale; dalle ore 20 festeggiamenti del 25° con foto, video e testimonianze da condividere tutti insieme.
Durante la serata sarà inoltre inaugurata presso la sala polivalente (di fianco al teatro parrocchiale) una mostra fotografica che ripercorrerà la storia del campo; la mostra rimarrà aperta e visitabile fino al mese di ottobre in occasione della nostra fiera paesana. Un pensiero e un ringraziamento particolare va sin d’ora ai nostri parroci Don Mario Turati e Don Hervè Olivier per essere guide costanti e presenti per ognuno di noi e per supportarci nella realizzazione di questi appuntamenti.
Ricordiamo infine per chi volesse partecipare che il “Campo Solare Enrico 2018” si svolgerà presso i locali della Parrocchia di Santa Sofia di Canaro ed è aperto a tutti i bambini e ragazzi nati tra il 2004 e il 2012 compresi; le modalità di iscrizione sono 2: attraverso la compilazione della cedola presente nel depliant oppure online collegandovi al sito internet ggpcanaro.altervista.org .
Le iscrizioni dovranno pervenire entro domenica 5 agosto 2018.
Gli Animatori

Tutti a Borsea per il Grest!

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Una giornata uggiosa e umida, non proprio l’ideale per un grest o un’animazione.
Nonostante ciò i ragazzi di Borsea erano pronti e attenti per divertirsi e ascoltare gli animatori.
Ad accoglierci insieme a loro anche il Parroco di Borsea Don Silvio Baccaro che ha voluto spiegare cosa fa “la Settimana” e la nostra Radio. I bambini hanno ascoltato volentieri e hanno capito il valore del nostro giornalismo.
In seguito abbiamo incontrato tre animatrici che svolgono il ruolo di coordinamento: Irene, Federica e Tania.
Hanno risposto alle domande e lo hanno fatto con grande precisione.
Irene, quando avete cominciato e quando finirete il vostro Grest?
Abbiamo cominciato lunedì 2 Luglio e finiremo Sabato 28 con la festa finale qui in Parrocchia.
Federica, tra animati e animatori quanti siete?
Per ora siamo arrivati ad avere 120 ragazzi e circa una trentina di animatori.
Tania, quali attività e laboratori avete?
Durante la settimana facciamo tante attività di vario genere, dalle canoe alla piscina al colorare le magliette della nostra festa finale. Poi abbiamo anche uscite come “Idrofollie”, “Castelbeach”…
…Interviene Irene…
Abbiamo talmente tante cose da fare che non ce le ricordiamo nemmeno. Abbiamo anche il “live park” che è un parco avventura in quel di Badia e poi la biciclettata al Cavallino alle Granze di Arquà… e tantissime altre cose.
E i ragazzi come sono?
Sono impegnativi, sono tanti e non ci aspettavamo questo numero elevato e ci rende comunque molto soddisfatti. Gli animatori sono maturi e bravi e ci danno una grossa mano in tutto questo.
Per te Federica?
Io sono molto contenta, anche del numero di bambini. Ci danno tantissima soddisfazione nonostante il grande baccano che fanno.
Mi unisco a Irene nel dire che abbiamo dei bravissimi animatori.
Tania?
Sono contenta come loro e devo dire che non me li aspettavo nemmeno io così tanti bambini, ma sono convinta che ce la faremo perchè siamo molto bravi.

Un grande saluto alle tre super animatrici che ci hanno accolto e danno l’appuntamento al 19 Luglio in Piazza Vittorio Emanuele per il consueto appuntamento della festa dei Grest della Vicaria rodigina dove anche quest’anno si esibiranno le animazioni locali, oltre a Borsea anche San Francesco, San Bortolo, Boara Polesine, Granzette e Concadirame con Grignano.

Un camposcuola “Up”!

 

Da qualche settimana sono partite le esperienze estive nelle parrocchie dell’unità pastorale del centro di Rovigo, i vari grest e animazioni. E domenica scorsa, 1 luglio è partito pure il primo camposcuola: direzione Val di Concei. Una squadra di quasi trenta ragazzini tra la quarta elementare e la prima media, pronti per vivere insieme una settimana all’insegna del giocare, del condividere e dello stare con Gesù.
A guidarci in questo viaggio è stato il film “Up”, che ha dato spunti per riflettere sull’amicizia e le nostre relazioni, sui nostri sogni, sui nostri progetti e soprattutto sul crescere insieme a chi è più grande di noi.
Ad aiutarci nella preghiera c’è stato il parroco di San Francesco, don Marino Zorzan, che ci ha fatto scoprire il valore dell’eucaristia, prendendone in analisi giorno per giorno una parte alla volta nella preghiera del mattino.
Il tempo è stato favorevole tutta la settimana, permettendo di giocare all’aperto e pure di scendere dal soggiorno Meriz, dove alloggiavamo, a piedi fino a Bezzecca per vedere i resti delle trincee e il cimitero garibaldino e poi – a grande attesa dei più piccoli – di fare pure un tuffo nel lago di Ledro.
Momento forte è stata la tradizionale “veglia alle stelle”, sul brano di Giovanni 15 – “amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”, in cui ognuno dei ragazzini ha potuto lasciare una lettera personale a Gesù.
Inutile dire che la nostalgia di questi giorni si è fatta subito sentire nel cuore dei ragazzi, degli animatori e di Mattia (seminarista in servizio da ottobre scorso), ma mi sento di dire che è cosa buona perché significa che queste esperienze sono capaci di essere tappe fondamentali nella crescita dei ragazzi, diventando pietre miliari nel rapporto con Dio. Un grazie particolare va alle cuoche e a Danilo Turcato che sempre volontariamente si prodigano per la buona riuscita di queste attività.
Il campo si è concluso domenica scorsa, 8 luglio e la prossima partenza sarà domenica 15 con il gruppo dei preadolescenti, in direzione di Caviola.
Carichi di speranza per un’altra esperienza indimenticabile.

Don Enrico Schibuola

L’appello di Padre Zanotelli. “Rompiamo il silenzio sull’Africa”

“Rompiamo il silenzio sull’Africa” Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo
Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto.
Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale.
So che i mass-media, purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che veramente sta accadendo in Africa.
Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa.
È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.
È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur.
È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.
È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.
È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.
È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera. È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi.
È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa, soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi. È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia , Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU.
È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile. È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!).
Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi.
Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi.
Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact, contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti.
Ma i disperati della storia nessuno li fermerà.
Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica.
E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimane in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?).
Per questo vi prego di rompere questo silenzio-stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alla grandi testate nazionali?
E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti?
Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.
Alex Zanotelli è missionario italiano della comunità dei Comboniani, profondo conoscitore dell’Africa e direttore della rivista Mosaico di Pace

Il Vescovo Pierantonio racconta la sua esperienza in Mozambico

Al ritorno dalla visita alla missione che la nostra Diocesi, insieme alla Diocesi di Vicenza, ha aperto nell’Arcidiocesi di Beira in Mozambico, desidero condividere alcune considerazioni.

Innanzitutto mi piace sottolineare la straordinaria esperienza di comunione tra le tre chiese coinvolte in questo progetto missionario: Adria-Rovigo, Vicenza e Beira. Una missione condivisa tra due Diocesi è un’esperienza nuova e pertanto è stato molto importante che i due vescovi delle diocesi a cui appartengono i tre preti «fidei donum» si siano recati assieme a incontrare i missionari e a visitare le comunità in cui lavorano. Abbiamo potuto verificare che condividere l’impegno missionario non risponde solo ad esigenze di carattere pratico, ma esprime la realtà profonda del vissuto ecclesiale che è la comunione.
Una seconda riflessione riguarda la natura della missione: non è solo donare ma anche ricevere. Recandomi in Mozambico, ho avuto conferma di quanto possa essere utile anche per la nostra chiesa polesana il confronto con la chiesa di Beira. In questo anno pastorale abbiamo riflettuto molto sulla ministerialità e del ruolo dei laici: ebbene a Beira questa non è solo una bella idea, ma una realtà collaudata. La vita delle comunità cristiane infatti non dipende solo dal ministero del presbitero, ma anche da una serie di servizi («ministeri») affidati ai laici. In ogni comunità infatti c’è un animatore, che ha il compito di coordinare gli altri ministri laici e di tenere i rapporti con il presbitero-parroco. C’è chi è incaricato della catechesi, della liturgia, della carità, della amministrazione delle offerte che vengono raccolte, ecc. C’è anche chi ha il compito di tenere un momento di preghiera in occasione della sepoltura dei defunti (i funerali con la messa, come avviene da noi, sono molto rari).

Mi ha molto colpito poi la condizione di grande povertà in cui vive gran parte della popolazione e la percezione di un paese che non ha prospettive di sviluppo, nonostante l’abbondanza di materie prime. In Mozambico si tocca con mano il dramma dell’Africa, che attraverso il fenomeno migratorio coinvolge anche noi. Vista dall’Africa anche l’immigrazione assume una prospettiva molto diversa: si comprende che al di là delle motivazioni individuali c’è un enorme problema di sperequazione tra il Nord e il Sud del mondo e che finché non cercheremo di ripianarlo non sarà possibile governare i flussi migratori.

Un particolare apprezzamento vorrei esprimere all’impegno e alla sensibilità di don Giuseppe Mazzocco, che, assieme a don Maurizio e a don Davide di Vicenza, si è inserito con entusiasmo e generosità in questa nuova avventura missionaria.

Alla luce di quanto ho visto, mi sembra importante tenere viva nella nostra Diocesi l’informazione e lo scambio con la missione di Beira. Potrà poi essere utile programmare qualche visita che abbia degli obiettivi precisi (finalizzata cioè a progetti di collaborazione), avendo attenzione a non creare disagi all’attività dei missionari. Un sostegno molto importante, che ci verrà chiesto nel prossimo futuro, riguarda le strutture per le comunità affidate ai nostri preti, strutture che al momento quasi mancano del tutto. Ad esempio la parrocchia San Predro Claver, di cui è parroco don Giuseppe Mazzocco, ttualmente per la sua attività può contare solo un vecchio magazzino trasformato in cappella provvisoria. Oltre al sostegno economico, potrebbe essere di grande aiuto l’opera, anche per brevi periodi, di volontari esperti nel settore dell’edilizia e dell’impiantistica, con cui affiancare la mano d’opera locale. Gli spazi di impegno quindi non mancano: a noi il compito di crescere nella collaborazione missionaria per fare esperienza dell’universalità della chiesa.

+Pierantonio Pavanello
Vescovo