Successo per la prima Notte Giovane “Ti ho visto…”

Da L’equipe
di Pastorale giovanile e vocazionale

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Si è tenuto, venerdì 26 ottobre scorso, presso la chiesa di San Domenico a Rovigo, il primo incontro dei giovani della diocesi nel nuovo anno pastorale. A guidare l’incontro il Vescovo Pierantonio insieme alla equipe di Pastorale Giovanile. L’incontro, iniziato con la consegna a tutti i presenti della “bisaccia” – segno che accompagnerà tutte le iniziative del Servizio diocesano di pastorale giovanile e vocazionale in questo 2018-2019 – aveva l’obiettivo di “guardarsi in faccia” tra le varie realtà presenti sul territorio diocesano e sentirsi parte di un progetto che chiede ad ogni giovane, ad ogni gruppo giovanile di rileggersi a partire dal bene che c’è e che spesso non fa rumore. “5pani&2pesci” lo slogan che accompagnerà il percorso.
Il racconto evangelico riletto in forma teatrale da alcuni giovani ha dato la chiave di accesso a questo percorso e all’incontro di venerdì proseguito con un confronto a piccoli gruppi, cui ha preso parte anche il Vescovo, sulle risorse di ognuno, sui 5pani e 2 pesci che ciascuno possiede e che può mettere a disposizione degli altri. L’incontro è poi proseguito con la presentazione dell’equipe di Pastorale Giovanile e Vocazionale e del programma (che “La Settimana” riporta qui sotto ) dell’Anno Pastorale. La serata ben partecipata si è conclusa con la preghiera comunitaria che ha tarsformato le condivisioni e ciò che si è ascoltato in offerta al Signore di tutto il bene che c’è per la vita degli altri.

 

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Si parte! Don Enrico Turcato presenta il suo primo “Start&go”

di Thomas Paparella (da Radio Kolbe Rovigo)
Dopo 7 anni come Vicario Parrocchiale al Duomo di Santa Sofia a Lendinara Don Enrico è stato chiamato a prendere “l’eredità” di Don Fabio Finotello che per sei anni ha guidato la Pastorale giovanile.
«Per me è una sfida che parte da una fiducia importante che mi è stata data dal Vescovo per la guida della Pastorale Giovanile» inizia Don Enrico «Dai giovani di Lendinara mi ritrovo ad accogliere un numero smisurato di ragazzi che provengono da tutta la diocesi. La Parrocchia ha dei “confini” e ti dà la possibilità di consocere tutti i giovani, mentre la diocesi ti rende la cosa un po’ più complessa».

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La cosa che spinge Don Enrico è anche la voglia di conoscere ragazzi che non si sono mai affacciati al mondo della Fede : «Tutti i nostri eventi, a partire dal primo “Start&go” di Venerdì 26 Ottobre sono aperti a tutti i giovani, anche a quelli che non fanno parte di una parrocchia o di un gruppo religioso».
Da quest’anno un’equipe di 5/6 persone aiuterà Don Enrico nella Pastorale  per poter ascoltare con attenzione i bisogni e le risorse che ha il nostro territorio a livello giovanile.
Un ricordo anche per la realtà di Lendinara che tra qualche giorno lascerà ufficialmente: «Lascio un luogo che mi ha dato tanto e che ovviamente mi mancherà perchè ho visto crescere tantissime cose e tantissime persone. Ora sono chiamato ad una nuova missione».

Appuntamento “Start&go” Venerdì 26 Ottobre Chiesa di San Domenico alle ore 21

Questa “Settimana” speciale “Famiglie in Dialogo”

Questa settimana il nostro settimanale diocesano uscirà con uno speciale al suo interno in collaborazione con Il Centro Famiglie Diocesano . “Famiglie in Dialogo” torna dopo una decina d’anni e in questo numero presenta le proposte a partire dalle offerte per i fidanzati , per le famiglie e anche per le persone che stanno vivendo il momento della separazione.

Quattro pagine per scoprire il grande mondo di questa realtà che si sta attivando anche attraverso la nuova struttura di “Ca’ Verta” e nello speciale è presente anche il programma da Novembre a Febbraio 2019 che propone la casa.

 

Il Patriarca di Venezia ad Adria per la B.V. Maria del Rosario

di Giovanni Dainese

Domenica 7 ottobre, ad Adria, il Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, ha accolto l’invito del Vescovo Pierantonio a presiedere la celebrazione eucaristica nella festa della Beata Vergine Maria, Regina del santo Rosario, in ricordo dell’epidemia del vaiolo avvenuta nel 1717. In quell’occasione il popolo si “Impegnò con ufficiale promessa a celebrare solennemente, ogni 5 anni, la festa della Madonna del Rosario”.
Nell’altare maggiore, è stata posizionata, in modo visibile a tutti, l’effige lignea della Vergine in trono con il bambino, entrambi incoronati, dipinti in oro. “Tale immagine è circondata da sempre dalla venerazione degli adriesi, che la onorano con il titolo di regina degli angeli”, così è riportato nella breve illustrazione situata vicino alla balaustra dell’altare dove possiamo pregarla quotidianamente visitando la Cattedrale.
Erano presenti diversi sacerdoti, assieme al vescovo Pierantonio, al Vicario Generale Damiano Furini e all’Arciprete Antonio Donà. Presenti le autorità civili e militari locali.
Le navate erano occupate da tanti fedeli che partecipavano con molta devozione alle preghiere e ai canti liturgici, eseguiti, in modo splendido, dalla corale. Mons. Pavanello, all’inizio della celebrazione ringraziava il Patriarca per la sua pronta adesione al suo invito e sottolineava l’importanza di questo momento di fede.
Molto intensa l’omelia del Presule, che rammentava, tra l’altro, l’importanza della preghiera del rosario mariano e la necessità di non stancarsi di recitarla, soprattutto comunitariamente e in famiglia. Ricordava, a tal proposito, che “nel 1573, presso la Cattedrale di Adria, era stata istituita la Scuola del santo Rosario, composta da quindici confratelli, come quindici erano i misteri del santo Rosario”. In un secondo momento, San Giovanni Paolo II, aggiunse ai tradizionali misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi, i cinque della vita pubblica di Gesù, cioè quelli della luce.
Puntuali i riferimenti al Nuovo Testamento, dove veniva rimarcata la presenza di Maria, Mamma di Gesù e quindi dell’umanità “figura sempre a servizio del figlio”.
Quindi Mons. Moraglia, citando la lumen gentium citava: “La beata, Vergine, predestinata fino dall’eternità, all’interno del disegno d’incarnazione del Verbo, per essere la Madre di Dio, per diposizione della divina Provvidenza fu su questa terra l’alma madre del divino Redentore, generosamente associata alla sua opera a un titolo altamente unico…”
Si soffermava, poi, sul dialogo al Calvario tra Gesù e l’apostolo Giovanni e sua madre ai piedi della Croce.
Come si intuisce, si tratta di spunti di riflessione e di preghiera che hanno sostenuto tutti a scoprire il senso della festa.
L’ottimo servizio della vigilanza e degli scouts, aiutava, con discrezione, il fluire dei fedeli in modo che tutto procedesse nel rispetto e nella giusta devozione.
Molto sentita nella comunità la festività della Beata Verine Maria del Santo Rosario, e le celebrazioni si protrarranno fino a domenica prossima
Ecco l’omelia di S.E. Francesco Moraglia:
«Stimate autorità, cari confratelli nel sacerdozio e cari fedeli, ringrazio il Vescovo Pierantonio per l’invito a presiedere questa celebrazione nella festa della Beata Vergine Maria, Regina del Santo Rosario.
Insieme contempleremo la bella figura della Madre del Signore qui particolarmente venerata. La storia ci ricorda, infatti, che tre secoli fa, nell’anno 1717 e proprio ad Adria, imperversava un’epidemia di vaiolo e il popolo di impegnò con ufficiale promessa a celebrare solennemente , ogni cinque anni, la festa della Madonna del Rosario.
La città di Adria, da tempo, era già nota in tutto il Polesine come “Antica città di Maria” . Quella tragica epidemia non fece altro che manifestare la profonda devozione mariana dei suoi abitanti.
Bisogna anche ricordare che nel 1573, presso la Cattedrale di Adria, era stata istituita la “Scuola del Santo Rosario” composta da quindici confratelli, come quindici erano i misteri del santo Rosario.
E tali rimasero fino a quando San Giovanni Paolo II, con la lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae del 16 Ottobre 2002, aggiunse ai tradizionali misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi i cinque della vita pubblica: i misteri della luce.
Ascoltiamo allora, lo stesso Giovanni Paolo II che, nella citata lettera apostolica sul Rosario, così si esprime “ Ritengo (…) che, per potenziare lo spessore cristologico del Rosario, sia opportuna un’integrazione che, pur lasciata alla libera valorizzazione dei singoli e delle comunità, gli consenta di abbracciare anche i misteri della vita pubblica di Cristo tra il Battesimo e la Passione. E’ infatti nell’arco di questi misteri che contempliamo aspetti importanti della persona di Cristo quale rivelatore definitivo di Dio. Egli è Colui che, dichiarato Figlio diletto del Padre nel Battesimo al Giordano, annuncia la venuta del Regno, la testimonia con le opere, ne proclama le esigenze. E’ negli anni della vita pubblica che il mistero di Cristo si mostra a titolo speciale quale mistero di luce: «Finchè sono nel mondo, sono la luce del mondo» (Gv 9,5)”
Desidero ora richiamare brevemente, solamente in maniera allusiva, le letture della festa odierna della Beata Vergine Maria del Rosario.
La prima lettura è tratta dagli Atti degli Apostoli (At 1,12-14) e ci consegna l’icona di Maria e gli apostolio in preghiera; il salmo responsoriale è costruito da quello che è l’inno mariano, per eccellenza – Il Magnificat – in cui si narra l’evento che ha cambiato la storia, l’incarnazione (Lc 1,26-38).
La prima lettura, dicevo, è l’icona viva della Chiesa: lo Spirito invocato dagli apostoli riuniti intorno alla Madre di Gesù; essi , in obbedienza alla Sua parola, che attesta il compimento della Sua promessa, sono riuniti in preghiera con Maria, la Madre.
Maria, nella sua persona, nel suo credere amare e sperare, è l’immagine splendida, completamente riuscita e pienamente identificativa della Chiesa, considerata nel suo mistero; i discepoli, invece sono coloro che, nella Chiesa esprimono, la ministerialità, funzione essenziale ma non esaustiva e, quindi, non identificativa della Chiesa.
Ora come la Vergine Maria, è esempio di fede, speranza e carità, anche noi siamo chiamati a “portare” al mondo, nella fede, nella speranza e nella carità. il Signore Gesù. Ed è proprio la preghiera del santo Rosario che ci fa crescere, attraverso l’intercessione di Maria, nella compresnione del mistero di Gesù Cristo nascosto nei secoli e , oggi, a noi pienamente rivelato.
Come ha chiesto recentemente Papa Francesco, cresciamo ulteriormente nella comprensione del mistero di Cristo recitando, dopo la Preghiera del Rosario, l’antica antifona mariana Sub tuum praesidium e la preghiera a San Michele Arcangelo per “proteggere la Chiesa dal diavolo, che sempre mira a dividerci da Dio e tra di noi”.
Infine, in questo mese di ottobre che la Chiesa dedica alla preghiera del Rosario, riscopriamone il valore. Riprendiamone la recita personale ma, soprattutto, comunitaria e e in famiglia.»

Il Presidente della Repubblica Mattarella sarà presente per i 50 anni della Comunità Papa Giovanni XXIII

PAPA GIOVANNI

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà alle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, che si terranno il 7 Dicembre 2018 presso il Palacongressi di Rimini.

L’arrivo del Presidente è previsto per il mattino. Si recherà dapprima in visita presso una delle case-famiglia dell’Associazione. A seguire, sarà ospite alla convention della Comunità.

«Accogliere il Capo dello Stato sarà motivo di grande gioia e onore e lo ringraziamo per aver risposto all’invito — ha dichiarato Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità — È un riconoscimento all’infinita opera di Don Benzi, salito al cielo nel 2007, ed al lavoro proseguito in questi anni dai membri dell’associazione donati completamente a condividere la vita con i più deboli e gli emarginati, con case famiglia e comunità di accoglienza in 42 Paesi del mondo».