Il sindaco incontra i giornalisti per gli auguri di Natale

di Thomas Paparella

Massimo Bergamin ha incontrato i giornalisti nel suo studio, nella mattinata di Venerdì 21 dicembre, il tutto per i consueti auguri di Natale.

Il sindaco di Rovigo ha aperto il suo intervento parlando dell’annata 2018: ” Se qualcuno deve criticare e parlare male della nostra città non è questo il luogo adatto. L’elenco che ho sottomano descrive perfettamente la bellezza e la capacità del nostro capoluogo, eventi che hanno portato a Rovigo migliaia di visitatori e che continueranno a portarli anche con il nuovo anno”. Numeri alla mano Bergamin ha elencato le varie iniziative cittadine che hanno avuto successo e che secondo il primo cittadino rendono il centro un posto su cui investire.

Successivamente l’attenzione è andata ai lavori pubblici e anche qui Bergamin si è soffermato sui numeri parlando dei costi, degli investimenti e di quello che porterà il nuovo anno: “Intanto installeremo 12 colonnine per le ricariche di auto elettriche e lo faremo in collaborazione con Enel, a Gennaio invece sarete tutti invitati all’abbattimento dell’ex biglietteria di Piazzale Di Vittorio, dopodichè si potrà cominciare ad investire anche su questo nuovo luogo”.

Altro luogo importante l’ex sede del Liceo “Celio” che nelle ultime settimane è al centro dell’attenzione per capire realtà potrà ospitare : ” Ho fatto di tutto perchè il Celio non si spostasse da lì, purtroppo ho dovuto accettare la situazione. Vi posso assicurare che non ci andrà la Polizia Locale, stiamo pensando ad una soluzione e ci sono diverse idee in campo”.

A proposito di Polizia Locale il primo cittadino si è soffermato sulla questione di armare i vigili descrivendone il bisogno: “Vi presenteremo gli acquisti fatti, sono convinto che sia un atto di importante riconoscenza per questi vigili che si occupano di difendere i cittadini”.

In chiusura ha preso la parola Maurizio Romanato del sindacato giornalisti chiedendo a Bergamin di portare a Roma una parola importante perchè non si definiscano i tagli dell’editoria voluti dal sottosegretario di Stato Vito Crimi.