Nuovo percorso di formazione socio-politica “Città e cittadini al cuore della democrazia”

Negli ultimi anni i vari leaders politici hanno puntato a svolgere quasi una competizione tra loro e hanno tolto al cittadino attivo via via, con il susseguirsi delle varie leggi elettorali, la possibilità di costruire un dialogo periodico con un rappresentante eletto dagli stessi cittadini e non “nominato” dalle segreterie dei partiti.
Il 25 gennaio 2019, in Accademia dei Concordi, alle ore 18, Marco Luppi, docente di Storia politica contemporanea e vice-direttore della Scuola di Dottorato, dell’Istituto Universitario Sophia, coordinatore accademico del Progetto di ricerca “Giuseppe Toniolo”, Pisa e membro della Fondazione Giorgio La Pira di Firenze, insieme con la pediatra, Lucia Fronza, già Parlamentare per due legislature e Coordinatrice della Scuola di Preparazione Sociale a Trento; Scuola che si propone di contribuire alla crescita umana, sotto l’aspetto civile, sociale e culturale, della popolazione del Trentino-Alto Adige, con particolare riguardo ai giovani. I due relatori tratteranno il tema: Il sistema politico italiano nell’epoca post-ideologica. Fin dalla nascita della società di massa la vita politica italiana, come quella delle principali democrazie occidentali, è stata caratterizzata dal sistema dei partiti e dalla struttura organizzativa che li aveva collocati al centro del dibattito e dei luoghi di deliberazione in vista del consolidamento e della crescita del Paese. Le diverse culture politiche che si sono espresse nello spazio pubblico (liberale, socialista, cattolica, comunista, per citare le maggiori, e lasciando fuori la questione del fascismo, che aprirebbe un fronte a parte), possedevano al proprio interno valori di riferimento, una o più classi sociali alle quali si rivolgevano (fino ad offrire spazi di militanza ed impegno diretto), un programma vasto e articolato per l’Italia, tra dimensione interna ed internazionale.
Tra la fine degli anni ’90 del XX secolo e i primi vent’anni del XXI secolo, in seguito alla caduta del Muro di Berlino e il tramonto delle ideologie storiche, con la stagione di Tangentopoli e il rivelarsi di una ‘relazione perversa’ tra sistema politico, comitati affaristici, potentati economici, si è prodotta una situazione di chiara disaffezione verso la politica e si è generato un clima di totale sfiducia verso i partiti. La considerazione del mondo politico come una realtà dominata dall’élite della società, sempre più spesso lontana dai bisogni della gente comune, ha investito i partiti, assieme al personale tecnico e alle molte competenze indispensabili al corretto funzionamento della macchina statale in tutti i suoi livelli (locale, regionale, nazionale), con un’ondata di contestazione, nella quale la voglia di cambiamento ha prodotto uno scossone elettorale e importanti novità politiche nella classe dirigente. Ciò che si constata, tuttavia, è anche una lacerazione nella società civile, investita dal prepotente insorgere dei nuovi media nel dibattito pubblico e quotidiano, e dalla rimessa in discussione del principio di competenza, dei criteri di partecipazione, del clima di fiducia e collaborazione verso le organizzazioni intermedie (volontariato, no profit, etc.).
Gli interventi di Marco Luppi e Lucia Fronza Crepaz, attraverso analisi storico-politiche ed esperienze di partecipazione diretta nel governo delle istituzioni, offriranno uno spazio di riflessione e di confronto che, percorrendo alcuni tratti della storia del sistema politico italiano, possa stimolare un diverso sguardo verso l’arte del dialogo, verso la costruzione del bene comune che la politica non può smettere di generare.

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