Un nuovo cammino per “la Settimana”

Con un intervento in prima pagina nel settimanale cartaceo è il Vescovo Pavanello ad annunciare a tutti i lettori di un nuovo cambio redazionale e grafico de “la Settimana”

“Con domenica 10 marzo per il nostro settimanale diocesano avrà inizio un nuovo tratto di strada nella sua storia più che centenaria
Mons. Bruno Cappato già qualche mese fa mi ha chiesto di essere sollevato dall’impegno di dirigere il settimanale, che a motivo dell’età e della salute diventava sempre più pesante. A lui va un ringraziamento sentito per la fedeltà, la passione e la competenza con cui per ben 42 anni ha non solo diretto, ma preparato e confezionato “La Settimana”: continuerà a svolgere un prezioso servizio per la Diocesi come Direttore della Biblioteca del Seminario.
Prenderà il testimone lasciato da don Bruno una squadra “giovane” formata da don Enrico Turcato, con il compito di coordinatore, Thomas Paparella e il prof. Marco Menabò. Attorno a loro si sta formando un più ampio gruppo di redazione, formato da persone con diverse competenze e provenienti dalle varie zone della Diocesi, in modo da rendere il settimanale espressione della comunità diocesana… Da domenica 10 marzo (questa è la seconda novità) “La Settimana” uscirà come “dorso” dell’edizione domenicale di Avvenire: concretamente il fascicolo del settimanale (che resta un giornale a sé) verrà distribuito assieme all’Avvenire della domenica.”

Un momento storico in cui vanno fatti grandissimi complimenti al nostro don Bruno Cappato  per la gestione del giornale in tutti questi anni. Ha gestito con tenacia e maestria ogni tipo di problematica, a lui auguriamo il meglio nella nuova veste di direttore della Biblioteca del Seminario, siamo sicuri che lo farà con grande professionalità com’è nel suo stile.

L’intero intervento del Vescovo Piernatonio Pavanello è sul settimanale cartaceo di questa settimana

 

3 Giorni di Spiritualità per giovani

La Pastorale Vocazionale in collaborazione con la Pastorale Giovanile della diocesi di Adria-Rovigo promuovono la “3 giorni dello Spirito”.

Dal 3 al 5 Marzo in Seminario per i giovani dai 18 anni in su …

Un’esperienza per riposarsi e trovare nel silenzio un alleato più che un nemico da sconfiggere. A partire dalle domande della Bibbia vuole aiutare chi partecipa ad ascoltare sè stesso ed aprire strade di futuro.

Il costo è di 30 euro con iscrizioni entro il 22 Febbraio 2019

Incontro preventivo Venerdì 22 Febbraio in Seminario alle ore 21

Leadership e partecipazione in Polesine. Mons. Pavanello «Mettere insieme le forze per progetti condivisi»

PAvanello e libreria

L’annuale convegno sociopolitico è ormai una consuetudine per la Diocesi di Adria-Rovigo. Può spiegarci il significato di questa iniziativa?
Effettivamente c’è ormai una tradizione consolidata che dura da quindici anni e che intende offrire un momento di riflessione su tematiche di carattere sociale e politico alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa. In passato veniva maggiormente evidenziato l’incontro tra il Vescovo, da una parte, politici e amministratori dall’altra. In questi ultimi anni mi è sembrato importante sottolineare l’incontro della chiesa diocesana con la società civile allargando l’invito a tutti coloro che desiderano partecipare attivamente alla vita sociale e politica del nostro territorio. Ritengo importante infatti offrire luoghi e occasioni di incontro e di confronto: la chiesa non ha la pretesa di proporre soluzioni, ma sente la responsabilità di offrire motivazioni alte all’impegno sociale e politico, inteso come servizio al bene comune. Mi piace ricordare come questa iniziativa si collochi nel contesto delle celebrazioni per l’anniversario dell’ “Appello ai liberi e forti” di don Luigi Sturzo, che diede il via ad una nuova stagione dell’impegno politico dei cattolici italiani.

Oggi si parla molto di disaffezione dalla politica, anzi di antipolitica. Sembra che le forme tradizionali della democrazia rappresentativa siano superate e si vada verso modalità nuove (democrazia diretta, democrazia digitale, ecc.): non Le sembra sia fuori tempo sollecitare i cittadini all’impegno politico?
Certamente è molto forte in Italia, ma non solo, l’insoddisfazione per una politica che non è riuscita a farsi carico delle preoccupazioni e dei problemi della vita quotidiana. A questo proposito l’esito del voto del 4 marzo 2018 è stato eloquente. Allo stesso tempo però sta emergendo l’esigenza di ritornare ad una partecipazione del popolo alle scelte che riguardano la vita del Paese: si potrebbe parlare della ricerca di una politica “popolare”, capace cioè di interpretare e di dare risposta ai bisogni e alle aspirazioni della gente, superando la tentazione di servirsi delle paure e delle frustrazioni per finalità di potere e di interesse. La partecipazione è possibile però solo là dove si realizza un dibattito serio, dove le persone si confrontano e maturano insieme la sintesi di interessi e aspirazioni diverse per costruire un cammino comune e condiviso. In questo senso la democrazia rappresentativa, pur con alcune modifiche e integrazioni, rappresenta uno strumento insostituibile per una politica che abbia di mira non tanto l’interesse di una parte, ma il bene comune di tutta la società. Si spiega pertanto il motivo per cui la Chiesa ritiene l’impegno politico come un modo eminente di vivere la carità e si preoccupa di motivare i cristiani a spendersi nell’attività politica, portando nella “città degli uomini” il lievito del Vangelo.

Per quali motivi è stato scelto per il Convegno sociopolitico di quest’anno il tema “Leadership e partecipazione in Polesine”?
In parte la risposta è già presente nelle risposte precedenti. La politica oggi soffre allo stesso tempo della crisi delle leadership e della partecipazione popolare. La nostra democrazia, sia a livello nazionale che locale, sta vivendo una transizione che sembra non avere sbocchi. I partiti, che in passato erano i canali attraverso i quali maturavano forme di rappresentanza, non sembrano più in grado di selezionare leader che siano rappresentativi e allo stesso tempo competenti nella gestione dei problemi. In questo clima si fa strada l’appello a “un uomo forte” che risolva i problemi. Solo rimettendo in funzione un circolo virtuoso tra leadership e partecipazione diverrà possibile una democrazia autentica, che realizzi il “potere del popolo” attraverso uomini onesti e capaci. Questo discorso ha un valore particolare per un territorio fragile come il Polesine, che soffre per una scarsa rappresentanza politica sia a livello regionale che nazionale. Il Convegno vorrebbe sollecitare una presa di coscienza da parte dei cittadini e delle forze sociali ed economiche della necessità di mettere insieme le forze per lavorare a progetti condivisi di sviluppo che valorizzino le risorse naturali ed umane del Polesine. Purtroppo in questi ultimi anni sono prevalsi i protagonismi personali, gli interessi di gruppi, il particolarismo delle comunità piccole e grandi. Occorre rendersi conto che su questa strada non ci sarà alcuno sviluppo, ma solo l’impoverimento e l’abbandono dellanostra terra.

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Don Francesco Dal Passo è tornato alla Casa del Padre

Avrebbe compiuto 81 anni tra qualche giorno, ma una lunga malattia non lo ha aiutato a raggiungere anche questo traguardo. Nella tarda serata di Domenica 3 febbraio se n’è andato Don Francesco Dal Passo, era ricoverato all’Ospedale di Adria.

E’ stato uno dei co-fondatori di Radio Kolbe Rovigo e de “la Settimana”, per molti anni è stato Cappellano dell’Ospedale Psichiatrico di Granzette dove qualche mese fa ha partecipato, con la Benedizione, alla riapertura fatta dall’Associazione “i luoghi dell’abbandono” (foto).