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I “Croods” della Carbonara

Per la Parrocchia di Carbonara si è chiuso il sipario per l’edizione numero 24 del Grest estivo, attività che ha visto coinvolti una ventina di animatori e settantasei bambini.
Quest’anno la fantasia degli animatori si è spinta verso la preistoria, portando i bambini e i ragazzi iscritti a conoscere la famiglia Croods: Grug, Ugga, Hip, Guy, Sandy, Tonco, Laccio e nonna Croods. Sono state due settimane di grande divertimento, con giochi, canti, balli, sport, lavoretti e tanto altro.
Tre i momenti più importanti che hanno caratterizzato questo Grest: l’uscita presso il Centro Servizi Anziani di Adria, dove i bambini hanno portato la loro vivacità ed allegria tra gli anziani ospiti del centro con una mattina tra giochi e musica…il tutto ricompensato da una gradita merenda offerta dalle animatrici del CSA.
Il secondo momento è stato l’incontri di tutti i Grest della città presso la Cattedrale di Adria, uno spettacolo di colori e di vita realizzato da circa 500 ragazzi dove si è fatto conoscere agli altri qualcosa della propria animazione oltre che poter passare qualche minuto insieme tra amici che partecipano a Grest diversi.
Ultimo momento: la festa finale, dove tutti i bambini hanno presentato ai propri genitori ciò che si è realizzato in queste settimane attraverso i canti che si sono svolti ogni mattina, il balletto del laboratorio di danza, la consegna delle medaglie ai calciatori del laboratorio sportivo e dei lavoretti realizzati dagli artisti del laboratorio Art Attack.
Due settimane passate in fretta, ma che hanno lasciato di sicuro un ricordo ai bambini e ai ragazzi.
Per questo ringraziamo tutti gli animatori che hanno lavorato per la realizzazione del Grest e che ora si preparano per un momento ludico con la gita a Canevaword in programma per mercoledì 25 luglio e, per alcuni, ad immergersi poi nella programmazione per il prossimo camposcuola che si svolgerà dal 12 al 19 agosto in località Laggio di Vigo di Cadore.

Il “Campo solare Enrico” è pronto per la 25a edizione

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Come ogni anno, uno degli appuntamenti che caratterizza la nostra estate e quella della nostra Parrocchia è sicuramente la settimana del “Campo Solare Enrico”, giunto quest’anno alla 25a edizione. Nel corso degli anni il campo ha sempre saputo rinnovarsi senza mai perdere quello che in tutti questi anni ha trasmesso e regalato: la gioia dello stare insieme e del trascorrere una settimana all’insegna del divertimento, dell’allegria, della riflessione e della preghiera.
In tanti anni i volti dei protagonisti sono cambiati e i bambini di allora sono cresciuti diventando a loro volta animatori con un unico obiettivo: offrire ai partecipanti un’occasione di crescita personale e un luogo in cui incontrare i propri amici per giocare e divertirsi. Il campo, che quest’anno si terrà dal 20 al 25 agosto, prevede una settimana all’insegna di preghiere, canti, scenette, giochi, laboratori e tanto divertimento grazie ad una squadra di animatori sempre più affiatata ed unita e grazie anche all’aiuto di alcuni volontari del Paese. Il sabato, giornata conclusiva del grest, viene celebrata la Santa Messa in memoria del piccolo Enrico a cui è dedicato il nostro campo a cui segue la grande festa finale.
25 anni non sono pochi e proprio in occasione di questo importante traguardo abbiamo pensato di festeggiarlo nel migliore dei modi cercando di riunire tutti gli animatori e i volontari attraverso un racconto di storie e ricordi di chi vi ha partecipato.
L’appuntamento è per sabato 25 agosto a partire dalle ore 18.30 con la Santa Messa conclusiva a cui seguirà un momento conviviale; dalle ore 20 festeggiamenti del 25° con foto, video e testimonianze da condividere tutti insieme.
Durante la serata sarà inoltre inaugurata presso la sala polivalente (di fianco al teatro parrocchiale) una mostra fotografica che ripercorrerà la storia del campo; la mostra rimarrà aperta e visitabile fino al mese di ottobre in occasione della nostra fiera paesana. Un pensiero e un ringraziamento particolare va sin d’ora ai nostri parroci Don Mario Turati e Don Hervè Olivier per essere guide costanti e presenti per ognuno di noi e per supportarci nella realizzazione di questi appuntamenti.
Ricordiamo infine per chi volesse partecipare che il “Campo Solare Enrico 2018” si svolgerà presso i locali della Parrocchia di Santa Sofia di Canaro ed è aperto a tutti i bambini e ragazzi nati tra il 2004 e il 2012 compresi; le modalità di iscrizione sono 2: attraverso la compilazione della cedola presente nel depliant oppure online collegandovi al sito internet ggpcanaro.altervista.org .
Le iscrizioni dovranno pervenire entro domenica 5 agosto 2018.
Gli Animatori

Tutti a Borsea per il Grest!

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Una giornata uggiosa e umida, non proprio l’ideale per un grest o un’animazione.
Nonostante ciò i ragazzi di Borsea erano pronti e attenti per divertirsi e ascoltare gli animatori.
Ad accoglierci insieme a loro anche il Parroco di Borsea Don Silvio Baccaro che ha voluto spiegare cosa fa “la Settimana” e la nostra Radio. I bambini hanno ascoltato volentieri e hanno capito il valore del nostro giornalismo.
In seguito abbiamo incontrato tre animatrici che svolgono il ruolo di coordinamento: Irene, Federica e Tania.
Hanno risposto alle domande e lo hanno fatto con grande precisione.
Irene, quando avete cominciato e quando finirete il vostro Grest?
Abbiamo cominciato lunedì 2 Luglio e finiremo Sabato 28 con la festa finale qui in Parrocchia.
Federica, tra animati e animatori quanti siete?
Per ora siamo arrivati ad avere 120 ragazzi e circa una trentina di animatori.
Tania, quali attività e laboratori avete?
Durante la settimana facciamo tante attività di vario genere, dalle canoe alla piscina al colorare le magliette della nostra festa finale. Poi abbiamo anche uscite come “Idrofollie”, “Castelbeach”…
…Interviene Irene…
Abbiamo talmente tante cose da fare che non ce le ricordiamo nemmeno. Abbiamo anche il “live park” che è un parco avventura in quel di Badia e poi la biciclettata al Cavallino alle Granze di Arquà… e tantissime altre cose.
E i ragazzi come sono?
Sono impegnativi, sono tanti e non ci aspettavamo questo numero elevato e ci rende comunque molto soddisfatti. Gli animatori sono maturi e bravi e ci danno una grossa mano in tutto questo.
Per te Federica?
Io sono molto contenta, anche del numero di bambini. Ci danno tantissima soddisfazione nonostante il grande baccano che fanno.
Mi unisco a Irene nel dire che abbiamo dei bravissimi animatori.
Tania?
Sono contenta come loro e devo dire che non me li aspettavo nemmeno io così tanti bambini, ma sono convinta che ce la faremo perchè siamo molto bravi.

Un grande saluto alle tre super animatrici che ci hanno accolto e danno l’appuntamento al 19 Luglio in Piazza Vittorio Emanuele per il consueto appuntamento della festa dei Grest della Vicaria rodigina dove anche quest’anno si esibiranno le animazioni locali, oltre a Borsea anche San Francesco, San Bortolo, Boara Polesine, Granzette e Concadirame con Grignano.

Un camposcuola “Up”!

 

Da qualche settimana sono partite le esperienze estive nelle parrocchie dell’unità pastorale del centro di Rovigo, i vari grest e animazioni. E domenica scorsa, 1 luglio è partito pure il primo camposcuola: direzione Val di Concei. Una squadra di quasi trenta ragazzini tra la quarta elementare e la prima media, pronti per vivere insieme una settimana all’insegna del giocare, del condividere e dello stare con Gesù.
A guidarci in questo viaggio è stato il film “Up”, che ha dato spunti per riflettere sull’amicizia e le nostre relazioni, sui nostri sogni, sui nostri progetti e soprattutto sul crescere insieme a chi è più grande di noi.
Ad aiutarci nella preghiera c’è stato il parroco di San Francesco, don Marino Zorzan, che ci ha fatto scoprire il valore dell’eucaristia, prendendone in analisi giorno per giorno una parte alla volta nella preghiera del mattino.
Il tempo è stato favorevole tutta la settimana, permettendo di giocare all’aperto e pure di scendere dal soggiorno Meriz, dove alloggiavamo, a piedi fino a Bezzecca per vedere i resti delle trincee e il cimitero garibaldino e poi – a grande attesa dei più piccoli – di fare pure un tuffo nel lago di Ledro.
Momento forte è stata la tradizionale “veglia alle stelle”, sul brano di Giovanni 15 – “amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi”, in cui ognuno dei ragazzini ha potuto lasciare una lettera personale a Gesù.
Inutile dire che la nostalgia di questi giorni si è fatta subito sentire nel cuore dei ragazzi, degli animatori e di Mattia (seminarista in servizio da ottobre scorso), ma mi sento di dire che è cosa buona perché significa che queste esperienze sono capaci di essere tappe fondamentali nella crescita dei ragazzi, diventando pietre miliari nel rapporto con Dio. Un grazie particolare va alle cuoche e a Danilo Turcato che sempre volontariamente si prodigano per la buona riuscita di queste attività.
Il campo si è concluso domenica scorsa, 8 luglio e la prossima partenza sarà domenica 15 con il gruppo dei preadolescenti, in direzione di Caviola.
Carichi di speranza per un’altra esperienza indimenticabile.

Don Enrico Schibuola

L’appello di Padre Zanotelli. “Rompiamo il silenzio sull’Africa”

“Rompiamo il silenzio sull’Africa” Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli africani stanno vivendo
Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo, come missionario e giornalista, uso la penna per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani, come in quelli di tutto il modo del resto.
Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale.
So che i mass-media, purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che veramente sta accadendo in Africa.
Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa.
È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.
È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur.
È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.
È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.
È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.
È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera. È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi.
È inaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa, soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi. È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia , Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU.
È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile. È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!).
Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi.
Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi.
Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact, contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti.
Ma i disperati della storia nessuno li fermerà.
Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica.
E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimane in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?).
Per questo vi prego di rompere questo silenzio-stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alla grandi testate nazionali?
E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti?
Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.
Alex Zanotelli è missionario italiano della comunità dei Comboniani, profondo conoscitore dell’Africa e direttore della rivista Mosaico di Pace

Il Vescovo Pierantonio racconta la sua esperienza in Mozambico

Al ritorno dalla visita alla missione che la nostra Diocesi, insieme alla Diocesi di Vicenza, ha aperto nell’Arcidiocesi di Beira in Mozambico, desidero condividere alcune considerazioni.

Innanzitutto mi piace sottolineare la straordinaria esperienza di comunione tra le tre chiese coinvolte in questo progetto missionario: Adria-Rovigo, Vicenza e Beira. Una missione condivisa tra due Diocesi è un’esperienza nuova e pertanto è stato molto importante che i due vescovi delle diocesi a cui appartengono i tre preti «fidei donum» si siano recati assieme a incontrare i missionari e a visitare le comunità in cui lavorano. Abbiamo potuto verificare che condividere l’impegno missionario non risponde solo ad esigenze di carattere pratico, ma esprime la realtà profonda del vissuto ecclesiale che è la comunione.
Una seconda riflessione riguarda la natura della missione: non è solo donare ma anche ricevere. Recandomi in Mozambico, ho avuto conferma di quanto possa essere utile anche per la nostra chiesa polesana il confronto con la chiesa di Beira. In questo anno pastorale abbiamo riflettuto molto sulla ministerialità e del ruolo dei laici: ebbene a Beira questa non è solo una bella idea, ma una realtà collaudata. La vita delle comunità cristiane infatti non dipende solo dal ministero del presbitero, ma anche da una serie di servizi («ministeri») affidati ai laici. In ogni comunità infatti c’è un animatore, che ha il compito di coordinare gli altri ministri laici e di tenere i rapporti con il presbitero-parroco. C’è chi è incaricato della catechesi, della liturgia, della carità, della amministrazione delle offerte che vengono raccolte, ecc. C’è anche chi ha il compito di tenere un momento di preghiera in occasione della sepoltura dei defunti (i funerali con la messa, come avviene da noi, sono molto rari).

Mi ha molto colpito poi la condizione di grande povertà in cui vive gran parte della popolazione e la percezione di un paese che non ha prospettive di sviluppo, nonostante l’abbondanza di materie prime. In Mozambico si tocca con mano il dramma dell’Africa, che attraverso il fenomeno migratorio coinvolge anche noi. Vista dall’Africa anche l’immigrazione assume una prospettiva molto diversa: si comprende che al di là delle motivazioni individuali c’è un enorme problema di sperequazione tra il Nord e il Sud del mondo e che finché non cercheremo di ripianarlo non sarà possibile governare i flussi migratori.

Un particolare apprezzamento vorrei esprimere all’impegno e alla sensibilità di don Giuseppe Mazzocco, che, assieme a don Maurizio e a don Davide di Vicenza, si è inserito con entusiasmo e generosità in questa nuova avventura missionaria.

Alla luce di quanto ho visto, mi sembra importante tenere viva nella nostra Diocesi l’informazione e lo scambio con la missione di Beira. Potrà poi essere utile programmare qualche visita che abbia degli obiettivi precisi (finalizzata cioè a progetti di collaborazione), avendo attenzione a non creare disagi all’attività dei missionari. Un sostegno molto importante, che ci verrà chiesto nel prossimo futuro, riguarda le strutture per le comunità affidate ai nostri preti, strutture che al momento quasi mancano del tutto. Ad esempio la parrocchia San Predro Claver, di cui è parroco don Giuseppe Mazzocco, ttualmente per la sua attività può contare solo un vecchio magazzino trasformato in cappella provvisoria. Oltre al sostegno economico, potrebbe essere di grande aiuto l’opera, anche per brevi periodi, di volontari esperti nel settore dell’edilizia e dell’impiantistica, con cui affiancare la mano d’opera locale. Gli spazi di impegno quindi non mancano: a noi il compito di crescere nella collaborazione missionaria per fare esperienza dell’universalità della chiesa.

+Pierantonio Pavanello
Vescovo

Dottor Clown in Palestina, lo hanno raccontato a Radio Volontariato

di Csv Rovigo

“Portiamo leggerezza”. Da dodici anni l’associazione Dottor Clown porta semplicemente questo nelle corsie dell’ospedale di Rovigo: leggerezza e un sorriso per aiutare a superare la malattia e la noia del ricovero. In aprile, tre volontari rodigini hanno “esportato” la loro leggerezza in una delle terre più sofferenti al mondo.
Nella nuova puntata di Radio Volontariato Diego e Sara raccontano la loro missione in Palestina, al seguito del team di Dottor Clown Italia, dove hanno portato sorrisi in ospedali, orfanotrofi e scuole. “Eravamo parte di un gruppo di 22 persone dall’Italia, ma anche dalla Spagna e dall’India – racconta Diego – Con loro abbiamo incontrato i colleghi al Caritas Baby Hospital in Cisgiordania, in cui si curano le leucemie infantili”.
Un’esperienza emozionante, ma anche piena di interrogativi, che i “nasi rossi” rodigini hanno affrontato con il loro bagaglio di esperienza e strumenti per entrare in relazione con gli altri: “Il potere del naso rosso e il linguaggio non verbale consentono di mettersi in contatto con le persone, superando anche le difficoltà a comunicare”, racconta Sara, che in questa occasione era alla sua prima missione all’estero.
I Dottor Clown si sono mossi attraverso territori contesi, colpiti dalla violenza e occupati militarmente da oltre cinquant’anni, eppure il clima che hanno trovato è stato di serenità e accoglienza: “Ciò che ho colto soprattutto – racconta Diego – non è stata la tensione, ma la voglia di creare ponti, anziché alzare muri”.
La puntata è in onda su Radio Kolbe nella seconda metà di giugno. Condotta da Francesco Casoni e Marco Dall’Ara del Centro servizi volontariato di Rovigo, si può ascoltare il giovedì alle 11.00 e alle 21.15, il sabato alle 21.00 e il mercoledì alle 17.05 sulle frequenze 91.200 e 94.500.

 

Il Vescovo in Mozambico a trovare la missione diocesana

 

Un viaggio di dieci giorni per conoscere la missione che le diocesi di Vicenza e quella di Adria-Rovigo stanno condividendo in quel di Beira, in Mozambico. Questo l’intento che ha portato il nostro Vescovo Pierantonio assieme al Vescovo della dicoesi Berica Mons. Beniamino Pizziol ad incontrare i religiosi missionari Vicentini e il nostro Sacerdote Don Giuseppe Mazzocco in terra africana.
Ad accoglierli all’aeroporto oltre ai religiosi anche il Vescovo di Beira Mons. Claudio Dalla Zuanna, missionario Deohniano anch’egli proveniente dalla provincia di Vicenza.
Emozionante l’incontro dei Pastori diocesani con la comunità mozambicana, che da subito hanno preso contatto con la realtà missionaria.
Dieci giorni possono essere pochi per entrare in contatto con il territorio e soprattutto nella relazione con le persone , ma possono bastare per sentire già la nostalgia e il cosiddetto “mal d’Africa”.
I Vescovi si sono impegnati e non poco in questo viaggio e il nostro Mons. Pavanello ha addirittura amministrato la Santa Cresima ad alcuni ragazzini , come ci viene raccontato da Don Giuseppe Mazzocco nella descrizione al nostro giornale e come è ben visibile dalle foto che andiamo a proporvi in queste due pagine speciali.
Nei prossimi numeri il Vescovo Pierantonio avrà modo di raccontarci la sua esperienza missionaria in questi luoghi così visibilmente poveri e abbandonati, dove nonostante tutto la gente crede ancora in un mondo e in un futuro migliore.

La Dr.ssa Patrizia Granata lascia la Scuola Sichirollo

La Dirigente dott.sa Patrizia Granata lascerà l’incarico all’inizio del nuovo anno scolastico 2018-2019. Vicepresidente del CNIS (coordinamento nazionale insegnanti specializzati) dell’Università di Padova, ha ideato e avvierà da settembre 2018, in collaborazione con la dott.sa Lucangeli, una nuova esperienza di scuola.
La Scuola Sichirollo, scuola di eccellenza nel campo dell’innovazione didattica,  ringrazia la dott.sa Granata e la accompagna con sentimenti di stima e affetto nel suo nuovo cammino.
La Scuola continuerà la sua strada mantenendo viva la professionalità e la passione che da sempre la caratterizzano, con il supporto della Fondazione San Giovanni Bosco, della Diocesi e della Provincia veneta dei Frati Cappuccini.