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Facciamo strada insieme…Da 17 anni. Intervista a Renzo e Claudia Boldrini per la Festa delle Famiglie

Cari Renzo e Caludia, 17a festa delle famiglie, quanti pensieri vi scorrono nella mente pensando alle edizioni passate e quali sono le emozioni in vista di questa nuova esperienza?
La Festa delle Famiglie ha un sapore sempre nuovo. 17 anni, 16 Feste… ognuna ha la sua storia, i suoi vissuti, le sue fatiche e le sue grandi, immense soddisfazioni, date dalla GIOIA sui volti delle persone che le hanno vissute, dai tanti gruppi famiglia che sono nati nelle varie parrocchie, da tanti Amici che hanno sentito il desiderio di impegnarsi in prima persona nella Pastorale Familiare… E anche questa Festa non fa eccezione! E’ come partire ogni volta per un nuovo viaggio. Non sai dove ti porterà, ma sai che devi partire perchè il cuore ti spinge ad andare…
Don Christian nello scorso numero ci ha un po’ raccontato da dove è partita l’idea per il tema di quest’anno, ma da parte vostra quali possono essere gli aspetti più importanti di questa edizione che affronta tematiche familiari molto particolari?
In realtà sono tematiche di vita vissuta, come quelle che abbiamo proposto in questi anni. Forse la differenza sta nel fatto che qui… ne abbiamo proposte ben 18 tutte insieme!!! E’ la storia di un racconto di vita nel quale speriamo che ognuno possa riconoscersi e tra questi “momenti” ciascuno possa scegliere quell’aspetto che lo interessa di più, che lo colpisce di più. Ed è per questo che l’iscrizione ai laboratori è PERSONALE: perchè, anche se si è in coppia, non è detto che entrambi stiamo vivendo la stessa difficoltà o abbiamo bisogno dello stesso approfondimento o condivisione.
Anche quest’anno oltre alle famiglie ci saranno i giovani a rendere la festa ancora più bella e allegra, quest’anno però ci saranno coppie giovani che avranno ruoli centrali nel laboratori, quali saranno?
I giovani avranno il ruolo che per noi è forse il più importante: l’ANIMAZIONE DEI BAMBINI E RAGAZZI. Senza di loro non si farebbe la Festa! E non ci stancheremo mai di dirlo e neppure di ringraziarli per l’immenso bene che ci donano! Per quanto riguarda i laboratori: ci saranno coppie e persone giovani e meno giovani che parteciperanno ai laboratori raccontando la loro esperienza di vita in qualità di “testimoni” in quello specifico ambito. Questo sarà il “la” per aprire poi la condivisione in gruppo. Gruppi piccoli, di 10 persone al massimo, dove sarà possibile parlare e ascoltare, con la moderazione di tutor. Ogni gruppo avrà sia il suo “testimone” che il suo tutor.
Lo abbiamo chiesto anche a Don Christian settimana scorsa , fai un invito a tutti per venire a questa festa delle famiglie.
Vorremmo dire che la festa delle famiglie non ha bisogno di invito. Ma sembrerebbe presunzione… Diciamo allora che spesso le Famiglie dicono di sentirsi stanche, di aver bisogno di momenti di ricarica, di incontrare persone che vivono le stesse fatiche e le stesse gioie, con cui confrontarsi… Ecco! La Festa delle Famiglie è tutto questo! E forse mai come quest’anno i laboratori offriranno una ghiotta occasione di condivisione e arricchimento, dopo aver ascoltato la relazione di Davide e Nicoletta Oreglia che conosciamo essere frizzanti e coinvolgenti! E il pomeriggio prima della Santa Messa? Una esperienza nuova, divertente e di grande entusiasmo: balli popolari guidati da un grande personaggio, Mirko Castello, con il quale abbiamo danzato anche ad Oasi Familiare. Cosa aggiungere? VENITE! VI ASPETTIAMO NUMEROSI PERCHE’ NE VALE LA PENA!! Senza di voi, che Festa è??? E non dimenticate di iscrivervi!!!

“Giro Tonda” i bambini rianimano il centro

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“Come nascono le storie? Guardando ciò che ci circonda. Tenendo occhi, orecchie e braccia sempre aperte per accogliere e poi raccontare”. Lo ha detto ad una folla di ragazzini Maria Gianola, autrice ed illustratrice di libri per bambini, protagonista con il suo libro “Jorge e Pepito” , edito da Tunué nell’aprile scorso, dell’anteprima della rassegna Girotonda, presentata proprio ieri pomeriggio al Multispazio sezione ragazzi dell’Accademia dei Concordi.
Girotonda, il cui nome evoca appunto il girotondo dei bambini e la chiesa della Rotonda, è una rassegna di 5 appuntamenti dedicati ai più piccoli ed alle loro famiglie. Si svolgerà ogni giovedi, dal 14 giugno al 12 luglio, in piazza XX Settembre, dalle 21,00 in poi. Ad idearla e ad organizzarla l’Associazione culturale l’Asino d’Oro e il Viavai dei Piccoli con Carlotta Ravanello, Micol Andreasi, Chiara Ghinato, Franco Ravanello e Roberto Samiolo. A promuoverla è il Comune di Rovigo con l’Assessore alla Cultura ed alle Politiche Giovanili, Alessandra Sguotti, l’Accademia dei Concordi e con il sostegno della Fondazione Banca del Monte di Rovigo.
La promozione e la diffusione della pratica della lettura, la creazione di opportunità per le famiglie, ma anche e soprattutto la tutela di un luogo, tra i più belli della città e del Polesine intero, piazza della Rotonda sono tra gli obiettivi della manifestazione. “Tengo in modo particolare a questo evento – ha esordito l’assessore Sguotti – per tanti motivi, ma soprattutto perché tengo a Piazza XX Settembre, un luogo preso d’assalto troppo spesso da teppistelli ignari di ogni rispetto e senso civico”. “Un modo gentile – ha detto Carlotta Ravanello – per permettere a Rovigo ed ai suoi bambini di riappropriarsi di un angolo della città e farlo vivere di sorrisi, musica, parole”. “Un’occasione – ha aggiunto poi Micol Andreasi – per lasciarsi educare alla bellezza contenuta nelle storie protagoniste delle serate e della meravigliosa chiesa della Beata Vergine del Soccorso”. “E anche – ha concluso il dottor Fiorenzo Scaranello, consigliere dell’Accademia dei Concordi – un modo per ripensare la città a partire dagli spazi per i bambini e le famiglie. 
L’unico atto di civiltà capace di aprire ad un futuro migliore”.
Nell’attesa del primo appuntamento con la scrittrice Manuela Monari, ci pensa la veneziana Maria Gianola ai bambini: racconta la storia di Jorge e Pepito e poi assegna carta, forbici e colori e da spazio alla creatività!!!

Formazione giornalisti con lo IUS soli

L’immigrazione con i diritti e i doveri di cittadinanza, il portato delle seconde generazioni e il dibattito sul riconoscimento dello jus soli, le frontiere dell’integrazione nella vita di ogni ogni giorno dalla scuola al mondo del lavoro. Tanti i temi, ma un unico filo conduttore quello che, tra dati ed esperienze sul campo, verrà dipanato nei due appuntamenti organizzati a Rovigo da Associazione polesana di stampa (sezione territoriale del Sindacato dei giornalisti del Veneto), Articolo 21 Veneto, Caritas diocesana di Adria-Rovigo, Informazione sociale con il riconoscimento dell’Ordine dei giornalisti.

Si inizierà giovedì 24 maggio alle 18 nella Sala Celio di via Ricchieri con un dibattito pubblico dal titolo “Migrazione e media locali”

In quest’occasione verrà presentata una ricerca condotta tra maggio e settembre 2017 dalla dottoressa Sofia Paresani della Cooperativa Porto Alegre riguardante la modalità di rappresentazione del fenomeno migratorio attraverso i quotidiani locali. Grazie al contributo del giornalista Cristiano Draghi, dei ricercatori Paola Barretta (Osservatorio di Pavia e coordinatrice del rapporto Carta di Roma sulle migrazioni) e Ugo Melchionda (Referente per l’Italia del rapporto internazionale Ocse sulle migrazioni), insieme a Monica Andolfatto (Segretaria del Sindacato dei giornalisti del Veneto) e Gianluca Amadori (Presidente dell’Ordine dei giornalisti del Veneto) e Carlo Zagato (presidente della Cooperativa Porto Alegre), l’incontro sarà l’occasione per riflettere e confrontarsi sull’uso del linguaggio giornalistico che con continenza, pertinenza, veridicità, semplicità, efficacia deve descrivere temi complessi come quello migratorio.

Venerdì 25, dalle 9 alle 13.30, il Centro giovanile Don Bosco di via Marconi ospiterà una giornata di formazione rivolta a giornalisti e operatori sociali dal titolo “ Migrazioni e ius soli: dirittto, solidarietà, integrazione e deontologia”. Per il secondo anno consecutivo infatti Caritas diocesana di Adria-Rovigo, Associazione Polesana della stampa, Articolo 21 Veneto e Associazione InFormazione Sociale collaborano per offrire a quanti si occupano di comunicazione un’occasione di formazione e riflessione etica su temi d’interesse sociale.

Oltre a Barretta e Melchionda, che porteranno dati e numeri verificati, interverranno la giornalista Eleonora Camilli (Redattore Sociale) sul nesso tra Carta di Roma e linguaggi dell’informazione, con l’avvocato Giovanni Barbariol (Avvocati di strada), che approfondirà il tema sul versante legale, e il professor Fabio Cusin, che porterà esperienze e riflessioni sui percorsi didattici nelle scuole, dove spesso integrazione e dialogo procedono con maggiore speditezza, grazie alla condivisione di spazi e proposte formative. Facilitatori nei gruppi di lavoro saranno Nicola Chiarini, Maurizio Romanato (entrambi impegnati nel Sindacato dei giornalisti del Veneto) con Dario Fortin (Informazione sociale), giornalista pubblicista e docente dell’università di Trento.

Alessandro Rosina e il “Futuro che (non) c’è”… Domani alle 16 in Piazza Garibaldi.

Che valore può avere la sua presenza al Festival biblico?

I motivi di possibile valore che può avere la mia presenza sono principalmente tre: innanzi tutto è un grande piacere partecipare a questo festival e poterlo fare nel mio territorio d’origine; un altro grande valore è quello della bibbia, che è un libro importantissimo sia per i credenti che per i non credenti, sopratutto è un libro ricco di indicazioni e di insegnamenti sui quali confrontarsi; il terzo valore è quello del futuro strettamente legato alla Bibbia che racconta le nostre radici e i valori e il nostro passato e che al tempo stesso ci proietta in avanti verso il futuro. Inoltre è bello cogliere la sfida di affrontare questo tema in connessione con la Bibbia.

Da dove nasce il titolo il futuro che (non) c’è e che cosa vuole comunicare alla nostra società ?

Il titolo nasce come una provocazione così come lo era quello del libro precedente:”Non è un paese per giovani”, Al centro di questo libro c’era l’importanza di investire sulle nuove generazioni; tornando al “ il futuro che (non) c’e” il “non” è tra parentesi perché la conclusione a cui si giunge è che il futuro non è mai completamente scritto nel presente e si può sempre trovare qualcosa di positivo, infatti nella storia umana l’uomo ha sempre superato le difficoltà ribaltandole a proprio favore per realizzare i propri desideri. È importante ricordare che il futuro non può essere rubato da nessuno anche s la situazione sembra sfavorevole come in Italia. l’impegno di costruire un futuro migliore spetta alle nuove generazioni che hanno il compito di continuare a sperare in un futuro migliore.

“Il futuro è incertezza, una porta sempre aperta”. Così Alessandro Rosina ha esordito spiegandoci qual è il tipo di futuro che si aspetta.
Il professore ha risposto prontamente alle nostre domande, delineandoci l’immagine di un futuro che si pone più incerto rispetto a quello che si prospettava alle generazioni passate.
A parer suo questo nostro spaesamento nei confronti dell’innovazione è giustificato dal fatto che l’uomo non ha più il completo controllo delle situazioni a causa del progresso che è sempre più rapido tuttavia questo non deve rappresentare un problema bensì bisogna intendere il futuro come qualcosa di differente dal presente, un “diverso” teso al miglioramento.
In merito alla domanda “qual è la strada giusta da seguire per costruire il miglior futuro possibile?” il professore ci ha parlato di scelte individuali e collettive, decisioni più giuste in vista dell’obbiettivo di un avvenire migliore che rappresentano uno dei tanti passi da compiere in questo cammino, un cammino durante il quale, dice lui, si può anche sbagliare strada ma in cui è d’obbligo imparare dai propri errori per far si che non si ripetano. La chiave del miglioramento è racchiusa nel non accontentarsi del presente, nell’ avere un progetto e nel mettersi in gioco. La generazione attuale non deve essere migliore delle generazioni passate ma la migliore del proprio tempo e questo perché solo i giovani possono far sì che le loro aspettative si avverino.

I ragazzi del Liceo
“Celio-Roccati”

Liceo Celio-Roccati per la comunicazione del Festival Biblico

di – Liceo Celio-Roccati

“Chissà come sarà lui domani, su quali strade camminerà, cosa avrà nelle sue mani”. Futuro è il tema scelto per il Festival Biblico 2018, filo conduttore delle cinque giornate dell’evento. È una parola astratta a cui è difficile dare una definizione. La celebre frase era cantata da Lucio Dalla in “Futura” mentre pensava a due giovani persi nel loro amore e il “lui” a cui si rivolge la giovane innamorata è un ragazzo di Berlino impaurito al pensiero del domani. Ma se quel “lui” fosse il futuro?
Futuro è uno degli interrogativi che da sempre affascinano l’uomo, ma che allo stesso tempo incute timore. Esso è curiosità per un cammino di cui ancora non conosciamo i passi, speranza in un domani migliore, immaginazione di un giorno in cui l’uomo saprà cosa significa futuro. Il Festival ci offre la possibilità di scoprire cosa la Bibbia ha da dire su questo tema, ma è necessario approfondire in primo momento l’etimologia della parola.
Il vocabolo deriva da futurus participio futuro del verbo latino sum (essere), che si traduce con “che sarà, che è per essere”. Spesso confondiamo il futuro con il nuovo, ma sono concetti distinti. Il nuovo è differenza rispetto al prima, rifiuto per qualcosa che non vogliamo più. Futuro non è semplicemente una critica al passato, ma una visione sul domani, una speranza.
Occorre fare anche un’analisi sul concetto di tempo che nel mondo ebraico e cristiano ha assunto un duplice aspetto: l’errare costante dell’uomo e l’agire di Dio. Col trascorrere dei secoli esso è sempre più possesso dell’uomo anziché di Dio.
Il futuro è un intreccio tra la concezione di tempo e la riflessione su noi stessi, una moltitudine di possibilità e decisioni date e prese. Esso implica la libertà umana di fare e di lasciar essere.
Per costruire il nostro futuro è necessario prima vivere appieno il presente, prendersene cura, impegnarsi perché solo in questo modo il futuro può diventare il luogo dove i desideri non saranno solo fantasie ma diventeranno realtà. L’evento si terrà nel centro di Rovigo dal 16 al 20 Maggio 2018. Siete pronti ad iniziare questo viaggio tra sogni ed emozioni attraverso musica, cinema, teatro e molto altro?
Per futuri aggiornamenti si possono consultare i siti celioroccati.gov.it, alla sezione Alternanza scuola – lavoro, o festivalbiblico.it.
I ragazzi del Liceo Celio-Roccati debuttano come giornalisti per il Festival Biblico. La quinta edizione della manifestazione offre ai giovani la possibilità di avvicinarsi a diversi ambiti della comunicazione, mediante il giornalismo, i social media e una diretta interazione con bambini e adulti. L’obiettivo è informare la cittadinanza sull’evento culturale che si terrà dal 17 al 20 maggio e avrà come tema: “Futuro”.
L’attività di alternanza scuola – lavoro degli studenti dei licei Classico, Linguistico ed Economico Sociale ha preso il via alla fine di febbraio con un incontro con lo staff di comunicazione del Festival Biblico e alcuni docenti tutor del Celio Roccati.
Hanno così avuto modo di comprendere le modalità, gli eventi, gli ospiti e le dinamiche del Festival. Hanno così costituito una vera e propria redazione che si riunisce una volta alla settimana per scrivere, intervistare, divulgare le informazioni più importanti attraverso importanti canali mediatici: giornali, web e social. È importante seguire la loro attività perché offriranno fondamentali spunti di riflessione anche per i loro coetanei e aiuteranno i loro lettori a scoprire gli eventi del Festival Biblico 2018.
I ragazzi sono stati accolti in questa attività perché rappresentano una risorsa di idee nuove e giovanili, inoltre possono coinvolgere i loro coetanei a partecipare al weekend del Festival.
Con ciò, cittadinanza, studenti e alternanza scuola lavoro si uniscono e collaborano per uno scopo comune: promuovere la cultura e il dialogo.

Festa delle famiglie per l’Unità Pastorale

Le famiglie dell’Unità Pastorale di Boara Polesine, Granzette e Concadirame hanno festeggiato domenica 15 Aprile incontrandosi una giornata intera presso la Parrocchia di San Pietro Apostolo.
Un’occasione per stare assieme, divertirsi e meditare, una giornata preparata da tempo dalle famiglie delle tre Parrocchie guidate da Don Giuliano Gulmini e Don Ionut Ursuleac.
Granzette è stato il centro della festa con la Santa Messa delle ore 10 celebrata proprio da Don Giuliano che ha manifestato la sua gioia nel vedere le tre realtà unite in questa bella festa.
Poi le famiglie hanno sostato presso l’Oratorio “Don Adriano” con l’aperitivo e il pranzo dove si è potuto vivere un momento di convivialità e dialogo.
Qui ha voluto esserci anche il responsabile diocesano dell’Ufficio Famiglie, Don Christian Malanchin, felice anch’egli di questa realtà che si è messa assieme in questo momento storico dove spesso le divisioni la fanno da padrone.
Nel pomeriggio il meteo nuvoloso non ha impedito ai partecipanti di fare una bella passeggiata per la strada ciclabile che collega Rovigo a Granzette e Boara, qui si sono svolti giochi e balli per vivere una domenica in autentica serenità.

 

Siria: Usa, Gran Bretagna e Francia attaccano nella notte. Colpiti un centro di ricerca, un deposito di armi chimiche e un impianto di stoccaggio

Sono le 21.06 quando il presidente Donald Trump annuncia al suo Paese che pochi minuti prima gli Stati Uniti, in un’operazione congiunta con Francia e Regno Unito, hanno sferrato un attacco di precisione contro la Siria. Il commander in chief spiega agli americani le ragioni della sua scelta, nonostante qualche giorno prima avesse parlato di ritiro delle truppe Usa dal territorio siriano. “Sabato il regime di Assad ha di nuovo usato armi chimiche per massacrare civili innocenti, nella città di Douma. Queste non sono le azioni di un uomo, sono crimini di un mostro” attacca duramente Trump che giustifica il bombardamento alleato come “un forte deterrente contro la produzione, la diffusione e l’uso di armi chimiche. Stabilire questo deterrente è un interesse vitale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”. In questa precisazione c’e’ la giustificazione presidenziale di un’azione senza il consenso del Congresso. La Costituzione statunitense, infatti, nell’articolo I conferisce al Congresso i poteri di “dichiarare guerra” e finanziare tutte le forze armate impegnate in operazioni belliche, ma l’articolo II conferisce al presidente il “potere esecutivo” e lo rende “comandante in capo” dell’esercito, un potere che parecchi presidenti, e oggi anche Trump, hanno interpretato per usare l’esercito senza l’espressa autorizzazione delle due Camere. Intanto, nei suoi 7 minuti, il presidente torna a scagliarsi contro Russia ed Iran, “due tra i governi maggiormente responsabili del sostegno, dell’equipaggiamento e del finanziamento del regime criminale di Assad”. E li aggredisce verbalmente se vogliono essere “nazioni associate all’omicidio di massa di uomini, donne e bambini innocenti” e se vogliono continuare a sostenere “Stati canaglia, brutali tiranni e dittatori assassini”. Nel mirino del fuoco di parole finisce anche Putin, che “aveva promesso nel 2013 al mondo che avrebbe garantito l’eliminazione delle armi chimiche della Siria”.

“Il recente attacco di Assad – e la risposta di oggi – sono il risultato diretto del fallimento della Russia nel mantenere questa promessa. La Russia deve decidere se continuare su questa strada oscura o se si unirsi alle nazioni civili come forza per la stabilità e la pace”. Infine, il presidente elenca i suoi successi nello sdradicare l’Isis dal territorio che aveva occupato in Siria, le rafforzate alleanze con i Paesi del Golfo persico e con l’Egitto, i tentativi di migliorare il Medio Oriente, “un posto travagliato, dove gli Stati Uniti resteranno un partner e un amico”, ma “il destino della regione resta nelle mani della sua stessa gente”. In conclusione, invita gli americani alla preghiera per i propri militari e per la propria missione, ma anche per “coloro che soffrono in Siria perché Dio guidi l’intera regione verso un futuro di dignità e di pace”. Il presidente rassicura sul fatto che obiettivi dell’attacco sono stati un centro di ricerca scientifica nella capitale siriana, un deposito di armi chimiche e un impianto di stoccaggio delle stesse a pochi chilometri da Homs. La tv di Stato siriana annuncia che i missili su Homs sono stati intercettati e distrutti, ma almeno tre persone sono rimaste ferite. Intanto l’ambasciatore russo negli Stati Uniti, Anatoly Antonov, su Facebook annuncia che ci saranno “conseguenze” dopo gli attacchi e aggiunge che “insultare il presidente della Russia è inaccettabile e inammissibile”, e gli Stati Uniti “non hanno alcun diritto morale di incolpare altri Paesi”, possedendo essi stessi un vasto arsenale di armi chimiche.

Giovani verso la “Rinascita”

di Don Fabio Finotello e Enrico Zamariola

Festagiovani2018 ha raccolto ancora una volta una comunità giovanile mescolata nei territori ricchi e variegati della nostra Chiesa, nella bellezza di un camminare insieme – questa volta anche fisico, lungo le sinuose rive del grande fiume – che ci ha fatto riscoprire la sempre vigorosa vitalità del Vangelo: non dimenticheremo i volti bellissimi dei giovani delle località ospitanti quest’ultima bella edizione, orgogliosi di aprire i loro cuori e la loro terra a tanti fratelli capaci di mettere la firma insieme a loro sotto il volto di Cristo, e di muoversi per le strade di una città chiaramente riconoscibili come discepoli di Gesù. La forza di questi giovani è forza del nostro Polesine, ed è una grazia di cui rallegrarci, un segno che la nostra Chiesa, quando opera tutta insieme, sa parlare di Cristo al cuore dei giovani seminando in loro la chiamata evangelica a sentirsi responsabili davanti al mondo di un futuro che sia secondo il cuore di Gesù.

Approfondimenti ne “la Settimana” in uscita questa settimana.

Il “Futuro” del Festival Biblico. A Rovigo dal 17 al 20 Maggio

Dal 3 al 27 maggio 2018 torna il festival culturale diffuso promosso da Diocesi di Vicenza e Società San Paolo: un mese di appuntamenti – conferenze, incontri, meditazioni, letture, visite guidate, ma anche concerti, mostre, spettacoli e performance artistiche – che coinvolgeranno le città e le province di Vicenza, Verona, Padova, Rovigo e Vittorio Veneto per interrogare e interrogarsi, attraverso diversi linguaggi e da diverse prospettive, su quello che la Bibbia ha, oggi, da dire sul futuro, cercando di tracciare più sentieri possibili per rispondere a una delle questioni che più contraddistinguono il nostro essere nel mondo.
Perché quella sul futuro è una domanda che ci connette al mistero del tempo che da sempre inquieta gli uomini e muove emozioni profonde che nutrono società, scienze, filosofie, religioni e arti. In questa prospettiva il Festival Biblico prosegue il proprio cammino nel progetto di scoperta – e riscoperta – del “Libro dei libri” e lo fa, ancora una volta, attraverso una pluralità di voci che indagheranno, ciascuna dal proprio punto di vista, il tema del futuro, inteso principalmente nel suo rapporto costitutivo con la nostra esistenza, suggerendo nuovi spazi di riflessione e visioni inedite.
L’edizione 2018
Uno dei tratti distintivi del Festival Biblico è, infatti, da sempre, la capacità di unire in maniera originale e inattesa voci differenti: anche il programma della quattordicesima edizione si caratterizzerà per un’articolata proposta culturale che metterà in dialogo teologi, biblisti, pastori e alcune delle personalità più autorevoli del mondo religioso, non solo cattolico, con sociologi, economisti, scienziati, giornalisti e artisti. A partire dalla serata inaugurale di giovedì 3 a Vicenza che vedrà sullo stesso palco, la giornalista Concita De Gregorio e padre Luciano Manicardi, priore della Comunità di Bose. A moderare l’incontro – dal titolo L’attesa dice il futuro. Il bisogno primario di connettere l’oggi al domani – sarà Marino Sinibaldi, direttore di Rai Radio3.
Chiuderà, invece, il Festival, domenica 27, Giacomo Poretti con il suo Al Paradiso è meglio credere. Un appuntamento molto atteso quello con l’attore dell’amato trio Aldo, Giovanni e Giacomo, che tornerà a Vicenza dopo aver aperto nel 2017, la precedente edizione del Festival.
Tra queste due date, un calendario di oltre 200 incontri che andranno a toccare alcuni dei temi che animano maggiormente il dibattito contemporaneo intorno al futuro, ma anche a riflettere su alcune delle istanze più profonde che muovono da sempre l’essere umano e che sono intrinsecamente legate al tempo e al suo trascorrere.
Ricchi di spunti e di momenti di approfondimento saranno, naturalmente, il percorso biblico – che coinvolge tutte le sedi del Festival e vede tra i protagonisti di quest’anno importanti biblisti e teologi come Marinella Perroni e Cristina Simonelli (Padova, venerdì 11), padre Jean Louis Ska sj (Padova, sabato 12), suor M. Cristina Caracciolo (Rovigo, sabato 19) Luigi Santopaolo (Vicenza, martedì 22), don Andrea Albertin (Vicenza, mercoledì 23), Rosanna Virgili (Vicenza, venerdì 25), Lena Residori e Rosalba Manes (Vicenza, sabato 26), Robert Cheaib e Annalisa Guida (entrambi a Vicenza, sabato 26) – e quello ecumenico con due importanti appuntamenti: a Vicenza sabato 26, Tracce di futuro. Progetti nel dialogo ecumenico e nel dialogo interreligioso, con Piero Coda (teologo), Evangelos Yfantidis (vicario generale dell’Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta) e Sharazad Houzmand (teologa islamica), e a Padova domenica 13 maggio Il futuro delle religioni e il futuro nelle religioni, con Rav Adolfo Ahron Locci (rabbino capo di Padova), mons. Giuliano Zatti (vicario generale), Cenap Aydin (Istituto Tevere), Marcello Ghilardi (docente) e monaca Svamini Hamsananda Giri (Unione Induista Italiana).
Tra i numerosi ospiti di questa quattordicesima edizione ricordiamo, inoltre, a Vicenza, Romano Prodi, Marco Damilano e Ilvo Diamanti impegnati in un confronto a tre su Europa, futuro e bene comune (martedì 22); il noto sondaggista Nando Pagnoncelli che, sempre con Diamanti, parlerà di ascolto e statistica come necessarie premesse a qualsivoglia discorso sul futuro (giovedì 24); mentre il giornalista Luca De Biase (mercoledì 23), Andrea Pezzi, imprenditore nel campo del digitale (giovedì 24), Piero Bianucci, giornalista scientifico, e il teologo padre Paolo Benanti (domenica 27), si interrogheranno sul rapporto tra uomo, macchine e nuove tecnologie.
A Verona, sabato 5, lo stesso tema sarà esplorato da Francesco Magagnino (TEDx Verona), Andrea Vaccaro (filosofo, teologo) e Marta Bertolaso (filosofa della scienza).