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In.Con.Tra: Don Enrico ci presenta la giornata dei giovani del 27 Gennaio

IN.CON.TRA, è questo il nome che la Pastorale giovanile di Adria–Rovigo, capitanata da Don Enrico Turcato ha voluto dare all’evento che si svolgerà Domenica 27 Gennaio ad Arquà Polesine.
Don Enrico, è la tua prima importante esperienza come responsabile della Pastora– le giovanile, questo incontro apre un nuovo modo di vedere quella che era conosciuta come “Festa giovani”. Qual è la novità di questo evento? Partiamo dal fatto che IN.CON.TRA. non è Festagiovani e non vuole essere un evento. IN.CON.TRA. è, e vorrà essere per il futuro, un percorso di ascolto dei giovani, potremmo dire che vuole avere il sapore del primo frutto diocesano del Sinodo che si è tenuto ad ottobre scorso in Vaticano. Forse non è ancora un frutto maturo, è ancora un po’ acerbo ma vogliamo farlo maturare. Ascoltare i giovani è la priorità che ci diamo perché la Pastorale Giovanile sia con i giovani e per i giovani. IN.CON.TRA. vuole essere l’occasione per dare voce ai giovani.
IN.CON.TRA. non vuole essere un evento. In che senso?
Non si può negare che abbia il sapore dell’evento, e non possiamo nemmeno negare che un po’ lo sia, ma IN.CON.TRA. vuole, prima di tutto, essere uno stile. Vorrebbe aiutare la nostra Chiesa diocesana a darsi uno stile sinodale nei confronti dei giovani. Questo stile parte da tre verbi INcontrarsi, CONFrontarsi per poi TRAsformare la prassi. Questa non è una strada semplice da percorrere perchè chiede la pazienza dei piccoli passi possibili, oggi, per questo nostro territorio. La novità di que– sto “non–evento” è il profumo della sinodalità che vorremmo respirare, a lungo termine.
Anche la data è una novità, il 27 gennaio non è sicuramente la consuetudine per gli incontri dei giovani, quale motivo ha spinto te e la tua equipe a scegliere questa giorno?  La scelta è stata motivata dalla Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà a Panama dal 25 al 27gennaio. Non potendo partecipare abbiamo scelto di vivere, qui, da noi, un incontro dei giovani. Poi forse è un periodo pastoralmente poco esplorato e poco “occupato”…perché non provarci?
Quali saranno i principali momenti della giornata? La giornata si aprirà alle 9.00 con l’accoglienza presso il teatro di Arquà Polesi– ne e una provocazione dal linguaggio artisti– co sulla vita di un giovane della nostra diocesi,Nicola Perin, di Borsea, che per una malattia ci ha lasciati in fretta nel 2015 ma che ha lasciato una eredità preziosa e semplice nello stesso tempo: la testimonianza della sua vita. Ci provocherà a mettere ciò che siamo a disposizione degli altri. Poi, il resto della mattinata darà voce ai giovani attraverso quattro workshop gestiti da quattro adulti che sappiamo saper ascoltare i giovani per il loro servizio. Poi il pranzo sarà particolare, non anticipo troppo, ma sarà un momento “formato famiglia”. Dopo pranzo, a digestione avvenuta, la Messa presieduta dal Vescovo Pierantonio, nella Giornata del Seminario Diocesano e poi, al termine l’annuncio della prossima GMG in diretta da Panama. Dovremmo, se stiamo nei tempi, concludere in contemporanea con l’annuncio.
Per partecipare bisogna iscriversi? Certamente è meglio iscriversi anche per favorire l’organizzazione. Basta mandare una email a in.con.tra.19@ gmail.com entro il 25 gennaio con il numero di partecipanti, si riceverà poi un modulo da compilare e conse– gnare in segreteria al momento dell’arrivo ad Arquà. Sarà possibile iscriversi anche all’ultimo secondo…ma cerchiamo di farlo per tempo.
Da qualche mese è iniziato un nuovo cammino per la realtà giovanile diocesana, quali saranno i passi successivi dopo IN.CON. TRA? I passi successivi nasceranno da IN.CON.TRA, ma già sono in calendario, per la primavera, i corsi di formazione per animatori che ogni anno muovono tantissimi adolescenti e giovani, circa 600 lo scorso anno.
In agenda c’è poi un momento per tutti i giovani in vista dell’estate il 7 giugno prossimo, a Rovigo–Seminario che si concluderà con la Veglia di Pentecoste diocesana e poi… qualche proposta per vivere l’estate. Senza dimenticare i due week–end di spiritualità per giovani di 4–5 superiore (3–5 marzo) e per universitari e lavoratori (29–31 marzo) in collaborazione con l’ufficio di Pastorale Vocazionale e il Triduo Pasquale in GP2.
Per chiudere ti chiedo di poterci regalare una tua riflessione sulle parole che Papa Francesco ha inviato ai ragazzi che raggiungeranno Panama a fine Gennaio. «Mettersi al servizio del prossimo non signica soltanto es– sere pronti all’azione; bisogna anche mettersi in dialogo con Dio, in atteggiamento di ascolto, come ha fatto Maria» Oggi tanti giovani, anche nelle nostre comunità, sono disposti a dire il loro “sì” quando trovano qualche adulto capace di custodire il suo “sì”, senza distruggerlo e senza fargli del male, adulti che attendono ma non pretendono. Il “sì” dei giovani di oggi nasce nella fatica del riuscire a farsi spazio dentro la foresta del “si è sempre fatto così” e per questo è un “sì” che ha tutta la ricchezza di un nuovo inizio. I giovani sono simili a Maria, si fanno domande, interrogano il cielo. IN.CON.TRA. prova ad essere questo spazio d’aria.

Successo per la prima Notte Giovane “Ti ho visto…”

Da L’equipe
di Pastorale giovanile e vocazionale

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Si è tenuto, venerdì 26 ottobre scorso, presso la chiesa di San Domenico a Rovigo, il primo incontro dei giovani della diocesi nel nuovo anno pastorale. A guidare l’incontro il Vescovo Pierantonio insieme alla equipe di Pastorale Giovanile. L’incontro, iniziato con la consegna a tutti i presenti della “bisaccia” – segno che accompagnerà tutte le iniziative del Servizio diocesano di pastorale giovanile e vocazionale in questo 2018-2019 – aveva l’obiettivo di “guardarsi in faccia” tra le varie realtà presenti sul territorio diocesano e sentirsi parte di un progetto che chiede ad ogni giovane, ad ogni gruppo giovanile di rileggersi a partire dal bene che c’è e che spesso non fa rumore. “5pani&2pesci” lo slogan che accompagnerà il percorso.
Il racconto evangelico riletto in forma teatrale da alcuni giovani ha dato la chiave di accesso a questo percorso e all’incontro di venerdì proseguito con un confronto a piccoli gruppi, cui ha preso parte anche il Vescovo, sulle risorse di ognuno, sui 5pani e 2 pesci che ciascuno possiede e che può mettere a disposizione degli altri. L’incontro è poi proseguito con la presentazione dell’equipe di Pastorale Giovanile e Vocazionale e del programma (che “La Settimana” riporta qui sotto ) dell’Anno Pastorale. La serata ben partecipata si è conclusa con la preghiera comunitaria che ha tarsformato le condivisioni e ciò che si è ascoltato in offerta al Signore di tutto il bene che c’è per la vita degli altri.

 

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Si parte! Don Enrico Turcato presenta il suo primo “Start&go”

di Thomas Paparella (da Radio Kolbe Rovigo)
Dopo 7 anni come Vicario Parrocchiale al Duomo di Santa Sofia a Lendinara Don Enrico è stato chiamato a prendere “l’eredità” di Don Fabio Finotello che per sei anni ha guidato la Pastorale giovanile.
«Per me è una sfida che parte da una fiducia importante che mi è stata data dal Vescovo per la guida della Pastorale Giovanile» inizia Don Enrico «Dai giovani di Lendinara mi ritrovo ad accogliere un numero smisurato di ragazzi che provengono da tutta la diocesi. La Parrocchia ha dei “confini” e ti dà la possibilità di consocere tutti i giovani, mentre la diocesi ti rende la cosa un po’ più complessa».

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La cosa che spinge Don Enrico è anche la voglia di conoscere ragazzi che non si sono mai affacciati al mondo della Fede : «Tutti i nostri eventi, a partire dal primo “Start&go” di Venerdì 26 Ottobre sono aperti a tutti i giovani, anche a quelli che non fanno parte di una parrocchia o di un gruppo religioso».
Da quest’anno un’equipe di 5/6 persone aiuterà Don Enrico nella Pastorale  per poter ascoltare con attenzione i bisogni e le risorse che ha il nostro territorio a livello giovanile.
Un ricordo anche per la realtà di Lendinara che tra qualche giorno lascerà ufficialmente: «Lascio un luogo che mi ha dato tanto e che ovviamente mi mancherà perchè ho visto crescere tantissime cose e tantissime persone. Ora sono chiamato ad una nuova missione».

Appuntamento “Start&go” Venerdì 26 Ottobre Chiesa di San Domenico alle ore 21

Don Enrico Turcato si racconta come nuovo responsabile dei giovani diocesani

di Thomas Paparella

La scorsa settimana abbiamo intervistato Don Fabio Finotello che ha salutato la pastorale giovanile diocesana con un forte “in bocca al lupo” al suo successore Don Enrico Turcato. Oggi raggiungiamo proprio Don Enrico che si appresta a cominciare una nuova avventura dopo sette anni nella Parrocchia di Santa Sofia di Lendinara.

Caro Don Enrico quali sono le tue emozioni in vista di questa nuova esperienza?Il mandato che ricevo è, prima di ogni altra cosa, un atto di fiducia che mi è stato accordato e di cui ringrazio il Vescovo e don Damiano. Una signora di Lendinara, dopo aver sentito del mio trasferimento mi ha detto: “L’è stà promosso! El sarà contento!”. Onestamente non ho mai letto la mia nomina a Direttore del Servizio diocesano di Pastorale Giovanile come una promozione e nemmeno lo voglio pensare. Preferisco pensare, e così ho detto ai giovani della mia parrocchia, che semplicemente la Chiesa mi sta chiedendo di allargare il mio cuore ad una porzione più ampia di giovani. Entro allora in questo servizio diocesano, che comporta certamente responsabilità maggiori, con la serenità di chi sa che amare non è facile ma quando si dona un po’ al Signore, Lui sa aprire strade inesplorate e talvolta anche più avventurose. La Pastorale Giovanile diocesana sarà il mio terreno da esplorare e la mia avventura da vivere.
Ci provo sapendo di poter contare sull’aiuto di persone valide.

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Chi ti ha preceduto (Don Fabio) ha “disegnato” nuove idee e cammini di pastorale giovanile, anche se prematuro quali saranno le tue attenzioni principali o quali sono i tuoi desideri per i giovani della diocesi?
Ricevo da don Fabio una eredità preziosa fatta di ragionamenti e progettazioni che nel corso degli anni hanno dato una struttura adeguata al nostro tempo. Anche se l’ho già fatto di persona nelle scorse settimane, desidero rinnovare il mio grazie a don Fabio. Ha fatto tanto, ha dato tanto ai giovani della diocesi! In questi anni, anche come incaricato di PG vicariale, oltre che negli anni di seminario, ho avuto molte occasioni per collaborare con lui e quindi il passaggio di testimone diventa più facile. Così anche la continuità viene garantita e il cammino dei giovani della diocesi prosegue.
Certamente, non avendo altri impegni diocesani, il mio tempo sarà totalmente per questo servizio diocesano e il cambiamento porterà con sè inevitabilmente anche qualche novità che adesso non saprei esplicitare se non con due linee guida che mi sembra possano interpretare il sentire comune e anche le linee di PG nazionale: ascolto della realtà e lavoro di squadra. In altre parole desidero che il mio servizio sia in ascolto dei giovani del territorio diocesano e che questo ascolto comporti scelte operative.
Anch’io ho i miei difetti: non so stare fermo! E desidero che queste scelte operative non siano mie ma siano condivise da una equipe di persone che insieme a Enrico Zamariola, vicedirettore, coordineremo. E comunque ci sarà tempo di programmare… intanto iniziamo.

Don Luca Borgna ti affiancherà nella Pastorale Vocazionale, che tipo di collaborazione si potrà formare tra voi due che vi conoscete da molto tempo?
Con don Luca non abbiamo ancora potuto parlare di collaborazioni, di certo vivremo insieme in Seminario e insieme condividiamo, oltre all’amicizia, anche il desiderio di intercettare più giovani possibili per dare loro possibilità concrete di incontrare il Signore. Da parte mia credo fermamente che Pastorale Giovanile e Vocazionale non possano lavorare divise. Dove c’è possibilità di fare pastorale giovanile non può che esserci anche la possibilità per la pastorale vocazionale. Altrimenti non sarebbe pastorale giovanile. Dove c’è un giovane lì c’è anche il suo desiderio di senso… eccoci allora “obbligati” a collaborare se vogliamo il bene di quel giovane. Certamente la dimensione vocazionale ha anche la sua autonomia, ma il terreno su cui si semina è lo stesso.

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Non può mancare un pensiero alla realtà che lasci, Santa Sofia, in sette anni hai costruito tante belle cose con i giovani che ora si apprestano ad accogliere Don Alberto Rimbano e Don Michele Samiolo. Che messaggio vuoi lasciare ai ragazzi lendinaresi e quale pensiero vuoi mandare ai due tuoi confratelli ?
Certamente Lendinara e, in particolare i giovani, sono una parte importante di me. Qui sto lasciando tanti ricordi, tante esperienze vissute, tanta vita… ma credo anche tanta responsabilità. Certamente il distacco ferisce ma sono convinto che stia anche rinforzando la disponibilità a mettersi in gioco in prima persona. Sono orgoglioso di tutti i ragazzi che ho incontrato in questi anni e che, con coraggio, stanno ringiovanendo il volto della Comunità Lendinarese. Da padre e fratello maggiore li affido ad altri due miei confratelli che stimo e apprezzo.
Don Alberto e don Michele troveranno una Comunità viva che li attende per continuare il cammino. Per loro è la mia gratitudine per aver accettato questo servizio e il mio incoraggiamento a mettersi in gioco con amore. Lendinara sa ricambiare. Di questo ne sono testimone.

Per chiudere, quando comincerà ufficialmente e indicativamente il tuo lavoro come responsabile della Pastorale giovanile?
Non c’è una data ufficiale di inzio. Di fatto, appena completerò i passaggi di consegne con don Fabio, inizia il mio servizio anche se per i primi tempi dovrò necessariamente essere ancora a Lendinara almeno fino all’ingresso dei nuovi parroci per poter passare le consegne del lavoro svolto. Già in queste settimane mi sto organizzando per essere operativo, anche se macinando chilometri in macchina, da fine settembre.

Don Fabio saluta dopo 6 anni

di Thomas Paparella

Ha preso le “redini” della Pastorale giovanile diocesana alla fine del 2012, con una non facile eredità, quella di Don Piero Mandruzzato che si era trasferito nella Parrocchia di Ceregnano.
Nonostante ciò Don Fabio Finotello ha vissuto tante esperienze nei suoi anni come responsabile dei giovani diocesani, vivendo e contribuendo a diversi cambiamenti di sistema, dalle feste dei giovani in diverse parti della diocesi all’istituzione della commissione con i laici.
Così lo abbiamo raggiunto per un saluto e soprattutto per un ricordo di questi sei anni indimenticabili.

Caro don Fabio quali sono i pensieri che ti girano per la testa dopo questi sei intensi anni?
Mah, la serenità di sentire che un percorso di servizio si è compiuto, rispetto al mandato pastorale che mi fu conferito sei anni fa. Ricevendo nelle mani un incarico si ricevono anche alcuni obiettivi, a volte delle urgenze, anche delle indicazioni di stile ecclesiale.
Tale richiesta concreta assegna anche una forma precisa al servizio che fai. E questa forma non può durare per sempre, ma ha già scritto dentro, in qualche misura, quando è ora di concludere. Tale percezione è culminata per me, nella scorsa primavera, nella richiesta al Vescovo di riassegnare questo incarico con un nuovo mandato per un nuovo tratto di strada, con la percezione chiara e serena che quanto mi era stato richiesto aveva raggiunto un punto di arrivo.

Qual è l’emozione o l’esperienza a cui resterai più legato dopo questi anni?
Diversamente da quanto potrebbe sembrare, l’”esperienza”, come mi chiedi, cui resto maggiormente legato è la trasformazione della formazione giovanile in Diocesi. Su questo punto è stato necessario un lavoro di équipe straordinario da un vicariato all’altro che nel corso del tempo si è strutturato sempre di più. L’identificazione di un percorso quadriennale, fatto di due elementi basilari, una elasticità territoriale da una lato e un medesimo quadro di obiettivi e mete dall’altro, ha consentito un’espansione importante dell’offerta formativa e ha portato molti di noi a lavorare insieme su una medesima “tavola di lavoro” (non un medesimo “tavolo” di riunione…) da una parte all’altra della Diocesi. A questa esperienza sono molto legato. Ha richiesto impegno, soprattutto nei primi tre anni, per trovare la quadra fra elasticità e comunione. Spessissimo la prima risposta che localmente si inviava ad un tentativo di coinvolgimento dell’ufficio diocesano era sul modello “Io faccio così…”
Non è in sé sbagliato, però sarebbe più bello, direi, “se tu lo facessi con noi tutti.” Ecco, questo ci farebbe costruire qualcosa di più grande. Il rischio delle nostre Diocesi medio-piccole è di morire di particolarismo. Ed infatti – e questa è l’amarezza più grande, come mi è già capitato di scrivere su la Settimana – proprio le realtà che meno si coinvolgevano in un quadro più grande, dopo alcuni anni erano terminali. Poi, vabbé, si potrebbero citare delle Festagiovani, oppure la GMG di Cracovia o ancora di Rio de Janeiro, esperienze indimenticabili, ma mi ha segnato di più il lavoro quotidiano nella nostra casa.

3b - gli organizzatori ci sono don Fabio Finotello il delegato della diocesi per i giovani, don Luca Borgna il coordinatore del Basso Polesine e do
Don Fabio al centro con a destra Don Enrico Turcato nuovo responsabilie Pastorale Giovanile e a sinistra Don Luca Borgna nuovo responsabile Pastorale Vocazionale

Tu sei succeduto a Don Piero Mandruzzato e non hai mai nascosto l’importanza di prendere in mano tale “eredità”. Qual è l’eredità che lascerai a Don Enrico Turcato?
Mah… potrei ipotizzare proprio la diffusione territoriale delle proposte formative e l’attività giovanile dei vicariati, sia pure a velocità diverse e per molti aspetti ancora da sostenere. Anche Festagiovani, in questo senso, si è declinata in questi anni come patrimonio locale dell’intera Diocesi e dell’intera Provincia.

L’intervista integrale sul numero de “la Settimana”

Giovani verso la “Rinascita”

di Don Fabio Finotello e Enrico Zamariola

Festagiovani2018 ha raccolto ancora una volta una comunità giovanile mescolata nei territori ricchi e variegati della nostra Chiesa, nella bellezza di un camminare insieme – questa volta anche fisico, lungo le sinuose rive del grande fiume – che ci ha fatto riscoprire la sempre vigorosa vitalità del Vangelo: non dimenticheremo i volti bellissimi dei giovani delle località ospitanti quest’ultima bella edizione, orgogliosi di aprire i loro cuori e la loro terra a tanti fratelli capaci di mettere la firma insieme a loro sotto il volto di Cristo, e di muoversi per le strade di una città chiaramente riconoscibili come discepoli di Gesù. La forza di questi giovani è forza del nostro Polesine, ed è una grazia di cui rallegrarci, un segno che la nostra Chiesa, quando opera tutta insieme, sa parlare di Cristo al cuore dei giovani seminando in loro la chiamata evangelica a sentirsi responsabili davanti al mondo di un futuro che sia secondo il cuore di Gesù.

Approfondimenti ne “la Settimana” in uscita questa settimana.

L’attesa è finita! Festa giovani 2018 pronta al decollo

FESTAGIOVANI CONFSTAMPA

Alla conferenza stampa gli organizzatori hanno detto che sono attesi trecento ragazzi per l’incontro di sabato 7 aprile, ossia per la loro festa che ha come scenario quest’anno le rive del grande fiume.
L’incontro dei giovani che ha il senso della preparazione al Sinodo a loro dedicato, è organizzato dalla Pastorale Giovanile della Diocesi di Adria-Rovigo, in collaborazione con l’unità pastorale di Santa Maria Maddalena, Occhiobello e Gurzone. I ragazzi navigano su di un tratto del fiume con dei barconi per passare poi sul territorio a piedi così da far conoscere a ragazzi e a giovani di altre parrocchie le bellezze del territorio lungo il Po.
La festa giovani è accompagnata dalla musica della Bomber band di Ferrara.

Festa Giovani! Il 7 Aprile è vicino. Santa Maria Maddalena è pronta all’evento

Anche quest’anno Festagiovani è alle porte, dopo aver raggiunto Badia nel 2017 l’evento si sposta a Santa Maria Maddalena Sabato 7 Aprile. Sarà una giornata piena di sorprese con un format diverso da quello visto negli ultimi anni.

Festagiovani2018 è l’incontro annuale dei giovani organizzato dalla Diocesi di Adria-Rovigo, quest’anno in collaborazione con l’Unità Pastorale di Santa Maria Maddalena, Occhiobello e Gurzone, nel vicariato di Stienta.

Festagiovani raggiunge così la sponda del Po, le suggestioni ricche di storia del grande Fiume, la bellezza di una scoperta del nostro territorio, proprio nell’anniversario ai duecento anni dall’unificazione delle Parrocchie esposte sulla Riviera padana nell’unica Chiesa di Adria-Rovigo.

La Comunità Cristiana locale si sta preparando al grande evento con un comitato organizzatore che sta seguendo tutti i profili del radunarsi insieme di molti giovani provenienti da tutte le Parrocchie del Polesine.

Per saperne di più riguardo a iscrizione e programma della giornata : http://www.5pani2pesci.it

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Torna la Quaresima su Telegram

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La Pastorale giovanile anche quest’anno ha istituito la Quaresima sull’app di messaggistica “Telegram”. Da oggi è possibile condividere questa iniziativa con tutti gli amici per farli unire al canale ” https://t.me/adriarovigo5pani2pesci, l’unico ufficiale della Pastorale giovanile della diocesi di Adria-Rovigo.

Ogni giorno lungo tutti i 40 giorni riceverete un pensiero di riflessione sulla Quaresima scritto da parroci e laici della nostra diocesi.

Le Ceneri che fanno Quaresima. Mercoledì 14 Febbraio

La Notte delle Ceneri anche quest’anno apre le porte alla Quaresima: nel giorno in cui in tutto il mondo i cristiani aprono il tempo di Quaresima in Polesine ci si raduna alle ore 21.00 insieme ai giovani nelle seguenti Chiese della Diocesi:

Cattedrale di Adria

Chiesa parrocchiale della Madonna Pellegrina (Commenda) in Rovigo (presiede il Vescovo Pierantonio)

Chiesa parrocchiale di Baruchella

Chiesa di San Biagio in Lendinara

Chiesa parrocchiale di Castelnovo Bariano 

Chiesa parrocchiale di Occhiobello

Nella Chiesa parrocchiale di Polesella la preghiera di inizio della Quaresima si terrà venerdì 16 Febbraio, primo venerdì di Quaresima, alle

Il cammino da discepoli amati e prediletti entra nel tempo fecondo che si avvicina alla Pasqua, caratterizzato dal percorso di formazione giovanile in Diocesi di Adria-Rovigo e e dall’avvicinamento a Festagiovani che si terrà a Santa Maria Maddalena il 7 Aprile 2018.