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3 Giorni di Spiritualità per giovani

La Pastorale Vocazionale in collaborazione con la Pastorale Giovanile della diocesi di Adria-Rovigo promuovono la “3 giorni dello Spirito”.

Dal 3 al 5 Marzo in Seminario per i giovani dai 18 anni in su …

Un’esperienza per riposarsi e trovare nel silenzio un alleato più che un nemico da sconfiggere. A partire dalle domande della Bibbia vuole aiutare chi partecipa ad ascoltare sè stesso ed aprire strade di futuro.

Il costo è di 30 euro con iscrizioni entro il 22 Febbraio 2019

Incontro preventivo Venerdì 22 Febbraio in Seminario alle ore 21

Successo per la prima Notte Giovane “Ti ho visto…”

Da L’equipe
di Pastorale giovanile e vocazionale

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Si è tenuto, venerdì 26 ottobre scorso, presso la chiesa di San Domenico a Rovigo, il primo incontro dei giovani della diocesi nel nuovo anno pastorale. A guidare l’incontro il Vescovo Pierantonio insieme alla equipe di Pastorale Giovanile. L’incontro, iniziato con la consegna a tutti i presenti della “bisaccia” – segno che accompagnerà tutte le iniziative del Servizio diocesano di pastorale giovanile e vocazionale in questo 2018-2019 – aveva l’obiettivo di “guardarsi in faccia” tra le varie realtà presenti sul territorio diocesano e sentirsi parte di un progetto che chiede ad ogni giovane, ad ogni gruppo giovanile di rileggersi a partire dal bene che c’è e che spesso non fa rumore. “5pani&2pesci” lo slogan che accompagnerà il percorso.
Il racconto evangelico riletto in forma teatrale da alcuni giovani ha dato la chiave di accesso a questo percorso e all’incontro di venerdì proseguito con un confronto a piccoli gruppi, cui ha preso parte anche il Vescovo, sulle risorse di ognuno, sui 5pani e 2 pesci che ciascuno possiede e che può mettere a disposizione degli altri. L’incontro è poi proseguito con la presentazione dell’equipe di Pastorale Giovanile e Vocazionale e del programma (che “La Settimana” riporta qui sotto ) dell’Anno Pastorale. La serata ben partecipata si è conclusa con la preghiera comunitaria che ha tarsformato le condivisioni e ciò che si è ascoltato in offerta al Signore di tutto il bene che c’è per la vita degli altri.

 

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Torna la Quaresima su Telegram

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La Pastorale giovanile anche quest’anno ha istituito la Quaresima sull’app di messaggistica “Telegram”. Da oggi è possibile condividere questa iniziativa con tutti gli amici per farli unire al canale ” https://t.me/adriarovigo5pani2pesci, l’unico ufficiale della Pastorale giovanile della diocesi di Adria-Rovigo.

Ogni giorno lungo tutti i 40 giorni riceverete un pensiero di riflessione sulla Quaresima scritto da parroci e laici della nostra diocesi.

Venerdì 5 Maggio Chiesa della Rotonda giornata delle Vocazioni

tratto dalla prima pagina de “la Settimana” del 7 Maggio 2017

di Don Daniele Spadon (Responsabile Pastorale Vocazionale)

Il messaggio che papa Francesco ha consegnato  quest’anno alla Chiesa, in occasione della 54° Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, è chiaramente diretto verso un orizzonte missionario.  Come prova-re a tradurre questo aggettivo, “missionario”, che rischia di essere scontato nel nostro linguaggio? Io prove-rei a ritradurlo così: Nella vita ogni cristiano è chiamato ad un compito. Non si tratta, però di una chiamata “funzionalista”: non è cioè sullo stile, per esempio, dell’assunzione del personale d’azienda. In questo secondo caso una persona è chiamata (o vorrebbe esserlo, vista la situazione difficile in cui ancora oggi viviamo) per svolgere un incarico o compiere una funzione. Potremmo dire con parole forse un po’ grossolane che “è chiamato perché serve all’azienda”.
Nel caso della chiamata di Dio l’orizzonte è totalmente diverso; affermaseminaristi il papa: “Chi si è lasciato attrarre dalla voce di Dio e si è messo alla sequela di Gesù scopre ben presto, dentro di sé, l’insopprimibile desiderio di portare la Buona Notizia ai fratelli, attraverso l’evangelizzazione e il servizio nella carità. […] Il discepolo, infatti, non riceve il dono dell’amore di Dio per una consolazione privata; […] egli è […] toccato e trasformato dalla gioia di sentirsi amato da Dio e non può trattenere questa esperienza solo per sé”. Il compito di ogni chiamato non è, dunque, quello di svolgere una funzione, bensì quello di contagiare il mondo con una gioia tutta speciale, quella del Vangelo, che ha trasformato prima di tutto la sua vita.
Contrariamente a quanto si crede, infatti, nel mistero cristiano tutto comincia dal saper ricevere, dal sa-per accogliere il dono della Grazia, da cui poi nasce la spinta a “dare”: i due aspetti si fondono nell’esperienza spirituale. È bello dare perché prima abbiamo ricevuto da Dio con abbondanza in dono del suo Figlio; è bello perdonare perché per primi siamo stati perdonati dal Padre nella morte e risurrezione di Gesù; è bello aprirsi agli altri perché per primo Dio si è aperto a noi, si è comunicato a noi in Cristo. Afferma il papa nel messaggio: “L’impegno missionario, perciò, non è qualcosa che si va ad aggiungere alla vita cristiana, come fosse un ornamento, ma, al contrario, è situato nel cuore della fede stessa: la relazione con il Signore implica l’essere mandati nel mondo come profeti della sua parola e testimoni del suo amore”. Tutti i cristiani hanno il compito di essere “cristofori”, cioè di essere con la semplice presenza, con i gesti quotidiani, con le scelte e gli atteggiamenti dei “portatori di Cristo” nelle tante situazioni della contemporaneità. Ciò vale in modo particolare per coloro che sono chiamati a una vita di speciale consacrazione e anche per i sacerdoti, che generosamente hanno risposto “eccomi, Signore, manda me!”.  Afferma papa Francesco: “Con rinnovato entusiasmo missionario, essi sono chiamati ad uscire dai sacri recinti del tempio, per permettere alla tenerezza di Dio di straripare a favore degli uomini. La Chiesa ha bisogno di sacerdoti così: fiduciosi e sereni per aver scoperto il vero tesoro, ansiosi di andare a farlo conoscere con gioia a tutti!”.
Provocati da questa immagine, credo che subito nascano delle domande: “ma io, con le mie fragilità e in-certezze, sono in grado di annunciare Gesù? Gesù, chiama proprio me a questo compito così grande? Proprio a me chiede di “lasciare le reti e di seguirLo”? Non è troppo tutto questo per me?”.
Queste sono le domande con cui mi trovo spesso a guardare insieme con i giovani impegnati in un cammino di ricerca vocazionale.
Mi viene da rispondere che sì, l’invito del Signore è sempre “troppo”, è sempre sproporzionato. Questa sproporzione, però, non vuole mettere in evidenza la nostra incapacità di rispondere, quasi che il Signore voglia mantenere sempre troppo in alto “l’asticella del nostro salto”; invece mostra quanto grande è la fiducia di Gesù nei nostri confronti, quanto è grande la Sua sovrabbondanza di Amore. La Grazia è proprio questo: Amore gratuito, Amore immeritato, Amore fuori da ogni proporzione.
Una volta, un amico prete parlando ad altri sacerdoti del nostro ministero disse: “Siamo inadeguati, Sì; però chiamati, però inviati”.  Questa affermazione mi ha dato tanta pace, perché anche qui la sproporzione dell’Amore di Dio si manifesta ancora.
Anche papa Francesco continua: “Non c’è posto per il timore: è Dio stesso che viene a purificare le nostre “labbra impure”, rendendoci idonei per la missione: «E’ scomparsa la tua iniquità e il tuo peccato è espiato. Poi io udii la voce del Signore che diceva: “Chi manderò e chi andrà per noi?”. E io risposi: “Eccomi, manda me!”»”. In questa giornata di preghiera vogliamo, come Chiesa , prima di tutto ringraziare il Signore perché nella sua fedeltà Egli continua a spargere il seme della Sua Chiamata nel cuore, nei sogni e nelle aspirazioni di tanti e tante giovani, e il seme del Regno ha una forza sua propria, che è sorprendente.  Inoltre vogliamo chiedere al Signore per noi e per tutti i giovani il dono della fiducia: Aiutaci Signore a fidarci di Te! Aiutaci a saper accogliere il Tuo amore! Aiutaci a lasciarci amare e condurre da Te, solo così la vita di ciascuno di noi, la vita della Chiesa, brillerà di una luce nuova, la luce della Risurrezione.