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Un nuovo cammino per “la Settimana”

Con un intervento in prima pagina nel settimanale cartaceo è il Vescovo Pavanello ad annunciare a tutti i lettori di un nuovo cambio redazionale e grafico de “la Settimana”

“Con domenica 10 marzo per il nostro settimanale diocesano avrà inizio un nuovo tratto di strada nella sua storia più che centenaria
Mons. Bruno Cappato già qualche mese fa mi ha chiesto di essere sollevato dall’impegno di dirigere il settimanale, che a motivo dell’età e della salute diventava sempre più pesante. A lui va un ringraziamento sentito per la fedeltà, la passione e la competenza con cui per ben 42 anni ha non solo diretto, ma preparato e confezionato “La Settimana”: continuerà a svolgere un prezioso servizio per la Diocesi come Direttore della Biblioteca del Seminario.
Prenderà il testimone lasciato da don Bruno una squadra “giovane” formata da don Enrico Turcato, con il compito di coordinatore, Thomas Paparella e il prof. Marco Menabò. Attorno a loro si sta formando un più ampio gruppo di redazione, formato da persone con diverse competenze e provenienti dalle varie zone della Diocesi, in modo da rendere il settimanale espressione della comunità diocesana… Da domenica 10 marzo (questa è la seconda novità) “La Settimana” uscirà come “dorso” dell’edizione domenicale di Avvenire: concretamente il fascicolo del settimanale (che resta un giornale a sé) verrà distribuito assieme all’Avvenire della domenica.”

Un momento storico in cui vanno fatti grandissimi complimenti al nostro don Bruno Cappato  per la gestione del giornale in tutti questi anni. Ha gestito con tenacia e maestria ogni tipo di problematica, a lui auguriamo il meglio nella nuova veste di direttore della Biblioteca del Seminario, siamo sicuri che lo farà con grande professionalità com’è nel suo stile.

L’intero intervento del Vescovo Piernatonio Pavanello è sul settimanale cartaceo di questa settimana

 

Leadership e partecipazione in Polesine. Mons. Pavanello «Mettere insieme le forze per progetti condivisi»

PAvanello e libreria

L’annuale convegno sociopolitico è ormai una consuetudine per la Diocesi di Adria-Rovigo. Può spiegarci il significato di questa iniziativa?
Effettivamente c’è ormai una tradizione consolidata che dura da quindici anni e che intende offrire un momento di riflessione su tematiche di carattere sociale e politico alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa. In passato veniva maggiormente evidenziato l’incontro tra il Vescovo, da una parte, politici e amministratori dall’altra. In questi ultimi anni mi è sembrato importante sottolineare l’incontro della chiesa diocesana con la società civile allargando l’invito a tutti coloro che desiderano partecipare attivamente alla vita sociale e politica del nostro territorio. Ritengo importante infatti offrire luoghi e occasioni di incontro e di confronto: la chiesa non ha la pretesa di proporre soluzioni, ma sente la responsabilità di offrire motivazioni alte all’impegno sociale e politico, inteso come servizio al bene comune. Mi piace ricordare come questa iniziativa si collochi nel contesto delle celebrazioni per l’anniversario dell’ “Appello ai liberi e forti” di don Luigi Sturzo, che diede il via ad una nuova stagione dell’impegno politico dei cattolici italiani.

Oggi si parla molto di disaffezione dalla politica, anzi di antipolitica. Sembra che le forme tradizionali della democrazia rappresentativa siano superate e si vada verso modalità nuove (democrazia diretta, democrazia digitale, ecc.): non Le sembra sia fuori tempo sollecitare i cittadini all’impegno politico?
Certamente è molto forte in Italia, ma non solo, l’insoddisfazione per una politica che non è riuscita a farsi carico delle preoccupazioni e dei problemi della vita quotidiana. A questo proposito l’esito del voto del 4 marzo 2018 è stato eloquente. Allo stesso tempo però sta emergendo l’esigenza di ritornare ad una partecipazione del popolo alle scelte che riguardano la vita del Paese: si potrebbe parlare della ricerca di una politica “popolare”, capace cioè di interpretare e di dare risposta ai bisogni e alle aspirazioni della gente, superando la tentazione di servirsi delle paure e delle frustrazioni per finalità di potere e di interesse. La partecipazione è possibile però solo là dove si realizza un dibattito serio, dove le persone si confrontano e maturano insieme la sintesi di interessi e aspirazioni diverse per costruire un cammino comune e condiviso. In questo senso la democrazia rappresentativa, pur con alcune modifiche e integrazioni, rappresenta uno strumento insostituibile per una politica che abbia di mira non tanto l’interesse di una parte, ma il bene comune di tutta la società. Si spiega pertanto il motivo per cui la Chiesa ritiene l’impegno politico come un modo eminente di vivere la carità e si preoccupa di motivare i cristiani a spendersi nell’attività politica, portando nella “città degli uomini” il lievito del Vangelo.

Per quali motivi è stato scelto per il Convegno sociopolitico di quest’anno il tema “Leadership e partecipazione in Polesine”?
In parte la risposta è già presente nelle risposte precedenti. La politica oggi soffre allo stesso tempo della crisi delle leadership e della partecipazione popolare. La nostra democrazia, sia a livello nazionale che locale, sta vivendo una transizione che sembra non avere sbocchi. I partiti, che in passato erano i canali attraverso i quali maturavano forme di rappresentanza, non sembrano più in grado di selezionare leader che siano rappresentativi e allo stesso tempo competenti nella gestione dei problemi. In questo clima si fa strada l’appello a “un uomo forte” che risolva i problemi. Solo rimettendo in funzione un circolo virtuoso tra leadership e partecipazione diverrà possibile una democrazia autentica, che realizzi il “potere del popolo” attraverso uomini onesti e capaci. Questo discorso ha un valore particolare per un territorio fragile come il Polesine, che soffre per una scarsa rappresentanza politica sia a livello regionale che nazionale. Il Convegno vorrebbe sollecitare una presa di coscienza da parte dei cittadini e delle forze sociali ed economiche della necessità di mettere insieme le forze per lavorare a progetti condivisi di sviluppo che valorizzino le risorse naturali ed umane del Polesine. Purtroppo in questi ultimi anni sono prevalsi i protagonismi personali, gli interessi di gruppi, il particolarismo delle comunità piccole e grandi. Occorre rendersi conto che su questa strada non ci sarà alcuno sviluppo, ma solo l’impoverimento e l’abbandono dellanostra terra.

Continua sul settimanale cartaceo

Don Francesco Dal Passo è tornato alla Casa del Padre

Avrebbe compiuto 81 anni tra qualche giorno, ma una lunga malattia non lo ha aiutato a raggiungere anche questo traguardo. Nella tarda serata di Domenica 3 febbraio se n’è andato Don Francesco Dal Passo, era ricoverato all’Ospedale di Adria.

E’ stato uno dei co-fondatori di Radio Kolbe Rovigo e de “la Settimana”, per molti anni è stato Cappellano dell’Ospedale Psichiatrico di Granzette dove qualche mese fa ha partecipato, con la Benedizione, alla riapertura fatta dall’Associazione “i luoghi dell’abbandono” (foto).

Nuovo percorso di formazione socio-politica “Città e cittadini al cuore della democrazia”

Negli ultimi anni i vari leaders politici hanno puntato a svolgere quasi una competizione tra loro e hanno tolto al cittadino attivo via via, con il susseguirsi delle varie leggi elettorali, la possibilità di costruire un dialogo periodico con un rappresentante eletto dagli stessi cittadini e non “nominato” dalle segreterie dei partiti.
Il 25 gennaio 2019, in Accademia dei Concordi, alle ore 18, Marco Luppi, docente di Storia politica contemporanea e vice-direttore della Scuola di Dottorato, dell’Istituto Universitario Sophia, coordinatore accademico del Progetto di ricerca “Giuseppe Toniolo”, Pisa e membro della Fondazione Giorgio La Pira di Firenze, insieme con la pediatra, Lucia Fronza, già Parlamentare per due legislature e Coordinatrice della Scuola di Preparazione Sociale a Trento; Scuola che si propone di contribuire alla crescita umana, sotto l’aspetto civile, sociale e culturale, della popolazione del Trentino-Alto Adige, con particolare riguardo ai giovani. I due relatori tratteranno il tema: Il sistema politico italiano nell’epoca post-ideologica. Fin dalla nascita della società di massa la vita politica italiana, come quella delle principali democrazie occidentali, è stata caratterizzata dal sistema dei partiti e dalla struttura organizzativa che li aveva collocati al centro del dibattito e dei luoghi di deliberazione in vista del consolidamento e della crescita del Paese. Le diverse culture politiche che si sono espresse nello spazio pubblico (liberale, socialista, cattolica, comunista, per citare le maggiori, e lasciando fuori la questione del fascismo, che aprirebbe un fronte a parte), possedevano al proprio interno valori di riferimento, una o più classi sociali alle quali si rivolgevano (fino ad offrire spazi di militanza ed impegno diretto), un programma vasto e articolato per l’Italia, tra dimensione interna ed internazionale.
Tra la fine degli anni ’90 del XX secolo e i primi vent’anni del XXI secolo, in seguito alla caduta del Muro di Berlino e il tramonto delle ideologie storiche, con la stagione di Tangentopoli e il rivelarsi di una ‘relazione perversa’ tra sistema politico, comitati affaristici, potentati economici, si è prodotta una situazione di chiara disaffezione verso la politica e si è generato un clima di totale sfiducia verso i partiti. La considerazione del mondo politico come una realtà dominata dall’élite della società, sempre più spesso lontana dai bisogni della gente comune, ha investito i partiti, assieme al personale tecnico e alle molte competenze indispensabili al corretto funzionamento della macchina statale in tutti i suoi livelli (locale, regionale, nazionale), con un’ondata di contestazione, nella quale la voglia di cambiamento ha prodotto uno scossone elettorale e importanti novità politiche nella classe dirigente. Ciò che si constata, tuttavia, è anche una lacerazione nella società civile, investita dal prepotente insorgere dei nuovi media nel dibattito pubblico e quotidiano, e dalla rimessa in discussione del principio di competenza, dei criteri di partecipazione, del clima di fiducia e collaborazione verso le organizzazioni intermedie (volontariato, no profit, etc.).
Gli interventi di Marco Luppi e Lucia Fronza Crepaz, attraverso analisi storico-politiche ed esperienze di partecipazione diretta nel governo delle istituzioni, offriranno uno spazio di riflessione e di confronto che, percorrendo alcuni tratti della storia del sistema politico italiano, possa stimolare un diverso sguardo verso l’arte del dialogo, verso la costruzione del bene comune che la politica non può smettere di generare.

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Qui la locandina dell’evento

In.Con.Tra: Don Enrico ci presenta la giornata dei giovani del 27 Gennaio

IN.CON.TRA, è questo il nome che la Pastorale giovanile di Adria–Rovigo, capitanata da Don Enrico Turcato ha voluto dare all’evento che si svolgerà Domenica 27 Gennaio ad Arquà Polesine.
Don Enrico, è la tua prima importante esperienza come responsabile della Pastora– le giovanile, questo incontro apre un nuovo modo di vedere quella che era conosciuta come “Festa giovani”. Qual è la novità di questo evento? Partiamo dal fatto che IN.CON.TRA. non è Festagiovani e non vuole essere un evento. IN.CON.TRA. è, e vorrà essere per il futuro, un percorso di ascolto dei giovani, potremmo dire che vuole avere il sapore del primo frutto diocesano del Sinodo che si è tenuto ad ottobre scorso in Vaticano. Forse non è ancora un frutto maturo, è ancora un po’ acerbo ma vogliamo farlo maturare. Ascoltare i giovani è la priorità che ci diamo perché la Pastorale Giovanile sia con i giovani e per i giovani. IN.CON.TRA. vuole essere l’occasione per dare voce ai giovani.
IN.CON.TRA. non vuole essere un evento. In che senso?
Non si può negare che abbia il sapore dell’evento, e non possiamo nemmeno negare che un po’ lo sia, ma IN.CON.TRA. vuole, prima di tutto, essere uno stile. Vorrebbe aiutare la nostra Chiesa diocesana a darsi uno stile sinodale nei confronti dei giovani. Questo stile parte da tre verbi INcontrarsi, CONFrontarsi per poi TRAsformare la prassi. Questa non è una strada semplice da percorrere perchè chiede la pazienza dei piccoli passi possibili, oggi, per questo nostro territorio. La novità di que– sto “non–evento” è il profumo della sinodalità che vorremmo respirare, a lungo termine.
Anche la data è una novità, il 27 gennaio non è sicuramente la consuetudine per gli incontri dei giovani, quale motivo ha spinto te e la tua equipe a scegliere questa giorno?  La scelta è stata motivata dalla Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà a Panama dal 25 al 27gennaio. Non potendo partecipare abbiamo scelto di vivere, qui, da noi, un incontro dei giovani. Poi forse è un periodo pastoralmente poco esplorato e poco “occupato”…perché non provarci?
Quali saranno i principali momenti della giornata? La giornata si aprirà alle 9.00 con l’accoglienza presso il teatro di Arquà Polesi– ne e una provocazione dal linguaggio artisti– co sulla vita di un giovane della nostra diocesi,Nicola Perin, di Borsea, che per una malattia ci ha lasciati in fretta nel 2015 ma che ha lasciato una eredità preziosa e semplice nello stesso tempo: la testimonianza della sua vita. Ci provocherà a mettere ciò che siamo a disposizione degli altri. Poi, il resto della mattinata darà voce ai giovani attraverso quattro workshop gestiti da quattro adulti che sappiamo saper ascoltare i giovani per il loro servizio. Poi il pranzo sarà particolare, non anticipo troppo, ma sarà un momento “formato famiglia”. Dopo pranzo, a digestione avvenuta, la Messa presieduta dal Vescovo Pierantonio, nella Giornata del Seminario Diocesano e poi, al termine l’annuncio della prossima GMG in diretta da Panama. Dovremmo, se stiamo nei tempi, concludere in contemporanea con l’annuncio.
Per partecipare bisogna iscriversi? Certamente è meglio iscriversi anche per favorire l’organizzazione. Basta mandare una email a in.con.tra.19@ gmail.com entro il 25 gennaio con il numero di partecipanti, si riceverà poi un modulo da compilare e conse– gnare in segreteria al momento dell’arrivo ad Arquà. Sarà possibile iscriversi anche all’ultimo secondo…ma cerchiamo di farlo per tempo.
Da qualche mese è iniziato un nuovo cammino per la realtà giovanile diocesana, quali saranno i passi successivi dopo IN.CON. TRA? I passi successivi nasceranno da IN.CON.TRA, ma già sono in calendario, per la primavera, i corsi di formazione per animatori che ogni anno muovono tantissimi adolescenti e giovani, circa 600 lo scorso anno.
In agenda c’è poi un momento per tutti i giovani in vista dell’estate il 7 giugno prossimo, a Rovigo–Seminario che si concluderà con la Veglia di Pentecoste diocesana e poi… qualche proposta per vivere l’estate. Senza dimenticare i due week–end di spiritualità per giovani di 4–5 superiore (3–5 marzo) e per universitari e lavoratori (29–31 marzo) in collaborazione con l’ufficio di Pastorale Vocazionale e il Triduo Pasquale in GP2.
Per chiudere ti chiedo di poterci regalare una tua riflessione sulle parole che Papa Francesco ha inviato ai ragazzi che raggiungeranno Panama a fine Gennaio. «Mettersi al servizio del prossimo non signica soltanto es– sere pronti all’azione; bisogna anche mettersi in dialogo con Dio, in atteggiamento di ascolto, come ha fatto Maria» Oggi tanti giovani, anche nelle nostre comunità, sono disposti a dire il loro “sì” quando trovano qualche adulto capace di custodire il suo “sì”, senza distruggerlo e senza fargli del male, adulti che attendono ma non pretendono. Il “sì” dei giovani di oggi nasce nella fatica del riuscire a farsi spazio dentro la foresta del “si è sempre fatto così” e per questo è un “sì” che ha tutta la ricchezza di un nuovo inizio. I giovani sono simili a Maria, si fanno domande, interrogano il cielo. IN.CON.TRA. prova ad essere questo spazio d’aria.

Gli eventi che hanno caratterizzato questo 2018

Come ogni anno pubblichiamo gli eventi che hanno contraddistinto l’anno appena passato ecco gli avvenimenti locali e internazionali più importanti:

Legenda: in rosso le notizie locali e blu quelle internzaionali

Gennaio 2018

12-13 – Al centro Don Bosco importante incontro di formazione con laici e religiosi.

22 – George Weah (ex attaccante del Milan) giura come presidente della Liberia succedendo a Ellen Johnson Sirleaf.

28- Viene festeggiata la giornata del Seminario diocesano “io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli”

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Febbraio 2018

26- Al centro Don Bosco importante incontro con i candidati locali alle elelzioni politiche del 4 Marzo.

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Marzo 2018

4- Il calciatore e capitano della Fiorentina Davide Astori muore colpito da infarto durante il sonno.

4- In Italia si vota per le elezioni politiche. Il vincitore è il Movimento 5 stelle che però non ha una maggioranza assoluta. Il Partito Democratico perde nettamente voti insieme a Forza Italia.

17- A Fratta Polesine si festeggia la giornata dei Cresimandi “Dove abiti?”

18- I seminaristi Mattia Frigato e Nicolò Grandesso sono ammessi alla candidatura per diaconato e presbiterato.

26- Il conduttore Fabrizio Frizzi muore dopo una breve malattia.

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Aprile 2018

1- Si festeggia la Pasqua del Signore

7- A Occhiobello e Santa Maria Maddalena i giovani della diocesi si radunano per la loro festa annuale.

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20-21 Secondo seminario di studio al Centro Don Bosco per laici e religiosi.

30- La diocesi in collaborazione con la biblioteca del seminario ricorda la “Transpadana” in un viaggio nelle chiese passate da Ferrara a Adria/Rovigo

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30- Ad Arquà si radunano tutti i chierichetti diocesani per l’annuale festa.

Maggio 2018

5- A Grignano si festeggiano i 50 anni della Comunità Incontro.

6- L’U.n.i.t.a.l.s.i sottosezione di Rovigo si raduna per l’ottantesimo anniversario.

7- Il grande regista Ermanno Olmi muore all’età di 87 anni.

11- Presso la sede di “CoopUp Rovigo” viene presentata alla stampa la nuova edizione del Festival Biblico di Rovigo.

16-20 Parte l’edizione del Festival Biblico di Rovigo, il tema è “Futuro”.

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19- Si sposa il secondogenito del Principe Carlo d’Inghiilterra, Harry.

Giugno 2018

2- Si festeggia al Cen.Ser di Rovigo la 17a edizione della Festa delle famiglie.

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6- Il nuovo governo presieduto da Giuseppe Conte ottiene la fiducia in Parlamento

14- In Russia partono i mondiali di calcio senza l’Italia.

16- All’età di 89 anni torna alla Casa del Padre Don Daniele Peretto, per anni amministratore de “la Settimana”

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17- L’ufficio famiglie inaugura e Benedice la nuova “Ca’ Verta”.

20- Il Vescovo Pierantonio raggiunge per una decina di giorni in Africa la missione dove è presente Don Giuseppe Mazzocco.

Luglio 2018

15- A Mosca la Francia si laurea per la seconda volta Campione del Mondo di calcio.

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19- In Piazza Vittorio Emanuele II a Rovigo va in scena l’annuale “Festa dei Grest”

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25- A Zurigo se ne va dopo una lunga malattia Sergio Marchionne.

Agosto 2018

14- Una tragedia sconvolge l’Italia, a Genova crolla il Ponte Morandi. Più di quaranta persone perdono la vita.

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Settembre 2018

15- Al centro Don Bosco l’annuale convegno dei catechisti.

26- Nella Chiesa di San Bartolomeo a Rovigo viene presentata la nuova Comunità di Sant’Egidio cittadina.

28- Al centro Don Bosco si apre il nuovo Anno Pastorale.

Ottobre 2018

5- In Duomo si celebra l’annuale Veglia Missionaria.

Novembre 2018

10- In Seminario Vescovile si ricordano i sacerdoti e seminaristi che hanno partecipato al primo conflitto mondiale. “Su sentieri di guerra sognando la pace”

20- Don Marcello Prandi torna alla Casa del Padre all’età di 83 anni, era missionario “fidei donum”.

25- In Duomo Concattedrale Alfredo Lucariello diventa Diacono permanenente.

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26- San Bellino.

Dicembre 2018

2- La chiesa di San Pio X di Rovigo festeggia il cinquantesimo anniversario.

7-8- Nella notte in una discoteca della provincia di Ancona perdono la vita 6 persone per una tragica goliardata.

11- A Strasburgo in una sparatoria ai mercatini di Natale rimane coinvolto il giornalista italiano Antonio Megalizzi. Pochi giorni dopo non ce la farà a sopravvivere per le ferite riportate

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22- In Indonesia uno tsunami provoca 500 vittime.

Il sindaco incontra i giornalisti per gli auguri di Natale

di Thomas Paparella

Massimo Bergamin ha incontrato i giornalisti nel suo studio, nella mattinata di Venerdì 21 dicembre, il tutto per i consueti auguri di Natale.

Il sindaco di Rovigo ha aperto il suo intervento parlando dell’annata 2018: ” Se qualcuno deve criticare e parlare male della nostra città non è questo il luogo adatto. L’elenco che ho sottomano descrive perfettamente la bellezza e la capacità del nostro capoluogo, eventi che hanno portato a Rovigo migliaia di visitatori e che continueranno a portarli anche con il nuovo anno”. Numeri alla mano Bergamin ha elencato le varie iniziative cittadine che hanno avuto successo e che secondo il primo cittadino rendono il centro un posto su cui investire.

Successivamente l’attenzione è andata ai lavori pubblici e anche qui Bergamin si è soffermato sui numeri parlando dei costi, degli investimenti e di quello che porterà il nuovo anno: “Intanto installeremo 12 colonnine per le ricariche di auto elettriche e lo faremo in collaborazione con Enel, a Gennaio invece sarete tutti invitati all’abbattimento dell’ex biglietteria di Piazzale Di Vittorio, dopodichè si potrà cominciare ad investire anche su questo nuovo luogo”.

Altro luogo importante l’ex sede del Liceo “Celio” che nelle ultime settimane è al centro dell’attenzione per capire realtà potrà ospitare : ” Ho fatto di tutto perchè il Celio non si spostasse da lì, purtroppo ho dovuto accettare la situazione. Vi posso assicurare che non ci andrà la Polizia Locale, stiamo pensando ad una soluzione e ci sono diverse idee in campo”.

A proposito di Polizia Locale il primo cittadino si è soffermato sulla questione di armare i vigili descrivendone il bisogno: “Vi presenteremo gli acquisti fatti, sono convinto che sia un atto di importante riconoscenza per questi vigili che si occupano di difendere i cittadini”.

In chiusura ha preso la parola Maurizio Romanato del sindacato giornalisti chiedendo a Bergamin di portare a Roma una parola importante perchè non si definiscano i tagli dell’editoria voluti dal sottosegretario di Stato Vito Crimi.

50 anni della Chiesa di San PioX. Grande festa in Parrocchia

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Alla presenza del Vescovo S.E. Mons Pierantonio Pavanello, la Comunità di San Pio X Papa di Rovigo, ha concluso i festeggiamenti del 50° Anniversario dalla Consacrazione.
Per questa ricorrenza la comunità parrocchiale ha organizzato diversi momenti e incontri. Venerdì 23 novembre 2018 alle ore 21.00 il Diacono Benedetto Pavarin ha guidato l’adorazione eucaristica ed ha proposto una meditazione.
Un momento di Adorazione e di riflessione è stato proposto poi da Don Michele Samiolo nella serata di venerdì 30 novembre.
Domenica 2 dicembre 2018 è stato il giorno della celebrazione e della festa.
Alle ore 10.30 la comunità cristiana si è riunita accanto al Vescovo Mons. Pierantonio Pavanello per la Santa Messa Solenne concelebrata.
Hanno animato la liturgia il “Coro delle Famiglie” e la “Corale Parrocchiale”.
Il Parroco Mons. Guido Lucchiari ha presieduto la celebrazione eucaristica delle ore 17 ed ha animato la liturgia il Coro Monte Pasubio.
Il giorno di festa si è concluso alle ore 21.00 con il Concerto del “Coro Monte Pasubio“.
Tutto questo è stato organizzato con tanto impegno e amore, dal neo Parroco Mons. Guido Lucchiari coadiuvato dal suo collaboratore Mons. Valerio Valentini e dal Diacono Benedetto Pavarin. E’ stata una giornata accompagnata da gioia e da tanta fede. Molti hanno rinnovato le amicizie degli anni passati e rinverdito molti ricordi.
Per l’occasione si è impegnato anche un Comitato Festeggiamenti, nato dal Consiglio Pastorale e guidato dal Prof. Leobaldo Traniello. Con il contributo degli ex Parroci, Don Arnaldo Pizzo e Don Rossano Marangoni, è stato realizzato un numero speciale del Giornalino Parrocchiale: “Voce Nostra”, avviato dal già primo Parroco di San PIO X, dal fondatore della Parrocchia dopo l’alluvione del 1951, il sempre ricordato Don Carlo Ferrari.
Questo importante strumento storico della Parrocchia ha al suo interno l’inserto speciale di tutte le manifestazioni religiose che si tengono in Parrocchia San Pio X nelle imminenti festività Natalizie 2018/2019.
Alla celebrazione del cinquantesimo, il Vescovo Pavanello, nella sua omelia, ha sottolineato un fatto importante e cioè la dimostrazione della vivacità di una Comunità e di un Quartiere popoloso come San Pio X Papa di Rovigo, nel ricordarsi della Casa di Dio, della Casa di tutti i credenti , punto di riferimento nella vita di ogni uomo, perché proprio attraverso il Suo Parroco e la Fede, si arriva a crescere e a maturarsi nella fede cristiana. Nella Santa Messa concelebrata, presieduta da S.E. Mons. Pavanello, hanno concelebrato il neo Parroco di San Pio X Mons. Guido Lucchiari e Mons. Valerio Valentini Cancelliere Vescovile, mentre il Vicario Foraneo don Silvio Baccaro, ha partecipato alla concelebrazione della Messa Vespertina con il Parroco Mons. Lucchiari.
La mattinata si è conclusa con un rinfresco, organizzato da Volontari e Volontarie della Parrocchia per la Comunità. La Santa Messa solenne è stata animata dai due Cori della parrocchiali come abbiamo detto con appropriati canti e musiche e diretti dal M° Giovanni Lazzari e da Elena Ruzzante.
La giornata si è conclusa con una serata canora, con il concerto del Coro Monte Pasubio Rovigo Banca il quale, grazie al Cav. Giorgio Ferrari segretario, Osvaldo Fedini Presidente e al M° del Coro Pierantonio Tempesta si sono cimentati cantando 12 brani storici di montagna.

Addetto Stampa
del Consiglio
Pastorale

La legge e il vero bene di tutti. Tavola rotonda di Scienza&Vita

 

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di Bruno Cappato

Già uno spirito arguto e profondo come Chesterton aveva intuito che, andando avanti nel tempo e nelle manifestazioni della storia, sarebbero venuti giorni nei quali anche l’affermazione più ovvia e più immediata come dire “…che d’estate le foglie degli alberi sono verdi”, sarebbe stata contestata con l’obbligo conseguente dell’affermazione contraddetta e con la necessità di una altrettanto ovvia dimostrazione. Così è della «legge naturale» che è scritta nel cuore di ogni uomo e che non necessita di essere trascritta in leggi o codici stampati in quanto travalica e supera qualunque diversa convinzione. Sembra un discorso del tutto normale, ovvio appunto, ma in realtà esiste di tempo in tempo la necessità di ribadire il concetto della esistenza di una legge non scritta ma insita nell’intimo della creatura umana che abbiamo chiamato legge naturale.
Di questo hanno parlato la prof. Giorgia Pinelli docente di filosofia, il magistrato dott. Pino Morandini e ha portato la sua testimonianza la Campionessa paralimpica di nuoto Sara Zanca in un incontro che si è tenuto a Rovigo nella Pescheria nuova sabato 24 novembre 2018 organizzato da “Scienza & Vita” di Rovigo, da “Uguali diversamente” e dal Comitato “Difendiamo i nostri figli”. Ha portato il saluto dell’istituzione regionale l’Assessore alla cultura Cristiano Corazzari.
Dopo Norimberga
La prof. Pinelli ha espresso di fronte ad un uditorio formato nella maggior parte da studenti delle superiori la problematica legata al riconoscimento della legge naturale rifacendosi al processo di Norimberga dove i gerarchi nazisti che, per giustificare gli orrori commessi, si sono fatti scudo dell’obbligo di obbedire alle leggi dello stato nazista che imponeva razzismo e soppressione violenta di persone innocenti, di razza diverse o malate. La Corte di giustizia condannò quella giustificazione perché – al di sopra delle leggi dello stato – viene la legge naturale che condanna questi delitti.
Oggi si corre il rischio di credere che tutto dipenda autonomamente dall’uomo, dall’individuo padrone assoluto di decidere, svincolato da qualunque riferimento etico per cui quello che in democrazia si afferma in ragione di una maggioranza che governa, si vorrebbe dire che è – per questo – legge giusta ed obbligatoria. Il problema esiste in realtà già dal tempo antico e la prof. Giorgia Pinelli ha fatto l’esempio – nella cultura greca – della storia di Antigone in Sofocle rappresentata da un evento dove si racconta appunto di questa donna che decide di dare sepoltura al cadavere del fratello Polinice contro la volontà del nuovo re di Tebe, Creonte. Scoperta, Antigone viene condannata dal re a vivere il resto dei suoi giorni murata viva. Antigone contravviene la disposizione del dittatore perché la legge del cuore indica per pietà la sepoltura anche se il gesto contraddice l’ordine del dittatore. Antigone per questo diviene colei che difende un valore – quello della pietà e del rispetto della persona umana – contro la delirante cattiveria del despota.
Di qui – con tutta una serie di esempi anche pratici – la prof. Pinelli ha evidenziato come si corra anche oggi il rischio di perdere il senso vero delle cose perché si tende a privilegiare una sorta di onnipotenza dell’uomo che immagina di poter decidere su tutto creando però conseguenze gravissime su persone e cose.
Rispetto per la vita
Ha portato il suo saluto poi l’Assessore Corazzari che ha ringraziato gli organizzatori dell’incontro e i relatori soprattutto per questa stima del valore della vita e della persona umana; ha espresso la sua stima per un incontro che ci invita “a fermarci a riflettere su ciò che la vita ci dona e come anche le difficoltà possano diventare una risorsa ed un valore aggiunto sia nel contesto familiare che nella nostra comunità. Una società che si contraddice radicalmente accettando e tollerando diverse forme di disistima e violazione della vita, soprattutto se debole ed emarginata, non può avere solide basi”.
«L’anello debole»
E’ intervenuto quindi il magistrato Pino Morandini che ha esplicitato ancor di più i concetti soprattutto a livello di contestazione e di discussione in termini giuridici. Il cittadino diventa libero davvero se non si adagia sulle posizioni dominanti, di moda, di potere.
Il problema però non è di contestare semplicemente chi non la pensa come te, ma è quello di analizzare i fatti, le decisioni e le leggi nella intera loro espressione; è a questo punto che si evidenziano gli elementi critici, quelli che fanno vedere come spesso si esaltino certe posizioni definendole “diritti” del cittadino senza tener conto che ogni decisione porta delle conseguenze per diverse persone. Non di vuol semplicemente impedire ad un soggetto di fare determinate scelte, ma occorre vedere se in questo non ci siano delle persone coinvolte ingiustamente.
Gli esempi che ha portato sono stati soprattutto in ambito familiare dove i figli vengono coinvolti in situazioni di forte disagio che mai in vita potranno assorbile. Famiglie devastate da divisioni, da tradimenti e da incomprensioni generano in quello che il relatore ha chiamato l’«anello debole» – il figlio – il disagio e la sofferenza che dura per sempre; altro ambito è stato indicato laddove tutto quello che la tecnologia, guidata da scelte opinabili, genera; ad esempio una vita che nasce in grembo della madre, una essere vivente che viene, per vari motivi, posto alla mercé di volontà che ignorano il bene della creatura e cercano invece il loro personale vantaggio. Egli ha ricordato il fondamento della legge romana “Omne ius, hominum causa constitutum est”, ogni legge viene fatta per il bene degli uomini.
Egli ha invocato allora una ripresa di antropologia umana e, nello stesso tempo un chiaro schieramento a difesa dell’essere umano. Senza timidezze e senza paure. Questo l’impegno chiesto con forza dal magistrato ai giovani presenti. E’ seguito infine un dibattito provocato dalle domande dai giovani in sala che si sono confrontati – a detta di tutti – con grande intelligenza sugli argomenti trattati.

Messale Romano: che cosa è e come cambia nella nuova traduzione

di Maurizio Barba

Vari motivi portarono ad una fusione di tutti questi libri in uno solo, dando vita al cosiddetto Messale “plenario” che riuniva insieme tutto ciò che serviva per la celebrazione eucaristica (orazioni, letture, canti, ecc.) che, da azione in cui il sacerdote, i ministri, i cantori e il popolo svolgevano un ruolo attivo, passò ad essere una azione in cui unico ministro era il sacerdote celebrante. Il Messale plenario più conosciuto fu quello usato dalla Curia romana, nel XIII secolo, che ebbe una grande diffusione, perché usato dai Frati minori che, portandolo in tutte le loro peregrinazioni missionarie, lo diffusero in Europa.
C’era però ancora molta libertà nella strutturazione liturgica e nei testi che venivano usati per la celebrazione eucaristica, poiché la legislazione liturgica non era ancora rigidamente fissata, per cui fuori dell’ambito romano ci fu una proliferazione di Messali che si ispiravano al Messale della Curia, con una varietà di edizioni che incorporavano molte usanze locali antiche.
Con la prima edizione a stampa, realizzata a Milano nel 1474, il Messale Romano – comunemente ritenuto come il capostipite dei Messali che confluiranno nell’edizione romana del 1570 –, si diffuse rapidamente nell’ambito della cristianità, favorendo il moltiplicarsi delle edizioni, e con esso il diffondersi anche delle imprecisioni e degli errori.
L’inserimento di numerosi cambiamenti nel contenuto del Messale, che diedero all’Eucaristia un significato sostanzialmente differente, fino a determinare alla fine del medioevo una confusa situazione liturgica, costituì agli inizi del XVI secolo un grave pericolo per la Chiesa.
I Padri del Concilio di Trento, che conoscevano bene questa difficile situazione, si preoccuparono, tra le altre questioni, di provvedere ad una nuova edizione del Messale e degli altri libri liturgici, la cui edizione apparirà nel 1570, divenendo obbligatoria per tutta la Chiesa cattolica, che poteva avere finalmente una liturgia uniforme.
Nel periodo tra il Concilio di Trento e il Concilio Vaticano II vi furono numerose edizioni e ristampe del Messale, tra le quali, quelle “tipiche” avvennero nel 1604, con Clemente VIII, nel 1634 con Urbano VIII, nel 1884, con Leone XIII, nel 1920, con Benedetto XV, e nel 1962, con Giovanni XXIII. Sotto l’influsso dell’illuminismo si ebbero, soprattutto nei secoli XVII e XVIII, tentativi di rinnovamento della celebrazione eucaristica, dettati dall’esigenza di una maggiore partecipazione del popolo, dell’introduzione della lingua volgare, di un maggior uso della Bibbia nella celebrazione della Messa, di una revisione di alcuni testi eucologici, di un adattamento alle necessità del proprio tempo, di una semplicità nei riti e nelle preghiere.
Con l’approvazione della Sacrosanctum Concilium, il 4 dicembre 1963, si diede avvio alla riforma del Messale e degli altri libri liturgici, i cui primi frutti si ebbero nel 1970, quando, a distanza di quattro secoli esatti dal Messale riformato secondo i criteri del Concilio di Trento, fu pubblicato il Messale del Vaticano II, edito per l’autorità di Paolo VI. Dopo appena un anno, a causa dell’esaurimento delle copie, fu pubblicata una reimpressio emendata del Messale, nella quale furono inserite varie correzioni di carattere non sostanziale. Nel 1975, invece, in conseguenza della nuova disciplina sui ministeri, stabilita da Paolo VI con il Motu proprio Ministeria quaedam, dell’introduzione nel Calendario Romano Generale di alcune celebrazioni di santi e di alcuni formulari nel Messale stesso, della necessità di ritoccare alcuni elementi dell’Institutio Generalis, fu pubblicata l’editio typica altera del Messale Romano. Inoltre, nel 2002, a motivo della promulgazione del nuovo Codice di Diritto Canonico nel 1983 e delle diverse disposizioni della Santa Sede posteriori al 1975, fu pubblicata una editio typica tertia, che incorpora non poche novità rispetto alla precedente edizione
È proprio su questa edizione tipica del Messale Romano, che costituisce la base per le traduzioni nelle lingue nazionali, che i vescovi italiani hanno concentrato il loro sforzo nella delicata opera di traduzione, durata circa sedici anni, e che è giunta alla sua fase finale con l’approvazione assembleare, in attesa di ottenere la confirmatio della Santa Sede.