Polesine Fotografia 2017

tratto da pagina 12 de “la Settimana” del 9 Aprile 2017

Anche questa edizione di Polesine Fotografia sarà aperta come nelle passate edizioni dalla Maratona Fotografica “Tre temi in quattro ore”. L’appuntamento è domenica 9 aprile dalle ore 9 presso il bar Coghetto in Corso del Popolo a Rovigo. La maratona fotografica si svolgerà poi dalle 10 alle 14 termine entro il quale i concorrenti dovranno consegnare le fotografie scattate con macchine fotografiche digitali compatte o reflex. I premi in palio offerti da RCE di Rovigo sono una stampa su tela di dimensioni 50×70 messi per il primo classificato. Le premiazioni si terranno poi sabato 22 aprile a Villa Boadoer a partire dalle ore 16.00 quando si entrerà nel vivo della manifestazione “Polesine Fotografia”. Mostre che resteranno a disposizione del pubblico fino al 14 maggio 2017.
La manifestazione nasce da un gruppo spontaneo di fotoamatori ed è sostenuta dalla Provincia di Rovigo, dal Comune di Fratta Polesine, da Rovigo Banca, e da altri sponsor locali.
Filo conduttore che lega l’edizione di quest’anno è il tema “Viaggio nel sacro”. Ad esporre in Villa Badoer ci saranno autori di grande spessore, riconosciuti in ambito nazionale: Mario Lasalandra un maestro del bianco e nero; Dave Jordano: fotografo americano; Nausicaa Giulia Bianchi; Francesco ; Francesca Serotti e Carlotta Zarattini; Paola Fiorini; Mirella La Rosa e  Stefano Barattini.
Completano questa ricca edizione le opere provenienti dai gruppi fotografici del Polesine:
Fotoclub 85 – Villanova del Ghebbo (RO)
Click and Flash – Costa di Rovigo (RO) – Fotoclubcavarzere (VE) presso Museo Il Manegium.

Programma
Domenica 9 Aprile: Maratona Fotografica.
Sabato 22 Aprile: ore 16 inaugurazione mostre e premiazione maratona fotografica;  ore 17 incontro con l’autore Mario Lasalandra.
Sabato 13 Maggio: ore 16.30 incontro con l’autore Paola Fiorini (presentazione libro d’artista Do Ut Des);  ore 17 incontro con l’autore Francesco Comello vincitore terzo premio Daily Life Stories World Press Photo 2107 (proiezione del lavoro l’Isola della Salvezza).
Domenica 14 Maggio:  dalle 10 alle 17 workshop sul ritratto con Nausicaa Giulia Bianchi (massimo 20 iscritti se la richiesta è maggiore l’artista si è resa disponibile per duplicare l’evento sabato 13 Maggio).

Ricordo del Prof. Armando Rigobello. Grande figura e studioso badiese

tratto da pag. 20 de “la Settimana” del 2 Aprile 2017

Ad un anno dalla scomparsa la figura del prof. Armando Rigobello verrà ricordata a Rovigo, presso il Seminario, nel pomeriggio di martedì 4 aprile.
E’ questa una prima risposta alla sollecitazione pervenuta da diversi insegnanti, responsabili di associazioni, sacerdoti della Diocesi che avevano auspicato un momento dedicato allo studioso nato a Badia Polesine il 3 febbraio 1924 e deceduto a Roma il 4  aprile 2016, dirigente parrocchiale e diocesano dell’Azione Cattolica, che pur con incarichi universitari e civili lontani dal Polesine è sempre stato legato alla nostra diocesi ove tornava volentieri per servizi culturali e per incontri formativi.
Alcuni mesi or sono le Università di Perugia e di Roma Tor Vergata hanno dedicato a Rigobello un convegno di ampio respiro dal titolo Armando Rigobello. La filosofia come testimonianza con due giornate di lavoro, una a Perugia e una a Roma e con la partecipazione di numerosi, qualificati relatori, molti dei quali allievi e collaboratori dello scomparso. L’imminente uscita degli atti consentirà di cogliere idee e testimonianze disseminate dal filosofo polesano nei vari ambienti ove ha operato con coerenza e competenza. Anche la Fondazione Luigi Stefanini di Treviso ha in varie forme e momenti ricordato Rigobello allievo e collaboratore del prof. Stefanini e per anni Presidente della Fondazione trevigiana a lui intitolata. In varie occasioni, sino agli ultimi anni il prof. Rigobello aveva partecipato a convegni ed iniziative a carattere scientifico della Fondazione Stefanini cogliendo a volte motivo del viaggio nel Veneto per una sosta a Rovigo, città nella quale contava numerose amicizie nell’ambiente culturale e nell’associazionismo cattolico.  Socio dell’Accademia dei Concordi aveva seguito con competenza e interesse la costituzione del Comitato per l’Università a Rovigo rivestendo negli anni 1992- 1993 la carica di Presidente del Consorzio per la nascente iniziativa universitaria. Proprio in quel periodo si era fatto promotore di una approfondita (ed ancora attuale) riflessione sul tema L’idea di Università: premesse storiche e dibattito contemporaneo invitando al convegno, svoltosi a Rovigo all’Accademia dei Concordi il 6 novembre 1992, qualificati docenti delle università di Roma e Perugia. L’appuntamento del 4 aprile prossimo con la Santa Messa celebrata dal Vescovo mons. Pierantonio Pavanello e preceduta alle ore 18 dallo scambio di testimonianze solleciterà altri ricordi più o meno recenti. Sarà bene raccoglierli perchè legati all’impegno del prof. Rigobello nell’A,C. diocesana e alle sue prime esperienze di insegnamento e di comunicazione delle idee filosofiche e sociali. Tra i suoi articoli apparsi negli anni immediatamente successivi alla fine della II guerra mondiale figurano due studi su La sorgente, una rivista edita a Rovigo e dedicata ai temi dell’educazione e della cultura. Si tratta di Pedagogia Deweyana, invito alla concretezza (marzo 1947) e Corporativismo intellettuale nel Medio evo (luglio 1947). Già in questi primi saggi emerge la tensione alla ricerca e al confronto che caratterizzerà nei decenni successivi l’impegno intellettuale del prof. Rigobello. Ed è interessante nell’articolo del marzo 1947 il paragone tra l’indagine pedagogica (e filosofica) ed “un treno modernissimo su cui salgono ben equipaggiati viaggiatori dei quali però nessuno sa con precisione quale sia la meta che vuol raggiungere, anche se certuni conoscono qualche tappa del viaggio. Tocca al nostro pensiero più esperto – conclude Rigobello – e alla nostra sensibilità più consapevole, condurre con fede il celere mezzo verso la meta lontana”

Don Bruno Cappato
Adriano Mazzetti

Progetto Crocus. In ricordo dei bambini uccisi nell’Olocausto.

tratto da pag. 19 de “la Settimana” del 2 Aprile 2017

La quinta classe dell’indirizzo dei Sistemi Informativi Aziendali dell’IIS De Amicis di Rovigo ha aderito ad un bel progetto di valore europeo denominaro “Progetto Crocus” che parte dall’iniziativa di un gruppo Irlandese nel 2005 con l’obiettivo di introdurre i giovani nell’argomento dell’olocausto e per sensibilizzarli sui rischi del razzismo e dell’intolleranza. Gli studenti imparano così quanto importante sia l’integrazione di tutti gli individui indipendentemente dall’etnia, handicap, orientamento sessuale e credo religioso. In questo modo i bambini non vengono dimenticati e la loro memoria e le loro storie vengono trasmesse alle generazioni future.
Più di 400 classi in Europa hanno aderito a questa proposta tenendosi in contatto attraverso un gruppo facebook sul quale poi sono state postate le foto del lavoro in fieri ed al  termine.
Dalla sede del gruppo, la classe del De Amicis ha ricevuto 100 bulbi di crocus gialli simbolo appunto dei bambini uccisi nell’Olocausto “…per non dimenticare”.
Come ha fatto ogni classe coinvolta, anche questa di Rovigo ha poi piantato i bulbi e li ha curati fino alla loro fioritura.
Essi torneranno a fiorire in ricordo di queste vite spezzate.
Il 18 novembre 2016 sono stati piantati 100 bulbi di Crucus gialli ricostruendo la stella di David simbolo del popolo ebreo e li hanno curati fino alla loro definitiva fioritura.

M.

Comincia la collaborazione tra il periodico dell’unità Pastorale e “la Settimana”. Il Vescovo plaude all’iniziativa

Comincia con questo numero una sperimentazione  importante che ci auguriamo trovi buona accoglienza: il settimanale diocesano esce in collaborazione con un giornale di Parrocchia, il tradizionale bollettino.
La prima realtà pastorale che ha accettato questa proposta è stata quella dell’Unità Pastorale che unisce allora il numero pasquale del periodico “La Voce 2000” con il settimanale diocesano “la Settimana”.
I cittadini di Badia Polesine, Colombano, Crocetta, Salvaterra e Villafora riceveranno lo speciale numero di Pasqua del giornale comunitario con appunto al suo interno una copia de “la Settimana”.
Questa bella iniziativa è stata accolta con grande favore anche da Sua Eccellenza mons. Pierantonio Pavanello che si è espresso a proposito con queste parole: “Sono lieto di accogliere con favore questa bellissima collaborazione che si sviluppa fra alcune comunità parrocchiali facenti parte di un’Unità Pastorale con la più vasta comunità diocesana, segno di una comunicazione condivisa.
Auspico che questa  sia la prima di una numerosa serie di analoghe collaborazioni, in modo da dare più voce a tutte le nostre realtà comunitarie diocesane”.

“Giovani verso nuove frontiere”, il viaggio al centro di un evento al Seminario Venerdì 31 marzo l’incontro che anticipa i temi del Festival Biblico 2017.

Viaggiare è un’occasione per aprire nuovi orizzonti: conoscersi, conoscere altre persone e altre culture, mettersi in gioco, imparare e crescere. Sono spesso i giovani a scegliere di vivere, anche solo per un periodo limitato, in altri paesi, anche grazie a progetti di volontariato e a programmi che incentivano la mobilità. Al tema del viaggio è dedicato l’evento “Giovani verso nuove frontiere”, promosso dal CSV di Rovigo con il Festival Biblico, di cui anticipa la tematica. Si terrà venerdì 31 marzo, alle 17.00 al Seminario vescovile, in via G. Pascoli, 51 a Rovigo. Del viaggio, tra speranze e inquietudini, parlerà Giuseppe Milan, docente di Pedagogia interculturale Università di Padova. Milan è coordinatore scientifico di Progetti pedagogici in varie città, ha svolto attività seminariali e formative in Brasile, Messico, Colombia, Argentina, Kenya, Spagna, Germania, Austria, Slovenia, Croazia, Serbia, Macedonia, Slovacchia ed è autore di oltre cento pubblicazioni in ambito nazionale e internazionale.
Intervengono, inoltre, don Andrea Varliero, responsabile dell’edizione di Rovigo del Festival Biblico, Lamberto Cavallari, presidente del Centro Servizi Volontariato di Rovigo, e infine Cristina Monfroni, presidente di Intercultura Rovigo. A seguire, porteranno la propria testimonianza giovani volontari che hanno svolto esperienze all’estero. “E’ un argomento di interesse per le associazioni e per le giovani generazioni – commenta il presidente del CSV, Lamberto Cavallari – Si tratta di un tema di forte attualità in quanto i giovani sono più propensi a cercare opportunità in altri paesi, sentendosi cittadini del mondo. Alcuni programmi europei agevolano e favoriscono la mobilità, anche attraverso esperienze di volontariato all’estero. Siamo dunque interessati a conoscere e far conoscere queste opportunità ed i mutamenti sociali in corso”.
L’incontro è rivolto principalmente ai giovani del territorio. In apertura, è prevista una degustazione di prodotti del Sud del mondo, a cura dell’Associazione “La Fionda di Davide”, bottega del commercio equo e solidale di Rovigo.Per informazioni: tel. 0425.29637 giovani@csvrovigo.it

Il corso animatori parte con il botto! Più di 200 iscritti solo in città.

Si parla di giovani ultimamente, tanti i casi dove questi ultimi sono soggetto di azioni tragiche o quando va bene di degrado sociale. Ma siamo veramente sicuri che il mondo giovanile non abbia voglia di fare?

Tra Martedì e Mercoledì sono cominciati in diocesi i corsi animatori, formazione per preparare i giovani che animeranno i grest estivi e non solo. Mai come quest’anno una presenza così cospicua, più di duecento iscritti solo nel Vicariato urbano.

Questo è segno di come i ragazzi abbiano ancora voglia di essere protagonisti, e di esserlo in aiuto ad altri.

La formazione proseguirà per altri 2 incontri, per maggiori informazioni e iscrizioni http://www.5pani2pesci.it

Collaboratore intelligente e generoso de “la Settimana” e di “Radio Kolbe”. Enzo Costa è nella luce di Dio.

tratto da pag. 7 de “la Settimana” del 19 Marzo 2017

Enzo arrivava in redazione prima di tutti; sempre puntualissimo. Ci sembravano così usuali il suo discreto saluto ed il sorriso, tanto che questo appuntamento doveva essere per sempre. Poi una indisposizione lo costrinse in casa. In questi ultimi due mesi speravamo che si riprendesse e in redazione aspettavamo ogni giorno che lui tornasse; come sempre. Guardavamo alla porta, al suo posto di lavoro prevedendo da un momento all’altro il suo arrivo. Eccolo – si pensava – eccolo che arriva con i giornali sottobraccio. Ora ci segue dal Cielo perché, in una ultima telefonata, ci parlò delle difficoltà e del suo immutato desiderio di tornare e di riprendere la collaborazione.
Abbiamo vissuto questi anni all’ex Angelo Custode – a la Settimana e a Radio Kolbe – come amici e fratelli. Enzo, con la sua finezza, con la sua esemplare delicatezza, con la sua sempre paziente attenzione a non disturbare, a non interferire, ci aveva abituato ad uno stile inconfondibile che suscitava ammirazione e rispetto.
Quando venne a proporci la sua collaborazione, pensammo che fosse un dono della Provvidenza, dato il sollievo intelligente e fattivo che egli veniva a dare al lavoro della comunicazione, sempre bisognoso di risorse. La sua voce poi raccontava la rassegna ecclesiale alla radio ogni giorno e qualche volta ci raccontava con soddisfazione della riprova dell’ascolto che da diverse persone gli veniva confermato con i complimenti.
Molti i momenti di condivisione e di gioia, molta la passione per la comunicazione. Si fermava solo in agosto, ma sicuramente era felice poi di riprendere il suo impegno al giornale e alla radio. Questa passione non era una novità, perché Enzo collaborò con la radio ancora nei primi anni istituendo e curando una trasmissione che raccontava le vittorie e le sconfitte dei giovani calciatori delle squadre del CSI. Anche allora egli mise insieme radio e settimanale con il notiziario in voce ai microfoni di Radio Kolbe nella prima sede al Don Bosco e con una pagina intera dedicata all’attività del CSI sul giornale.
Abbiamo così imparato a conoscere questa figura sempre fine, intelligente ed aperta al dialogo: prima di tutto amore per la famiglia, per la amatissima moglie Rina e per la nipote la carissima Silvia, poi il lavoro da dirigente di una struttura regionale e quindi la dedizione assidua per il mondo dello sport dove egli si fece conoscere ed apprezzare da bambini, ragazzi e adulti. Il mondo dello sport era presente nel suo cuore come una storia di amicizia e di appassionata partecipazione. Conosceva tutti, ricordava tutti.
Mai un giudizio sulle persone. Sempre una grande prudenza, rispetto ed eleganza che aveva per fondamento  una fede profonda nel Signore che ora egli ha incontrato faccia a faccia dopo averlo amato per tutta la vita.
Enzo non ha abbandonato il suo impegno per tutte queste realtà; egli continua – ne siamo sicuri – a darci una mano.

Gli amici
del Settimanale
e di Radio Kolbe

 

Esercizi di libertà. Prima serata a Lama Polesine

Tre incontri per meditare sulla Quaresima e non solo, Don Piero Mandruzzato e Don Patrizio Boldrin offrono a tutti la possibilità di passare assieme una serata in compagnia della Preghiera e soprattutto della Parola.

Tre serate per chiedersi: Ma cosa ci sta chiedendo Dio? Cosa c’è da cambiare perchè le nostre comunità siano più ricche della gioia del Vangelo?.

La prima serata sarà nel centro Parrocchiale di Lama Polesine, con orario di inizio alle ore 19.

Per migliori informazioni andate al link di facebook : https://www.facebook.com/events/846031348869942/

Stagione concertistica 2017. All’insegna di Franz Schubert con Andrea Lucchesi

tratto da pag. 17 de “la Settimana” del 12 Marzo 2017

Franz Schubert è stato il compositore prescelto per il quinto concerto proposto dall’Associazione Musicale “F.Venezze” e Andrea Lucchesi al pianoforte ne è stato interprete domenica 5 marzo. L’appuntamento ha avuto come cornice l’Auditorium del Conservatorio, come di consueto alle 17.00 ed un programma dedicato interamente a Franz Schubert.  L’ouverture del programma: Sonata per pianoforte n.22 in la maggiore D. 959 (1828) ed a seguire, Sonata per pianoforte n.23 in si bemolle maggiore D. 960 (1828).
E’ lo Schubert delle ultime sonate, un artista che si congeda dalla vita con straziante lucidità e nel contempo la consapevolezza di sapersi esprimere ormai compiutamente in una struttura che è soltanto sua. Il modello più rispondente alla sua disposizione contemplativa e alla sua concezione della forma musicale come espressione di un “io” psicologico che parla in prima persona e, regalare momenti espressivi allo stato puro. Il pianista toscano Andrea Lucchesi, solista di fama internazionale, ha collaborato con i più importanti direttori d’orchestra del nostro tempo tra i quali: Claudio Abbado, Riccardo Chailly, ha suonato, in modo magistrale, le musiche di Schubert.
Il presidente dell’Associazione Venezze Luigi Puxeddu, durante l’incontro ha sottolineato che una parte del ricavato verrà devoluto all’Associazione Centro Aiuto per la Vita che si occupa di madri in difficoltà, di aiuto alla vita; un’associazione con sede in Vicolo Campana, in città, ma che opera a livello nazionale.  Il concerto si è realizzato grazie al contributo di RovigoBanca.
Un nuovo tassello, con il concerto dedicato a Schubert, si è andato ad aggiungere al ciclo proposto dell’Associazione Musicale “F. Venezze” catalizzatore, ad ogni appuntamento, di un pubblico affezionato e numeroso a conferma dell’alto profilo dell’iniziata.

Stefania Sgardiolo

La diocesi a Casa tua